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Il tanto atteso taglio delle accise sul diesel, annunciato dal Governo come misura "ponte" contro i rincari record, stenta a tradursi in un reale risparmio per gli automobilisti. Chi si è recato questa mattina, 28 luglio, a fare rifornimento, ha trovato tabelloni con prezzi pressoché invariati.
Secondo la consueta analisi giornaliera di Staffetta Quotidiana, al momento l'impatto dello sconto di 17 centesimi (comprensivo di Iva) sul prezzo medio del gasolio è appena percepibile: si registra infatti un calo di appena cinque millesimi di euro, una nullità rispetto alle attese. Tra i grandi marchi, alle ore 9:00 di questa mattina, solo Eni risulta aver effettivamente applicato il taglio dell'accisa (-14 centesimi al litro, che si traducono in -17 centesimi alla pompa).
Il ritardo nell'adeguamento dei listini non è frutto di una speculazione improvvisa, ma è legato principalmente a due dinamiche tecniche e logistiche:
I tempi burocratici: Il nuovo decreto legge è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale soltanto poco prima della mezzanotte, lasciando tempi tecnici strettissimi ai gestori per aggiornare i sistemi elettronici e i tabelloni.
Il nodo delle giacenze: Le stazioni di servizio hanno nei propri serbatoi carburante acquistato nei giorni scorsi, sul quale è stata regolarmente pagata la vecchia accisa maggiorata. I gestori devono fisiologicamente smaltire queste scorte prima di applicare i nuovi prezzi, per evitare di vendere il carburante in perdita (sottocosto).
I listini comunicati ieri all'Osservatorio del Mimit e rielaborati oggi mostrano una situazione di stallo, con la benzina in lieve aumento e il gasolio in flessione impercettibile. Ecco le medie dei prezzi praticati in modalità self-service sulla rete stradale nazionale:
Benzina: 1,986 euro/litro (+4 millesimi rispetto a ieri)
Gasolio: 2,180 euro/litro (-5 millesimi)
GPL: 0,743 euro/litro (invariato)
Metano: 1,605 euro/kg (+2 millesimi)
Sulla rete autostradale, i prezzi al fai-da-te restano ben più elevati: la verde tocca i 2,074 euro, mentre il diesel si assesta a 2,250 euro. Per chi sceglie la modalità servito, i costi lievitano ulteriormente: la benzina viaggia a una media di 2,119 euro al litro, mentre il diesel sfonda ampiamente la quota psicologica dei due euro, piazzandosi a 2,323 euro al litro.
Se alle pompe di benzina la situazione è congelata, sui mercati internazionali si registrano movimenti interessanti. Sul fronte dei prodotti raffinati, Staffetta Quotidiana segnala un calo per le quotazioni della benzina (729 euro per mille litri, in discesa di circa 15 euro), mentre il diesel fa registrare un leggero aumento (+8 euro, assestandosi a 973 euro per mille litri). Il gasolio si mantiene comunque al di sotto della soglia critica dei mille euro, toccata la scorsa settimana in scia alle tensioni in Medio Oriente.
Segnali di normalizzazione arrivano anche dal mercato del greggio, con le quotazioni che sembrano puntare verso un equilibrio: il barile WTI è indirizzato verso gli 80 dollari, mentre il Brent naviga in area 85 dollari.