"Non ho mai mollato nei momenti difficili. McLaren? Il massimo": Leonardo Fornaroli incanta la F1 e Stella gli cerca un sedile

'Non ho mai mollato nei momenti difficili. McLaren? Il massimo': Leonardo Fornaroli incanta la F1 e Stella gli cerca un sedile
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"Non ho mai mollato nei momenti difficili": dalle vittorie senza Academy all'incoronazione di Andrea Stella. Leonardo Fornaroli si racconta a Monza tra l'amore per McLaren, i test svolti e la caccia a un sedile in F1
20 settembre 2026

L’emozione del Tempio della Velocità, il calore del pubblico di casa, la consapevolezza di chi ha saputo conquistarsi ogni singolo centimetro di asfalto con le proprie forze. Per Leonardo Fornaroli il weekend del Gran Premio d'Italia ha avuto un sapore del tutto particolare: è il ritorno nel luogo in cui ha scritto pagine indelebili della sua carriera propedeutica, ma con lo sguardo proiettato verso il massimo palcoscenico del motorsport.

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In un ambiente competitivo e spesso spietato come quello delle serie minori, la storia di Fornaroli si distingue da quella della gran parte dei suoi colleghi. Il pilota piacentino è riuscito ad emergere, a conquistare il titolo di Formula 3 e a ripetersi subito dopo, trionfando anche in Formula 2, senza avere alle spalle la protezione di un’Academy di F1. Solamente lo scorso anno, al termine della sua trionfale cavalcata, per lui si sono spalancate le porte del paddock iridato grazie alla McLaren, che ha deciso di scommettere forte sul suo talento puro e sulle sue prospettive di crescita.

A credere fermamente nelle sue qualità sono stati, in primis, Alessandro Alunni Bravi e Andrea Stella. Proprio il Team Principal della scuderia di Woking non ha mai nascosto la stima nei confronti del giovane emiliano e sta muovendo ogni leva per garantirgli una chance da titolare in Formula 1 il prima possibile. “Nell’avvenire potrebbe correre per McLaren, ma credo che si debba lavorare perché possa esplorare delle possibilità in F1. Con il suo atteggiamento, la sua velocità e la sua costanza, Leonardo è una risorsa futura per la Formula 1. Vogliamo che corra”, ha sottolineato con chiarezza Stella ai nostri microfoni.

In casa McLaren, tuttavia, la strada appare sbarrata nel breve periodo: la coppia formata da Lando Norris e Oscar Piastri è giovanissima e blindatissima a lungo termine. Ma un talento di questa caratura non può limitarsi al prezioso lavoro di sviluppo al simulatore: deve esprimersi in pista. E sebbene la struttura britannica offra uno scenario diversificato – che spazia dall'IndyCar al WEC, dove il prossimo anno debutterà il progetto Hypercar –, Fornaroli è nato, per citare lo stesso Stella, per la Formula 1. Per la squadra di Woking vale dunque la pena trovare una soluzione in prestito o in sinergia con altre realtà della griglia.

Non è un caso che, dopo i test TPC con McLaren svolti a Monza, il piacentino sia sceso in pista anche a Jerez per due intense giornate al volante della VF-25 della Haas e poi ancora a Portimão con il team di Woking. Proprio all'interno del team americano potrebbe aprirsi uno spiraglio concreto, considerate le difficoltà e le prestazioni al di sotto delle aspettative di Esteban Ocon. Il sedile del francese, tuttavia, vede attualmente un serrato ballottaggio tra il campione italiano e un altro giovane rampante, questa volta dell'Academy Ferrari, Rafael Camara, impegnato in F2 con Invicta e in piena lotta per l'iride.

Nel frattempo, la prima presa di contatto con l'atmosfera monzese all'interno del paddock di F1 ha regalato a Fornaroli l'ennesima scarica di adrenalina, a conferma di un legame viscerale con la pista di casa. “È sempre speciale essere qua, è la pista più vicina a dove abito io, a Piacenza, dove ho vinto il titolo in Formula 3 due anni fa e la Sprint Race l'anno scorso. È la prima volta che sono qua a Monza per una gara di Formula 1, che sto nel paddock, e mi sta piacendo molto l'accoglienza dei fan: stamattina alla Fanzone c'era tanto supporto e questo mi rende molto orgoglioso”, ha raccontato prima delle qualifiche, con lo sguardo sognante alla stampa italiana, compresi noi di Automoto.

