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È passato più di un mese dall’ultima volta che la Formula 1 è scesa in pista, ma finalmente i motori torneranno a ruggire questo weekend. Il conto alla rovescia è terminato: manca pochissimo al via del Gran Premio di Miami 2026. Sarà un fine settimana dal programma fittissimo, complice il format Sprint e le numerose novità che riguardano sia i correttivi al regolamento tecnico sia le evoluzioni delle vetture. Se inizialmente il livello di difficoltà sembrava destinato a essere reso estremo da un meteo proibitivo, le ultime rilevazioni ufficiali offrono un quadro più gestibile, seppur non privo di insidie.
La cancellazione degli appuntamenti in Bahrain e a Jeddah ha creato un vuoto nel calendario di oltre un mese — cinque settimane, per l’esattezza. Una pausa lunghissima che la Formula 1 ha sfruttato per analizzare le criticità emerse nei primi Gran Premi con il nuovo regolamento tecnico. Una prima risoluzione è stata varata attraverso correttivi che la FIA, la FOM e i team stanno tuttora approvando tramite votazione elettronica, in una costante interazione con i piloti. Queste innovazioni debutteranno ufficialmente a Miami, ma il tempo per testarle in pista sarà ridotto all'osso.
Tornerà, infatti, il formato Sprint, con una sola sessione di prove libere a disposizione prima di dover deliberare l’assetto per le qualifiche e la gara del sabato. La Federazione ha scelto di andare incontro alle squadre estendendo la durata della FP1 a 90 minuti. Un aiuto fondamentale, poiché la domenica resta comunque un'incognita: secondo le previsioni meteo ufficiali fornite dalla FIA, la giornata del 3 maggio sarà caratterizzata da cieli prevalentemente nuvolosi con una probabilità di pioggia che si attesta ora sul 30%.
Nonostante l'allarme per i fulmini delle scorse ore avesse fatto temere una sospensione, i dati aggiornati della Federazione parlano di condizioni "gestibili" per correre. Le temperature oscilleranno tra i 22°C del mattino e i 28°C del pomeriggio, con l'asfalto che dovrebbe toccare i 37°C. Resta però il rischio di brevi rovesci intermittenti che potrebbero rimescolare le carte in tavola. Anche il vento sarà un fattore: con una media di 10,4 km/h e raffiche che potrebbero toccare i 36 km/h, i piloti dovranno prestare massima attenzione alla stabilità delle vetture nei tratti più esposti del tracciato che circonda l'Hard Rock Stadium.
Il regolamento della Formula 1 parla chiaro: per questioni di sicurezza, qualora dovessero cadere fulmini nei pressi del circuito, la direzione gara può decretare la sospensione o persino la cancellazione della gara. Per il momento si possono fare solo supposizioni, ma bisognerà attendere domenica per capire come i commissari decideranno di agire per tutelare i piloti, gli addetti ai lavori e il foltissimo pubblico atteso in tribuna.
Qualora si dovesse correre sotto la pioggia, ma senza l'insidia dei fulmini e con il nulla osta della FIA, vedremo in azione un’ulteriore novità dei correttivi regolamentari. Nell'attuale era dell'effetto suolo, gareggiare sul bagnato è stato finora un calvario a causa dei "muri d’acqua" sollevati dai canali Venturi. Sebbene con il nuovo ciclo tecnico la situazione sembrasse mitigata, nel summit di pochi giorni fa le parti hanno deciso di intervenire ulteriormente. Accogliendo le richieste dei piloti, la temperatura delle termocoperte per le gomme Intermediate sarà alzata per garantire un grip immediato all'uscita dai box.
Parallelamente, la coppia erogata dal sistema ERS verrà limitata in condizioni di pista bagnata per prevenire perdite di controllo improvvise. Infine, anche la segnaletica luminosa posteriore è stata semplificata, con segnali più chiari e coerenti, così da permettere a chi segue di reagire istantaneamente anche nel bel mezzo della nube d'acqua.