"Un piccolo sogno che si avvera": Minì debutta con Alpine in Messico. L'Italia si prende la scena in F1

'Un piccolo sogno che si avvera': Minì debutta con Alpine in Messico. L'Italia si prende la scena in F1
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"Condividere la pista con le leggende della F1 è un sogno". Gabriele Minì si racconta prima del debutto nelle FP1 in Messico con l'Alpine, nello stesso weekend in cui l'amico Kimi Antonelli si gioca il Mondiale
28 ottobre 2026

Ci sono momenti in cui il destino del motorsport italiano sembra concentrarsi in un unico, altissimo soffio d'aria rarefatta. Succederà a oltre 2.200 metri sul livello del mare, tra le curve storiche e l'abbraccio infuocato del Foro Sol all'Autódromo Hermanos Rodríguez. Il Gran Premio del Messico 2026 non sarà una gara come le altre per i colori azzurri: è il weekend delle emozioni forti, dell'orgoglio che torna a ruggire, di una storia che può chiudere un cerchio aperto ben 73 anni fa con la doppietta iridata di Alberto Ascari.

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Sul piatto c'è il match point più importante della carriera di Andrea Kimi Antonelli, pronto a giocarsi il titolo mondiale con la maturità dei predestinati e la fame di chi sa di avere un Paese intero a spingerlo in curva. Ma il weekend da sogno dell'Italia del motorsport comincerà già al venerdì mattina, perché in pista non ci sarà soltanto Kimi. Nella prima sessione di prove libere farà il suo esordio ufficiale in Formula 1 anche Gabriele Minì, pronto a salire a bordo dell’Alpine A526. Un incrocio di vite e carriere che regala contorni ancora più poetici a questa trasferta: Gabriele e Kimi sono infatti grandi amici fin da piccolini, cresciuti sui medesimi campi di gara dei kart a contendersi decimi e traguardi, prima di ritrovarsi ora insieme sul palcoscenico più grande del mondo.

Per il giovane talento palermitano, pilastro dell'Alpine Academy dal 2023 e attualmente quarto nel campionato di FIA Formula 2 con due vittorie e sette podi all'attivo, si tratta del premio più dolce dopo anni di sacrifici e crescita costante nel vivaio del team di Enstone. Minì prenderà il posto di Franco Colapinto nella FP1 obbligatoria per i rookie.

“È una bellissima emozione, è un piccolo sogno che si avvera, quindi cercheremo di fare il miglior lavoro possibile”, racconta con l'emozione pura di chi ha rincorso questo traguardo fin da bambino. “Voglio ringraziare Flavio, Steve e tutto il team per questa opportunità e per la fiducia. In preparazione per questa FP1 abbiamo fatto diverse sessioni di simulatore e siamo riusciti anche a svolgere dei test in pista con le macchine dell'anno scorso: questo fa sì di conoscere sia i comportamenti che le procedure della macchina, quindi farà sì che sarò pronto sin da subito”.

Un percorso di avvicinamento meticoloso, affinato nel lavoro quotidiano svolto a Enstone tra virtuale e reale: “Il simulatore aiuta moltissimo in quanto sarà la prima volta che guiderò queste macchine: sono molto diverse, molto più complicate, quindi è importante sapere sia come reagiscono, sia come svolgere tutte le procedure correttamente. Diciamo che è un grandissimo aiuto. Condividere la pista con le leggende del motorsport, tutti i piloti di altissimo livello e avere questa opportunità in generale di essere in una sessione ufficiale di Formula 1 è un po' un piccolo sogno che si avvera. D'altra parte, cercheremo appunto di dare una mano al team e anche mostrare la mia velocità in pista”.

Per Minì, la famiglia Alpine rappresenta ormai una vera casa sportiva: “Sono stati una parte fondamentale della mia carriera, siamo insieme dal 2023, quindi è già la quarta stagione che mi seguono. È un grandissimo aiuto avere delle persone con molta esperienza, i piloti stessi di Formula 1, e avere delle conversazioni o anche stare lì in pitlane a seguire come svolgono il lavoro è molto utile. Aiuta a crescere non soltanto come pilota ma anche come persona, quindi sono molto grato e spero di continuare con loro per molto tempo”.

Il debutto di Gabriele avverrà in un contesto tecnico unico e complesso. Con la densità dell'aria ridotta, che diminuisce il carico aerodinamico e la resistenza a oltre 2.200 metri d'altitudine, le monoposto voleranno a velocità di picco impressionanti lungo il rettilineo da 1,2 chilometri, richiedendo al contempo configurazioni ad alto carico per ritrovare aderenza nelle sezioni più guidate. Una sfida affascinante che rievoca anche ricordi dolcissimi per la struttura di Enstone: proprio 40 anni fa, nel 1986, l'Autódromo Hermanos Rodríguez fu teatro del primo leggendario successo del team (all'epoca Benetton), firmato da Gerhard Berger grazie a una strategia senza soste sulle granitiche gomme Pirelli.

Nel garage Alpine, la voglia di riscatto dopo le amarezze di Austin è altissima. Franco Colapinto, costretto al ritiro in Texas dopo un contatto con Arvid Lindblad, cederà volentieri il volante al pilota italiano prima di riprendere le redini per la seconda sessione: “È stato un vero peccato ritirarsi per la seconda gara di fila ad Austin per i danni riportati nell'incidente con Arvid. Avevamo fatto buoni progressi partendo dal fondo con le Hard, ma ora la nostra attenzione è tutta orientata su Città del Messico per vivere un fine settimana più lineare e positivo. Con Gabriele sulla mia vettura per la FP1 riservata ai rookie, non vedo l'ora di scendere in pista venerdì pomeriggio per iniziare quello che spero sarà un weekend competitivo per tutti noi”.

Le luci si accendono, i motori scaldano l'aria sottile del Messico. Da Antonelli a caccia della leggenda, Minì è pronto a muovere il suo primo, indelebile passo tra i grandi: per l'Italia della Formula 1 è arrivato il momento di trattenere il respiro e spingere a tavoletta.

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