“Da oggi teniamo l'ala Macarena sulla macchina”: Vasseur svela l'arma segreta (in attesa dell'ADUO) della Ferrari a Miami

“Da oggi teniamo l'ala Macarena sulla macchina”: Vasseur svela l'arma segreta (in attesa dell'ADUO) della Ferrari a Miami
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La SF-26 cambia volto a Miami: Frédéric Vasseur conferma il debutto definitivo dell'ala "Macarena" e lancia la sfida alla Mercedes, aspettando il bonus di potenza dell'ADUO
1 maggio 2026

A Miami inizierà un nuovo campionato”. Così Frédéric Vasseur ci aveva salutato dopo la gara di Suzuka. Adesso, cinque settimane dopo, la Formula 1 è finalmente tornata in pista per la prima e unica sessione di prove libere — estesa a 90 minuti rispetto ai 60 canonici — con Charles Leclerc che ha stampato il miglior tempo e Lewis Hamilton il quarto. Un’ottima ripresa per la Ferrari, presentatasi sotto il sole della Florida con una SF-26 dalla veste aerodinamica completamente rivista.

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Nel mese abbondante di pausa forzata, dovuto alla cancellazione degli appuntamenti in Bahrain e Arabia Saudita per la crisi in Medio Oriente, a Maranello ha regnato il rumore assordante degli uomini e delle donne della Rossa in azione. Sfruttando il buco nel calendario, la squadra capitanata da Loic Serra ha ultimato non solo gli aggiornamenti già previsti per la gara di Sakhir, ma ha anticipato anche quelli che avrebbero dovuto debuttare tra due settimane in Canada. Con una tale mole di novità, la Ferrari ha portato in pista a Miami una vettura profondamente evoluta, frutto di un massiccio pacchetto di sviluppi. A questi si sono aggiunti i correttivi al regolamento tecnico, recentemente varati dalla FIA in collaborazione con FOM, team e — finalmente — i piloti, coinvolti nel processo decisionale. Leclerc e Hamilton, a differenza degli altri team, avevano già saggiato queste innovazioni nel segreto del filming day (ma non troppo, visto che noi eravamo lì) organizzato a Monza la scorsa settimana.

È positivo”, ha esordito Frédéric Vasseur a Miami commentando il feedback ricevuto dai suoi alfieri al termine della FP1. “Ma credo si debba tenere a mente che si tratta della prima sessione della stagione con queste temperature dell'asfalto: un fattore che sta dominando la scena per chiunque”, ha aggiunto il francese, richiamando alla calma e riportando tutti con i piedi per terra. “In generale la sensazione iniziale è buona, vedremo quale sarà il feeling reale col passare delle ore”. Per capire l'effettiva portata del lavoro svolto dai tecnici di Maranello, bisognerà infatti attendere il primo riscontro cronometrico della qualifica e, soprattutto, il comportamento della SF-26 sulla distanza di gara.

La Ferrari è alla ricerca di quel guizzo necessario per agganciare la Mercedes, vero punto di riferimento di questi primi tre GP. Per il momento, la vettura sembra nata sotto una buona stella: la stabilità della piattaforma ha permesso a Leclerc di centrare la top 3 in Australia e in Giappone, mentre Hamilton ha ottenuto il suo primo podio in rosso con il terzo posto in Cina. “Forse è difficile trarre conclusioni dopo soli tre eventi, ma chiaramente la Mercedes è un passo avanti; sono tre pole e tre vittorie su cui nessuno può eccepire”, ha ammesso il Team Principal. “Nel complesso sono soddisfatto del fatto che non abbiamo lasciato un singolo punto sul tavolo: l'efficienza è la chiave e tutto è andato bene dal nostro lato. Non voglio parlare di potenziale, ma a livello di strategia abbiamo massimizzato il bottino nelle prime tre gare. Tuttavia, la strada è ancora lunga”.

“Siamo tutti all'inizio dello sviluppo”, ha sottolineato ancora Vasseur. “Probabilmente sono state prese direzioni diverse e solo il futuro ci dirà se la scelta iniziale sia stata quella giusta. Il ritmo di crescita, in questa fase, è altissimo per noi come per tutti. Dopo sei o sette gare vedremo valori più stabili”. Alla Ferrari mancano ancora quei cavalli vitali che il motore endotermico non riesce attualmente a esprimere. In soccorso della Scuderia potrebbe arrivare l’ADUO (Additional Development Upgrade Opportunity), il sistema che consente ai motoristi — dopo sei gare, dunque a Monaco — di riportare l’ICE al banco per un ulteriore sviluppo.

Tuttavia, per accedere all’ADUO bisogna rispettare parametri definiti dalla Federazione, che tra Miami e il Canada raccoglierà i dati necessari per autorizzare lo strumento. Nel paddock si discute animatamente sulla possibilità che la Ferrari rientri nel gap del 2% (ottenendo un gettone da spendere nel 2026 e uno nel 2027) o in quello del 4% rispetto alla PU di riferimento, che garantirebbe due gettoni per la stagione corrente e due per la successiva. “Sinceramente credo di sì, ma penso che tutti abbiano la stessa sensazione e gli stessi obiettivi”, ha risposto Vasseur sul tema. “Ora dobbiamo avere fiducia nella FIA; ci forniranno i numeri e dovremo affidarci a quelli. Parliamo di percentuali non facili da valutare, ma basta dare un'occhiata alla velocità in rettilineo”, ha chiosato con un sorriso amaro.

Il chiacchiericcio intorno al box di Maranello non finisce qui. Nei test in Bahrain era apparsa brevemente un’ala posteriore mobile, ribattezzata “ala Macarena”. La soluzione era tornata in fabbrica per essere affinata dopo i primi dati raccolti. Riapparsa in Cina solo per la FP1, era stata fermata dalla Federazione perché non rispettava il tempo massimo di quattro secondi per l'apertura e la chiusura. Nelle cinque settimane di pausa, i tecnici hanno apportato le modifiche necessarie e ora, dopo il test di Monza, l'ala è tornata in azione a Miami, destinata a restare per tutto il weekend. “Da oggi, teniamo la Macarena sulla macchina”, ha sentenziato Vasseur senza troppi giri di parole.

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