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La battaglia nel segmento dei B-SUV non fa sconti a nessuno, e per ritagliarsi un ruolo di vertice è necessario un mix perfetto tra design di rottura e un listino intelligente. Consapevole di questa sfida, Kia ha sottoposto la sua Stonic a un restyling talmente profondo da riprogettarla in ogni suo aspetto, abbandonando l'anonimato del passato per abbracciare un carattere molto più estroverso.
Per capire se le promesse della vigilia si traducono in un reale vantaggio per gli automobilisti, abbiamo portato in pista la versione più sfiziosa della gamma: la GT-Line equipaggiata con il motore 1.0 T-GDI Mild Hybrid da 115 CV, abbinato al confortevole e rapido cambio automatico doppia frizione DCT a 7 rapporti.
Lontano dalle dichiarazioni su carta, il verdetto dei nostri strumenti ha tratteggiato il profilo di una vettura onesta e sicura. Lo scatto da fermo da 0 a 100 km/h è stato coperto in 11,5 secondi, un tempo leggermente superiore al dichiarato ma assolutamente in linea con la natura ibrida leggera del piccolo tre cilindri. La vettura sfodera però i muscoli in fase di sorpasso, con il cambio automatico che permette di sbrigare la pratica del passaggio da 80 a 120 km/h in meno di 8 secondi, garantendo un'agilità sorprendente nei disimpegni autostradali.
A stupire in positivo è stato soprattutto l'impianto frenante, capace di arrestare il veicolo in meno di 38 metri: un risultato da prima della classe, supportato da un'elettronica puntuale e da un assetto tendenzialmente morbido ma sempre prevedibile. Sul fronte dell'efficienza, nel nostro ciclo di omologazione reale la Stonic ha sfiorato l'ottima soglia dei 18 km/l di media. L'unico scotto da pagare è un'insonorizzazione migliorabile alle alte velocità, dove il tipico "frullare" del tre cilindri tende a penetrare in abitacolo, ma la meccanica nasconde un dettaglio vitale che farà la gioia di molti: la distribuzione a quattro valvole è gestita da una robusta catena, lasciandosi alle spalle ogni problematica legata alle più delicate cinghie a bagno d'olio.
Se all'esterno la lunghezza è cresciuta fino a 4,16 metri per fare spazio ai nuovi paraurti e ai fari full LED in puro stile Opposites United (lo stesso linguaggio visivo della sorella maggiore Sportage), è aprendo le portiere che si assiste a una vera metamorfosi.
L'abitacolo è ora dominato da una scenografica plancia digitale composta da due schermi appaiati da 12,3 pollici, che restituiscono una grafica chiara e un sistema multimediale reattivo, completo di compatibilità wireless con gli smartphone. Molto indovinata la scelta di posizionare sotto le bocchette un pannello touch intercambiabile: basta la pressione di un dito per trasformare la pulsantiera del climatizzatore in quella del navigatore, mantenendo comunque due pratiche ghiere fisiche.
Analizzando l'abitabilità, il passo generoso ha permesso agli ingegneri di ricavare ben 26 centimetri per le ginocchia dei passeggeri posteriori, un piccolo miracolo su una lunghezza così compatta. A fare le spese di questo comfort è però il bagagliaio: a fronte dei 352 litri dichiarati dal costruttore, le nostre misurazioni si sono fermate sotto la quota dei 300 litri reali, con il doppiofondo interamente sacrificato per alloggiare la batteria del sistema Mild Hybrid e un piano di carico penalizzato da un gradino piuttosto pronunciato.
Sfruttando le promozioni della rete ufficiale e i piani di finanziamento, la porta di accesso al mondo Stonic - rappresentata dalla versione con motore 1.0 turbo benzina da 100 CV senza sistema ibrido - è proposta a meno di 17.000 euro, a fronte di un listino ufficiale di 22.800 euro.
Chi invece non vuole rinunciare a nulla e punta al pacchetto completo protagonista della nostra prova, ovvero l'allestimento GT-Line Mild Hybrid con trasmissione DCT, può godere di un importante vantaggio cliente che fa crollare il prezzo dai 31.000 euro di listino a una ben più invitante quota di 24.900 euro.
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