Un percorso costruito mattone su mattone, affrontando a testa alta le avversità e affinando la propria preparazione sotto ogni punto di vista. “Cosa mi rende più orgoglioso? Penso al fatto di non aver mai mollato, di cercare sempre la perfezione e di rialzarmi dopo i momenti difficili, soprattutto nel mio primo anno di Formula 3. Ho cercato di lavorare per migliorarmi fisicamente, mentalmente e sotto il profilo della guida, facendo tanto lavoro al simulatore. Ho mantenuto questo approccio in Formula 2 e lo sto mantenendo anche quest’anno".

L'adattamento alle complesse ed esigenti monoposto di Formula 1 sta procedendo a ritmo spedito, fornendo indicazioni preziose agli uomini del muretto e al reparto ingegneristico. “A me piacciono queste macchine: sono vetture di Formula 1, le migliori al mondo, quindi non mi posso lamentare! Ovviamente sono complesse e richiedono un po' di chilometri prima di essere confidenti al 100%, ma ogni TPC è un passo in avanti. Sto migliorando continuamente la mia guida e la mia confidenza. Nelle FP1 che ho disputato ho cercato di dare il miglior feedback possibile al team, di fornire più dati per dargli una mano. Sono molto contento di come abbiamo lavorato e preparato le sessioni al simulatore”.

Avviare questo cammino all'interno di un'organizzazione storica e vincente come Woking sta fornendo al giovane pilota emiliano strumenti fondamentali per compiere il definitivo salto di qualità. “Iniziare il mio percorso in Formula 1 in un team come McLaren è il massimo, non potevo chiedere di meglio: è una squadra con una storia incredibile, una delle più vincenti. E poi ci sono figure del calibro di Andrea Stella, Alessandro Alunni Bravi, Zak Brown e ingegneri estremamente competenti. La cosa che mi ha colpito di più è proprio il loro metodo di lavoro: anche di fronte alle difficoltà continuano a spingere per risolvere i problemi. E anche se durante i weekend sono super impegnati per migliorare la macchina, sono sempre disponibili per aiutarmi”.

A fare da riferimento quotidiano ci sono poi due veri e propri maestri in pista, da cui Leonardo cerca di assorbire dettagli e metodologie di analisi. “Lando e Oscar sono due ottimi piloti e bellissime persone. Cerco di stare vicino a loro e di chiedere più consigli possibili. Quando non guida, Norris mi colpisce per come dà i feedback agli ingegneri: è veramente preciso, cerca di tirar fuori ogni minimo dettaglio per fornire più informazioni possibili al team. Sto cercando di prendere ispirazione da lui. Sono molto contento dell'ambiente in cui mi trovo e sono davvero grato”.

Sulle prospettive future e sul volante da titolare da conquistare nel Circus, Fornaroli mantiene un profilo pragmatico e focalizzato sulla prestazione pura. “I test svolti con la squadra e Haas sono andati bene e sono contento del lavoro di supporto svolto insieme al team, che si è detto felice della nostra collaborazione. Posso essere soddisfatto di quello che ho fatto sull'asfalto, ora la decisione spetta a loro. Non decidiamo noi: io continuo a dare il massimo per mettermi nella condizione migliore, proseguendo lo sviluppo al simulatore e nelle prossime sessioni”. Perché Leonardo è un ragazzo, un pilota, con la testa sulle spalle, pronto a battersi per chi gli sta dando una chance così importante - la McLaren - per costruirsi una carriera in Formula 1 a suon di duro lavoro. Lo sguardo è rivolto al futuro, certo, ma prima c’è una stagione da concludere al fianco di Woking. Le voci sul suo futuro, le speculazioni, ora sono solo un rumore di fondo che non vuole lo distraggano dal progetto più grande e ambizioso: diventare titolare in F1.

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