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Quando si parla di crescita di Leapmotor, i dati parlano da soli e lo fanno in modo difficilmente ignorabile. Durante la roundtable a margine del media drive della B05 in Germania, il CEO di Leapmotor International Tianshu Xin ha condiviso una traiettoria che non ha molti precedenti nell'industria automobilistica recente.
Il brand Leapmotor - la casa madre quotata alla Borsa di Hong Kong, di cui Stellantis detiene il 49% - ha venduto 145.000 unità nel 2023, anno in cui è partita la partnership con Stellantis. Nel 2024 il volume è quasi raddoppiato a 297.000 unità. Nel 2025 è quasi raddoppiato di nuovo: 597.000 unità. L'obiettivo per il 2026 è 1 milione di vetture. Nel solo mese di maggio 2026 le vendite hanno superato le 81.000 unità, il dato mensile più alto di sempre per il brand.
Sul fronte finanziario, Leapmotor è diventata profittevole a partire dal quarto trimestre del 2024: una rarità assoluta nel panorama delle startup cinesi, dove la maggior parte dei player brucia cassa da anni (i dati sono pubblici, essendo il brand quotato a Hong Kong).
Sul fronte europeo, la joint venture Leapmotor International - controllata al 51% da Stellantis e al 49% da Leapmotor - ha avviato le operazioni in Italia nell'aprile 2024, seguita dalla Gran Bretagna e dal lancio ufficiale del brand a Milano nel settembre dello stesso anno. Nei soli ultimi tre mesi del 2024, la joint venture ha già iniziato a generare volumi e, nel 2025 (primo anno pieno di attività), sono state vendute oltre 60.000 unità a livello globale con soli due modelli, T03 e C10. "Siamo stati redditizi dal giorno uno e dal primo anno. Ovviamente ci sono sempre cose da migliorare, ma il team sta sempre cercando di fare meglio", ha dichiarato Xin.
La gamma europea si sta ora espandendo rapidamente: alla B10 REEV presentata al Salone di Bruxelles si aggiunge la B05 appena lanciata in Germania. E dopo l'estate arriverà un ulteriore nuovo modello: Xin lo ha confermato esplicitamente definendolo un SUV di segmento B, senza fornire ulteriori dettagli sul nome o sulle specifiche.
Automoto.it ha chiesto a Xin se Leapmotor stesse valutando un full hybrid alla Toyota - motore termico e motore elettrico, senza spina - per avvicinarsi a un pubblico ancora diffidente verso il BEV puro. La risposta è stata diretta: non è in programma. "Leapmotor è nata come brand elettrico. Il fondatore non viene dall'automotive tradizionale, viene dall'elettronica. Quando ha fondato l'azienda si è concentrato sulle EV." L'architettura REEV rimane confinata ai modelli SUV, come dimostra la B10.
Inoltre, alla domanda su una possibile B05 REEV, Xin non l'ha esclusa esplicitamente, ma ha precisato che al momento la B05 resta focalizzata sul BEV puro: "con questa vettura hai già quasi 500 km di autonomia" e che non ci sono piani concreti in questa direzione per ora.
Abbiamo chiesto anche se la tecnologia Leapmotor finirà sotto la carrozzeria dell'E-Car che Stellantis produrrà a Pomigliano d'Arco. La risposta è stata cauta ma significativa: "Certamente è una delle opportunità che stiamo esplorando al momento. Nell'attuale contesto dell'industria automobilistica devi lavorare con il partner giusto per essere efficienti." Né una conferma ufficiale, né una smentita, ma dal tono e dal contesto è chiaro che l'ipotesi è sul tavolo e viene discussa seriamente ai piani alti.
Interpellato sulla sopravvivenza dei brand cinesi nel lungo periodo, Xin ha offerto una lettura lucida e articolata, dividendo il mercato in quattro categorie. I costruttori statali - FAW, Dongfeng, CQCA - non falliranno mai, indipendentemente dai risultati commerciali. I grandi privati consolidati come Chery, Great Wall e Geely hanno scala sufficiente per resistere. Le joint venture internazionali sono sotto pressione: chi non riesce ad adattarsi alla transizione energetica soffrirà, ma i brand forti resisteranno perché nessun costruttore globale può permettersi di ignorare il mercato cinese.
La quarta categoria - quella dei nuovi brand nati negli ultimi dieci anni - è quella più selettiva: "Sei, sette, otto anni fa esistevano 200, 300 nuovi brand in Cina. Contate quanti ne sono rimasti. Il 99% è già sparito. Pochissimi sono sopravvissuti, quotati in borsa e profittevoli. Leapmotor è uno di loro."
A margine della discussione sui brand cinesi che acquisiscono marchi europei storici, Xin ha condiviso un'osservazione che vale più di molte analisi di mercato. Durante la giornata precedente aveva visitato due dealer in Germania: entrambi ex-concessionari Opel che oggi distribuiscono anche Leapmotor.
"Hanno cento anni di storia con Opel. Mi hanno detto: conosco tutti qui. Le persone hanno guidato la Corsa per tutta la vita. Quando comprano la prossima auto, comprano un'altra Corsa. Questa fedeltà al brand, questa consapevolezza, si costruisce con investimenti enormi e generazioni di tempo."
Un'osservazione che vale sia come riflessione sull'industria, sia come promemoria di cosa Leapmotor dovrà costruire in Europa nei prossimi anni: partendo da zero, ma con la struttura distributiva di Stellantis già alle spalle.