La grazia a Nicole Minetti apre un vaso di Pandora: quel filo nero che lega il motorsport ai segreti di Briatore, il team di Cipriani Jr e il caso Epstein

La grazia a Nicole Minetti apre un vaso di Pandora: quel filo nero che lega il motorsport ai segreti di Briatore, il team di Cipriani Jr e il caso Epstein
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Dalla grazia del Colle a Nicole Minetti e arriva ai file segreti di Jeffrey Epstein. Al centro Giuseppe Cipriani Jr, il Barone Rampante della F1 e quel passato comune con Flavio Briatore tra intercettazioni della DIA, bombe a Londra e affari internazionali
28 aprile 2026

Poteva essere l’ultimo atto di una lunghissima parabola giudiziaria quello della clemenza concessa lo scorso 18 febbraio 2026 dal Presidente Sergio Mattarella a Nicole Minetti, eppure il tutto si è trasformato in un vero e proprio vespaio, aprendo un vaso di Pandora da cui stanno uscendo retroscena inquietanti e collegamenti che arrivano fino ai box della Formula 1. Questa volta, però, a finire al centro dell’attenzione è il compagno dell’ex consigliera regionale, Giuseppe Cipriani Jr, erede dei Cipriani dell'Harry's Bar di Venezia nonché fondatore della scuderia Barone Rampante che nei primi anni '90 correva in F3000. 

Foto copertina: ANSA

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La vicenda di Nicole Minetti, condannata in via definitiva per favoreggiamento alla prostituzione nell'ambito del processo Ruby-bis, è tornata prepotentemente in auge con una richiesta di grazia che nasconde dettagli oscuri: il via libera del Colle sarebbe arrivato per permettere alla donna di accudire un bambino presentato come "abbandonato" e necessitante di cure speciali, ma un’inchiesta del Fatto Quotidiano ha fatto emergere che i genitori biologici sarebbero vivi e che la madre sia misteriosamente scomparsa proprio a ridosso del provvedimento di febbraio.

In questo scenario torbido si inserisce la morte sospetta, con il ritrovamento di un corpo carbonizzato, dell'avvocata che difendeva la madre biologica del minore, avvenuta dopo che la Minetti e Cipriani avevano ottenuto l'affidamento del bambino tramite una causa legale nel 2023. Il legame tra Cipriani e il motorsport non è però solo un dettaglio biografico, ma rappresenta un filo rosso che conduce direttamente a Flavio Briatore e a una rete di relazioni pericolose documentate dagli atti giudiziari. La parabola del "Tribüla" rivela infatti sfaccettature che vanno oltre i successi nel business: il nome del manager cuneese finì in una maxi-inchiesta antimafia della Procura di Catania su grandi progetti d’affari internazionali che arrivavano a toccare il Circus della Formula 1. Nel maggio del 1992, Briatore venne intercettato dalla DIA mentre chiedeva consigli a Felice Cultrera, uomo d’affari catanese indagato per legami con il boss di Cosa Nostra Nitto Santapaola, parlandogli proprio di un certo "Cipriani", il rampollo veneziano attuale compagno della Minetti.

ANSA

Secondo quanto riportato dal giornalista Gianni Barbacetto in un articolo del 2020 sul suo blog sulla storia dell'attuale consulente di Alpine, Briatore rivelò che Giuseppe Cipriani Jr, spalleggiato da un narcotrafficante del clan catanese dei Cursoti di nome Angelo Bonanno, aveva cercato di intromettersi nella fornitura di motori di Formula 1, vantando referenze pesantissime come l'amicizia con Tommaso Spadaro, boss dei casinò di Saint Maarten, e Tanino Corallo, l'uomo della mafia incaricato della scalata ai casinò italiani. La pericolosità di questi ambienti venne confermata a Briatore con una bomba esplosa il 10 febbraio 1993 davanti alla sua lussuosa residenza londinese a Cadogan Place; un attentato che la stampa inglese dell'epoca attribuì frettolosamente all'IRA, ma che gli inquirenti hanno sempre sospettato fosse un regolamento di conti legato ai traffici nei motori o a vecchie pendenze con i clan siciliani. Nonostante queste ombre, l’ascesa di Briatore proseguì con la Benetton, scuderia nata nell'86 dalle ceneri della Toleman sotto la guida di Peter Collins, portando Michael Schumacher ai mondiali '94 e '95 e generando profitti miliardari grazie a coperture pubblicitarie senza precedenti.

Mentre Briatore espandeva il suo dominio acquistando la Ligier e quote della Minardi prima del divorzio da Luciano Benetton nel 1996, la figura di Cipriani Jr continuava a muoversi tra l'alta società e gli scandali internazionali, comparendo anche nei file del caso Jeffrey Epstein, di cui era socio in un locale a Londra. La parabola nel motorsport di Cipriani, lungi dall'essere conclusa, vede oggi la scuderia Barone Rampante ancora attiva e reduce dalla vittoria nel GT Open AM 2024 a Monza. Tuttavia, l'ennesima connessione politica e giudiziaria emerge proprio dalla tuta da gara della squadra: lo sponsor principale è Ki Group, l'azienda di prodotti biologici rilevata nel 2017 da Daniela Santanché, la dimissionaria Ministra del Turismo, e dichiarata fallita nel 2024 tra le polemiche. Un intreccio che chiude il cerchio tra piste di gara, palazzi romani e inchieste giudiziarie ancora apertissime.

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