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A volte serve guardare oltre le righe di un programma prestabilito per capire cos’è che muove davvero un campione. Alla vigilia del Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin, mentre la Formula 1 si appresta ad affrontare la seconda estenuante tripletta di gare della stagione, ci si aspetterebbe di trovare un Max Verstappen gestito col contagocce, attento a preservare ogni singola goccia di energia. E invece no. L'olandese si presenta al Circuit of the Americas arrivando direttamente dal circuito di Portimão, dove nel fine settimana "libero" ha infilato casco e tuta per guidare la sua Mercedes AMG GT3 nel finale di stagione del GT World Challenge Europe.
Non è stata una passerella festiva, ma una vera e propria battaglia. Nonostante un drive-through scontato dal compagno di squadra Chris Lulham, Verstappen ha messo in scena una di quelle rimonte furiose a cui ci ha abituati, risalendo fino alla nona posizione finale in mezzo al caos degli ultimi minuti. Un allenamento sul campo, utilissimo anche in vista dell'obiettivo dichiarato per il futuro: presentarsi al via della 24 Ore di Spa e della 24 Ore del Nürburgring. "È stato davvero divertente”, ci racconta Max sorridendo alla vigilia del weekend texano. “Anche la gestione dei tempi è stata buona: sabato notte ero già a casa e mi sono fatto due giorni e mezzo di riposo, sufficienti per recuperare. La pista è fantastica, la vettura è un gioiello e l'evento è stato organizzato benissimo. Certo, nella seconda frazione abbiamo preso una penalità meritata, ma avevamo il passo. Alla fine, per me la cosa più importante è vedere che sono competitivo. Nel mio ultimo stint c’è stato un bel po' di caos intorno, ma mi sono divertito parecchio”.
Ma il weekend portoghese non ha lasciato in eredità solo spunti agonistici. Nei giorni scorsi, Lulham è finito al centro di una violenta gogna social per l'errore commesso in pista. Un episodio che ha spinto Verstappen a intervenire personalmente con una presa di posizione pubblica molto dura. "Il problema parte dalle piattaforme social, che permettono di creare profili troll senza un nome o un indirizzo reale”, analizza l'olandese con franchezza. "La gente online può dire qualsiasi cosa. Se gli attacchi sono rivolti a me, sinceramente non me ne importa nulla, possono andare tutti a quel paese. Ma quando prendono di mira un ragazzo giovane, non ancora abituato a questo tipo di pressione e attenzioni, le cose diventano estreme. Per questo ho sentito il dovere di espormi. Gli ho parlato, gli ho detto di non leggere certe cose. Chris è un ragazzo fantastico, sta imparando e tutti commettiamo errori. Ha fatto un lavoro eccezionale per tutto il weekend e una piccola imprecisione non giustifica quell’odio".
Archiviata la parentesi GT3, la mente torna al presente di un campionato di F1 che lo ha visto trionfare di recente in Malesia e a Singapore, completando una risalita prodigiosa da una prima parte di stagione complessa. Austin, tuttavia, presenta un'incognita ben precisa che preoccupa l'olandese: l'asfalto sconnesso del COTA. "Gli ultimi weekend sono stati molto positivi per noi, soprattutto la vittoria a Singapore. Ma qui è tutto diverso, il clima è molto secco e dovremo valutare la resa della Power Unit. Ma la vera incognita sono i dossi. Vedendo la gara del WEC - che qui ha corso a inizio settembre - ho notato asperità tremende. Dico la verità: non vedo l'ora di correre, ma per la colonna vertebrale non è affatto un divertimento. Da anni diciamo che la situazione sta andando fuori controllo. Sarà difficilissimo trovare il giusto compromesso con l'assetto della macchina”.
Verstappen non si nasconde dietro a un dito e spiega l'impatto fisico devastante delle attuali vetture su questo tracciato: "Se ti prendi 5 o 6G in curva con questi carichi verticali, l'impatto sulla colonna vertebrale può superare i 9G. Vi posso assicurare che non è piacevole, e più si va avanti con l'età più ci si pensa. Dalle analisi che ho fatto alla mia schiena, la parte inferiore non ha un bell'aspetto. So che fa parte del motorsport, ma stiamo andando oltre. Raschiare l'asfalto qua e là è solo mettere un cerotto su un problema enorme: l'unica vera soluzione sarebbe rifare le fondamenta del tracciato, anche se costa tempo e soldi. Adoro questo posto e questo layout, ma certi avvallamenti non sono più accettabili”.
Infine, stuzzicato sulle recenti punzecchiature del paddock – dalle indiscrezioni sul passato emerse nel libro di Christian Horner fino alle battute di scuderia sui valori di forza delle monoposto – Max mostra il suo classico approccio pragmatico, scivolando via dalle polemiche senza perdere un millimetro di concentrazione. "Leggere libri? Non ne leggo a dire il vero, e non mi interessa stare qui a dire cosa sia corretto o sbagliato nel passato. Ho vissuto anni fantastici, ma oggi la mia priorità è ciò che accade adesso. Sono concentrato su questo weekend e sul prossimo anno. Le discussioni su chi sarebbe stato più veloce con un'altra macchina? Sono dibattiti senza senso, futili. La gente cerca sempre di provocare invece di lasciar perdere. Io penso solo a correre, me la godo e guardo avanti: domani è un altro giorno".