Meno chilometri e più sprint: dal 2027 la F1 cambia la distanza dei GP. Come cambiano le gare di Monza, Austria e Spa

Meno chilometri e più sprint: dal 2027 la F1 cambia la distanza dei GP. Come cambiano le gare di Monza, Austria e Spa
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La F1 Commission taglia la distanza dei Gran Premi dal 2027, passando da 305 a 290 km: ecco quanti giri perderanno Monza, il Red Bull Ring e Spa-Francorchamps
22 settembre 2026

La Formula 1 si prepara a tagliare un altro traguardo storico, ma questa volta lo fa riducendo il percorso. Nella terza riunione stagionale della F1 Commission, andata in scena a Londra sotto la presidenza di Nikolas Tombazis e Stefano Domenicali, è arrivata la svolta che ridisegnerà il format delle domeniche in pista: a partire dal 2027 la distanza minima dei Gran Premi scenderà dagli storici 305 km ad appena 290 km. Un taglio apparentemente contenuto di 15 chilometri, ma capace di tradursi in due o tre giri in meno a seconda del tracciato.

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Per capire l'impatto pratico di questo stravolgimento basta fare un salto all'Autodromo Nazionale di Monza. Sull'asfalto del Tempio della Velocità, lungo 5.793 metri, la distanza di gara è sempre stata di 53 giri (pari a 306,72 km). Con il nuovo regolamento del 2027, la bandiera a scacchi sventolerà già al completamento del 51° giro (pari a 295,44 km), cancellando di fatto due tornate di pura adrenalina sul rettilineo della Brianza. Sulle colline della Stiria al Red Bull Ring in Austria, uno dei tracciati più corti con i suoi 4.318 metri, la riduzione si farà sentire ancora di più sulla conta dei passaggi: dai 71 giri tradizionali (306,45 km) si passerà a 68 giri (293,62 km), ossia ben tre tornate in meno.

All'estremo opposto, sullo sconfinato nastro d'asfalto di Spa-Francorchamps, la pista più lunga del calendario con 7.004 metri, i piloti affronteranno 42 giri (294,16 km) anziché i 44 attuali (308,05 km). E Monaco? Il Principato di Montecarlo, con la sua lunghezza di 3.337 metri, rimarrà come sempre l'unica eccezione storica del Mondiale: la sua distanza di gara è già fissata per deroga speciale a 260 km (pari a 78 giri) e non verrà toccata dal taglio dei 290 km. Un ridimensionamento generale figlio della gestione del flusso di benzina e delle nuove esigenze di consumo legate alle power unit dell'attuale generazione, pensate per spingere al massimo l'efficienza energetica.

Ma le novità emerse dal tavolo londinese non si fermano alla distanza complessiva. Per venire incontro agli appassionati sugli spalti e davanti agli schermi, la F1 Commission ha rivoluzionato il protocollo in caso di pioggia battente o interruzioni prolungate. Se da un lato viene introdotto un "orario limite" inderogabile per la chiusura di qualsiasi attività in pista, dall'altro cade finalmente il paletto dei 180 minuti complessivi tra semaforo verde e fine evento. Il tetto massimo delle due ore di gara effettiva rimane solido, ma l'eliminazione del blocco delle tre ore totali garantirà una flessibilità inedita, evitando grottesche corse contro il tempo quando la bandiera rossa congelava il GP per maltempo. In quest'ottica di maggior elasticità si inserisce anche la possibilità di prolungare le sessioni di Prove Libere in caso di bandiere rosse, offrendo ai team l'opportunità di completare il lavoro pianificato nei box.

Sul fronte tecnico e finanziario, mentre per il 2026 sono stati definiti solo minimi ritocchi veniali, la vera spinta verso il futuro la si legge nell'abolizione dell'omologazione dei cambi prevista per il 2027. Una decisione maturata dopo il consulto con i costruttori e il comitato sportivo, nata con l'obiettivo di restituire totale libertà di sviluppo ai fornitori della griglia. Il pacchetto di riforme attende ora il timbro formale del Consiglio Mondiale dell'Automobile (WMSC) per diventare realtà, ma la rotta è segnata: dal 2027 la Formula 1 sarà più breve, più flessibile e, si spera, ancora più spietata.

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