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Dopo un mese di silenzio i motori tornano a stridere tra i muretti della Florida. Il Gran Premio di Miami 2026 non è solo il ritorno in pista della Formula 1, ma il teatro di un duello fratricida che sta infiammando il box Mercedes. Da una parte la consistenza di George Russell, dall'altra l'esplosività del rookie Andrea Kimi Antonelli, reduce da due successi consecutivi che hanno ridisegnato le gerarchie interne.
Foto copertina: ANSA
Russell, però, non sembra intenzionato a cedere il passo. Il britannico si presenta a Miami con la consapevolezza che la stagione è ancora lunghissima e che il confronto con il giovane compagno di squadra va gestito con lucidità chirurgica. "La verità è che siamo ancora all'inizio della stagione”, ha spiegato George, analizzando il corpo a corpo con Antonelli. "È fondamentale assicurarsi che saremo noi due gli unici contendenti per il campionato. L'anno scorso nessuno considerava Verstappen, mentre Lando e Oscar lottavano tra loro per tutto il tempo, rischiando quasi di perdere il titolo. Al momento, la rivalità interna non è una preoccupazione. Continuiamo a lavorare come al solito: lotteremo duramente, lotteremo in modo leale, ed è così che affronteremo la sfida”.
C’è chi ha ipotizzato che la differenza fisica tra i due – la statura imponente di Russell contro quella più minuta di Kimi – possa giocare un ruolo nelle prestazioni. George liquida la questione con un sorriso: "La differenza è minima. C'è il tema del centro di gravità, ma i miei 82 chili sono distribuiti lungo la mia altezza, mentre un pilota più leggero ha tutto il bilanciamento sotto il sedile. In passato, con Lewis, sedevo un po' più in alto e bloccavo l'aria all’air intake, perdendo potenza, ma non è più così. Oggi la differenza è praticamente nulla”.
Il weekend di Miami promette però una variabile pesantissima: la pioggia domenica. Con queste nuove power unit e un regolamento tecnico in continua evoluzione, la sfida di domare mostri di potenza sull'asfalto viscido è il tema del paddock. Ma Russell respinge ogni timore eccessivo. "Sarà una sfida, ma dopotutto questa è la Formula 1. Qualcuno mi ha chiesto se ci sarà troppa potenza... Ragazzi, corriamo in F1, non in Formula 4. Queste devono essere le auto più veloci del mondo".
Il pilota inglese ha poi lodato la collaborazione con la FIA per le modifiche ai regolamenti, pensate per evitare pericolosi differenziali di velocità in rettilineo, specialmente sotto l'acqua. "La preoccupazione principale era la mancanza di visibilità e il rischio di grandi differenze di velocità in rettilineo, come abbiamo visto negli incidenti tra Colapinto e Bearman. Con le nuove regole, quell'episodio non sarebbe accaduto. Abbiamo 250 kilowatt di massimo sotto la pioggia, il che dovrebbe darci energia sufficiente per restare a tavoletta nei rettilinei senza problemi”.
Mentre il mondo sogna un giro Nordschleife come Max Verstappen — idea per ora congelata da Toto Wolff ("Dovremmo alzare l'altezza da terra", scherza George) — la mente è proiettata solo sul mondiale. "Il Nürburgring? Magari quando avrò quattro titoli in tasca lo farò durante la stagione. Ora l'obiettivo è un altro”. E quell'obiettivo ricomincia da Miami, tra le palme e un compagno di squadra che non ha intenzione di fare sconti.