"F1 non è più divertente, serve un miracolo": lo sfogo brutale di Lance Stroll al GP di Miami

"F1 non è più divertente, serve un miracolo": lo sfogo brutale di Lance Stroll al GP di Miami
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Lance Stroll senza filtri alla vigilia di Miami: il duro confronto tra le attuali F1 e il piacere di guida del passato, tra critiche al peso e la speranza nel meteo
30 aprile 2026

Il lungo letargo primaverile della Formula 1 si interrompe sotto il sole della Florida, ma l'umore di Lance Stroll, alla vigilia del Gran Premio di Miami, è tutt'altro che radioso. Mentre l’attesa per il pacchetto di aggiornamenti sviluppato tra Silverstone e Sakura cresce, il canadese si presenta nel paddock con la schiettezza di chi, lontano dai riflettori della massima serie, ha riscoperto il piacere primordiale del motorsport.

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Durante la pausa forzata, Stroll non è rimasto a guardare. Lo abbiamo visto al Paul Ricard per il GT World Challenge, un’esperienza nata quasi per caso: "In Giappone parlavamo di cosa fare durante il break. Così, all'ultimo minuto, ho messo insieme una macchina con alcuni amici e siamo andati a correre. È stato bello, qualcosa di diverso, solo per divertirsi e passare del tempo insieme". Un ritorno alle origini che ha però evidenziato, per contrasto, i limiti delle attuali monoposto a effetto suolo.

Lance non usa giri di parole nel descrivere il feeling con le vetture attuali, lanciando un atto d'accusa pesante: "La verità è che questa Formula 1 non è divertente da guidare. Durante la pausa ho testato delle vecchie F3 ed erano mille volte meglio. Con il piede destro ottieni esattamente quello che vuoi. Una macchina da 550 o 650 chili è molto più piacevole di questi mostri da 800 chili". Un malessere che tocca anche la sfera sensoriale, legata al suono e al carattere meccanico ormai sbiadito: "Scalare le marce entrando in curva senza carattere, senza rumore... è triste. Guardavo i video on-board degli anni 2000, l'era dei V8 e dei V10: l'azione sembrava molto più intensa ed eccitante. Spero che la direzione futura sia quella di tornare a macchine veloci, leggere e agili. Noi piloti sappiamo cosa significa guidare una macchina vera".

L'analisi si sposta poi sulla realtà brutale del cronometro. L'Aston Martin AMR26 sembra ancora lontana dai vertici e le previsioni per Miami sono guardinghe. "Siamo a circa quattro secondi dai primi, siamo lontanissimi da dove dovremmo essere", ammette Lance con amara lucidità. In questo scenario, l'unica variabile in grado di rimescolare le carte sembra essere il meteo, con il rischio pioggia che incombe sul weekend americano. "Ben venga la pioggia. Abbiamo decisamente bisogno di un miracolo perché accada qualcosa di buono. Se riusciamo a sopravvivere a una gara caotica, tra incidenti e Safety Car, allora potrebbero aprirsi delle opportunità".

Nonostante la frustrazione per una monoposto "fondamentalmente viziata" e per regole che faticano a convincere chi siede nell'abitacolo, Stroll ribadisce la sua fiducia nel lungo termine. Il progetto Aston Martin, con il nuovo quartier generale e la partnership con Honda, resta la sua scommessa per il futuro. "Credo ancora molto in questo progetto. Non vorrei trovarmi tra due o tre anni seduto sul divano a guardare due macchine verdi davanti a tutti. Voglio esserci io lì dentro quando succederà. Spero solo che, nel frattempo, queste vetture diventino molto più belle da guidare. Alcuni piloti non possono dirlo per via dei contratti, ma la pensiamo tutti allo stesso modo".

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