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Quante volte nella vostra vita vi sarà capitato di usare l’espressione “Ha un valore affettivo?” per descrivere un oggetto a noi caro ma che agli occhi degli altri però non risulta particolarmente appetibile o prezioso. Beh, con le dovute riserve possiamo dire che gran parte del valore stimato della Toleman TG183B telaio N°5 possa essere considerato in un certo senso affettivo. Perché se è vero che la TG183B non fu particolarmente competitiva né può essere considerata particolarmente bella per chiunque abbia un minimo senso estetico, è anche annoverabile tra le vetture più iconiche che abbiano mai calcato un circuito di F1. Fu infatti con questa monoposto che nel 1984 Ayrton Senna debuttò in F1 a 24 anni. E il resto, come si dice, è storia.
Quella della Toleman TG183 di storia comincia però, come suggerisce il nome, nel 1983. L'anno si rivela particolarmente turbolento in quanto con la definitiva e improvvisa abolizione dell’effetto suolo per motivi di sicurezza, le case si ritrovano a dover ridisegnare in fretta e furia le monoposto. Nessuno sa bene come trovare carico aerodinamico ora che c'è l’obbligo del fondo piatto. Qualcuno, tipo Ferrari e Renault, rimane conservativo provando a riadattare le vecchie monoposto al nuovo regolamento mantenendo bene o male le stesse forme, qualcun’altro, vedi la Brabham, prova a stravolgere totalmente il design con il nuovo principio della “freccia” che torna a favorire la penetrazione aerodinamica. Altri ancora portano delle nuove idee che invece saranno alla base delle Formula 1 del futuro, come la McLaren con le pance a Coca-Cola.
Insomma, si vede un po’ di tutto e alla fine tutte le idee funzionano a loro modo. Il 1983 passa infatti alla storia come uno dei mondiali più incerti di sempre. 8 piloti diversi salgono sul gradino più alto del podio, la Ferrari vince il Costruttori, la Brabham il piloti. C’è anche spazio per una controversia finale sulle benzine, pare non proprio regolamentari, usate dal team di Ecclestone nelle ultime determinanti gare che danno il titolo a Piquet. Altra storia.
Ma la nostra Toleman? Tra tutte quelle particolari forme la vettura del team inglese si inserisce certamente tra le più strane. La TG183 riprende la configurazione a freccia della Brabham, ma con prese d’aria decisamente più squadrate. I radiatori, nel tentativo di riprodurre una sorta di effetto suolo, sono posizionati nell’ala anteriore in un caso più unico che raro. Ma la sua caratteristica più iconica resta certamente il doppio, enorme, alettone posteriore che dovrebbe aiutare a ritrovare il carico perduto. Pare che alla vista degli audaci bozzetti di design presentati da Rory Byrne il manager Alex Hawkridge, nutrendo dei dubbi sull’ingombro delle appendici, abbia esclamato: “Ma il motore dove lo mettiamo?”. Insomma, la Toleman è piccola ma audace, e l’estetica in verità molto poco piacevole della TG183 lo dimostra. Purtroppo l’ambizione non sempre è sinonimo di successo e la Toleman fatica a lottare con le rivali più blasonate, in termini di efficienza e affidabilità. Tra le altre cose il design dell’ala anteriore si rivela instabile alle alte velocità. La TG183 comunque migliora sensibilmente a fine stagione collezionando 5 arrivi a punti, dando segnali incoraggianti per il 1984.
È prassi in quegli anni, specialmente per le scuderie meno attrezzate, disputare alcune gare dell’anno con la macchina della stagione precedente e infatti in attesa della TG184 il 1984 comincia sotto il segno della TG183B. A pilotarla però, non ci sono più Warwick e Giacomelli. Per questioni di budget infatti si è deciso di puntare su due piloti giovani. Uno è Johnny Cecotto, bi-campione del Mondo di motociclismo reinventatosi asso del volante. L’altro è invece il giovane astro Ayrton Senna. Il brasiliano, sta dominando la Formula 3 britannica quando nel 1983 attira le attenzioni di molti team di F1. La Toleman lo punta forte, ma Rory Byrne nutre ancora dei dubbi riguardo il suo ingaggio. Inutile dire che tutti questi dubbi si volatilizzano in un lampo dopo che Ayrton effettua un test sul circuito di Silverstone dove, per usare un eufemismo, impressiona tutti i presenti con il suo talento.
Per quanto gli permetta la vecchia TG183B nel 1984 Ayrton si dimostra costantemente più veloce del compagno Cecotto e centra due arrivi a punti in Sudafrica e in Belgio prima di mancare la qualificazione nel GP di San Marino, a Imola. Proprio sul circuito del Santerno la TG183B fa la sua ultima apparizione prima di lasciare il posto alla più aggiornata TG184, con cui Ayrton dopo appena due gare scriverà una pagina di storia indelebile ed irripetibile nel diluvio da giudizio universale del principato di Monaco, dando un assaggio di quello che porterà nel Circus e nel Mondo nei 10 anni successivi. Di nuovo, altra storia.
Che resta da dire della meno famosa TG183B? Beh, proprio a Monaco quello stesso esemplare guidato dall’asso brasiliano e in ottimo stato di conservazione è stato recentemente battuto tra altri gioielli in un’asta dalla famosa RM Sotheby’s per un prezzo stimato più o meno tra i 3 e 4 milioni di sterline. Ma il retaggio di questa vettura non è bastato a renderla appetibile ai compratori e pare che l’asta si sia conclusa con un nulla di fatto. Sul sito è ora riportato un prezzo “d’occasione” di poco più di 2 milioni di euro che potrebbe fare gola a qualche facoltoso appassionato.
Un’ultima cosa. Ricordate la mancata qualificazione della TG183B ad Imola? Si dà il caso che in quel weekend Ayrton avesse esercitato pressioni talmente forti perché la squadra passasse dalle Pirelli alle più competitive Michelin, che la tensione con la casa italiana abbia causato dei problemi con la fornitura degli pneumatici con il risultato che le Toleman non poterono scendere in pista quel giorno. Come se non bastasse, Ayrton si ritrovò appiedato dal turbo della sua macchina nell’altra sessione valida impedendogli di fatto di far registrare un tempo per la gara. Statisticamente quindi, anche se per colpe non sue, quello che da molti è considerato il miglior qualificatore di tutti i tempi per l’unica volta nella sua carriera non riuscì ad assicurarsi un posto sulla griglia di domenica. Basterà questo aneddoto che rende unica la TG183B per convincervi a mettere mano al portafogli?