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L’appuntamento con la storia è ormai fissato. Domenica 1° novembre, Andrea Kimi Antonelli avrà il secondo match point decisivo per archiviare la pratica mondiale. Avrebbe potuto festeggiare ad Austin, ma per soli due punti non ci è riuscito. Due punti, esattamente quanti sono gli anni trascorsi dal giovane bolognese in Formula 1. Una crescita esponenziale che ha fatto impallidire anche i più grandi, pronti ad accogliere il nuovo campione del mondo — se una di queste tre condizioni verrà soddisfatta — che sarà anche il più giovane di sempre, battendo il record precedentemente detenuto da Sebastian Vettel. Di riflesso, Lando Norris abdicherà e il prossimo anno dovrà lasciare il numero 1, tornando al suo tradizionale #4. Ma anche Kimi Antonelli lascerà il suo #12?
Ormai possiamo dirlo con certezza matematica. Non è più questione di “se”, ma di “quando”. Tutto è pronto nel box della Mercedes per incoronare Andrea Kimi Antonelli campione del mondo. Al Gran Premio di Città del Messico, gli basterà conquistare solamente due punti per poter ottenere l’iride. Mancano 5 gare alla fine, e per il bolognese i giochi si chiuderanno prima della conclusione di un mondiale ancora incerto. Perché i calcoli per celebrarlo campione del mondo sono fatti considerando ancora in palio i punti di Qatar e Abu Dhabi. Ma un velo di incertezza resta sulle due tappe in Medio Oriente, con la situazione nella penisola che è ancora tutt’altro che rassicurante. Il Presidente della FIA Ben Sulayem si è esposto in prima persona per tranquillizzare i piloti e gli addetti ai lavori, mentre il tracciato di Losail confermava che tutto procedeva a gonfie vele, con gli ultimi dettagli da rifinire per la MotoGP che vi correrà tra due settimane e la Formula 1 tra un mese. Resta, però, ancora in ballo il piano B, ovvero Imola pronta a subentrare qualora non fosse possibile, per via di un’escalation nei paesi del Golfo, ospitare il round conclusivo. Se questo scenario dovesse verificarsi, con le gare mancanti alla fine del calendario che scenderebbero a quattro — verrebbe infatti recuperata in Italia solamente Abu Dhabi —, Andrea Kimi Antonelli sarebbe già campione del mondo.
Ma per il momento, tocca aspettare ancora qualche giorno per il grande momento. La famiglia di Kimi Antonelli e tutte le persone a lui più vicine nel paddock sono pronte per i festeggiamenti. Per Marco sarà un weekend da vero tour de force perché, dopo la bandiera a scacchi in America, è rientrato in Italia poiché, mentre il figlio lotterà per l’iride in Formula 1, il suo team AKM Motorsport si gioca il titolo del campionato italiano Gran Turismo nell’ultima tappa al Mugello. Venerdì prenderà il volo per il Messico insieme alla moglie Veronica e alla figlia Maggie, pronte a essere al fianco di Kimi in quello che potrebbe rivelarsi il giorno più importante della sua vita e della sua carriera. Ma per il momento il bolognese vuole restare concentrato sul weekend di gara che lo attende. Perché sa che gli bastano due punti per vincere il titolo, ma vuole vincere prima di tutto la gara per completare la festa nel migliore dei modi con la ciliegina sulla torta, dando inizio a festeggiamenti a base di tequila. Un po’ un segno del destino quel titolo sfumato per i quattro punti portati a casa da Russell: rimandando la conquista matematica in Messico, Kimi potrà festeggiare come si deve, potendosi concedere anche dell’alcol, cosa che non avrebbe potuto fare ad Austin non essendo ancora 21enne, età minima per bere alcolici in America.
Quando Kimi avrà tra le mani la coppa del vincitore, che gli verrà consegnata ufficialmente il prossimo 12 dicembre a Shanghai in occasione della FIA Prize Giving Ceremony, dovrà decidere cosa fare il prossimo anno. Perché quando ti laurei campione del mondo, la F1 ti dà la possibilità di usare il numero #1 come numero di riconoscimento in pista. Negli ultimi cinque anni, i due campioni del mondo, Max Verstappen prima e Lando Norris poi, hanno deciso di mettere da parte momentaneamente il loro numero di riferimento. Ma Kimi Antonelli, forse anche per la sua scaramanzia, non seguirà le orme dei suoi predecessori più prossimi, bensì di Lewis Hamilton. Il britannico, infatti, nonostante i sette titoli conquistati, non ha mai abbandonato il suo #44. “Prima devo fare il mio lavoro in Messico. Ma penso che una volta finito, gareggerò comunque con il numero 12!”, ha rivelato Antonelli a domanda diretta dei colleghi di Blick. Un modo, anche, per omaggiare il suo idolo Ayrton Senna. Perché Kimi ha scelto questo numero in onore della leggenda verdeoro, che ha usato il #12 per quattro anni, dal 1985 al 1988: tre stagioni con la Lotus e il primo anno con la McLaren, dove conquistò il suo primo titolo mondiale nel 1988. Senna passò poi al numero 1, finché il suo acerrimo rivale Prost non glielo strappò nel 1989. Un’eredità pesante, che Kimi è pronto a caricarsi sulle spalle con la maturità dei grandi. Ma prima di pensare al numero sulla livrea del prossimo anno, c'è una storia ancora tutta da scrivere tra le curve di Città del Messico.