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La nuova Kia Stonic 2026 si presenta come un restyling profondo che stravolge l'estetica e la dotazione tecnologica del B-SUV coreano, mantenendo però quella semplicità meccanica che l'ha resa un successo nel segmento. L'abbiamo portata in pista e sulle strade extraurbane per capire cosa offre davvero questa versione mild hybrid da 115 cavalli.
Il restyling ha portato in dote il linguaggio stilistico Opposites United già visto sulla EV9. Il frontale sfoggia la nuova firma luminosa Star Map con luci diurne a forma di T, mentre i fari LED principali sono posizionati più in basso nel paraurti. Le griglie anteriori risultano più grandi e strutturate, conferendo un aspetto decisamente più dinamico rispetto alla generazione precedente.
Le dimensioni rimangono contenute: 4,16 metri di lunghezza (25 mm in più rispetto a prima), 1,76 m di larghezza e 1,52 m di altezza, con un passo di 2,58 m. Proporzioni che la rendono perfetta per l'uso urbano senza sacrificare l'abitabilità. Nella versione GT-Line provata, i cerchi da 17 pollici con design bicolore e i passaruota pronunciati con protezioni in plastica nera enfatizzano il carattere crossover, anche se la Stonic rimane disponibile esclusivamente con trazione anteriore.
La vera rivoluzione è all'interno. La novità principale è il doppio display panoramico da 12,3 pollici che abbraccia quadro strumenti e infotainment in un'unica cornice. Le grafiche sono moderne e di facile lettura: al centro il tachimetro digitale, a sinistra le informazioni su autonomia e consumi, a destra la possibilità di visualizzare navigatore, telefono o assistenti alla guida.
Il volante a due razze è ben dimensionato, regolabile in altezza e profondità, con rotelle e tasti fisici per gestire dashboard e ADAS. La barra touch sotto il display permette di switchare tra le funzioni di clima, audio e navigatore, anche se il collegamento via cavo con Apple CarPlay avviene solo tramite USB.
I sedili della GT-Line in tessuto misto pelle risultano comodi, anche se in curva la contenitività non è il loro punto forte. La plancia è minimalista, gli assemblaggi ben fatti nonostante materiali plastici piuttosto rigidi. Tra i plus per la categoria, le luci ambiente personalizzabili e il cassetto illuminato.
L'abitabilità posteriore è buona, con spazio sufficiente anche per passeggeri di media statura. Il bagagliaio dichiara 352 litri, ma il valore realmente utilizzabile si attesta intorno ai 290 litri, con il doppio fondo occupato dal sistema 48V. Abbattendo i sedili si raggiungono 1.155 litri.
Sotto il cofano pulsa un tre cilindri turbo benzina 1.0 T-GDi a iniezione diretta, supportato dal sistema mild hybrid a 48V. La potenza è di 115 cavalli a 6.000 giri con 200 Nm di coppia a 2.000 giri (28 Nm in più grazie al supporto elettrico).
Il funzionamento del sistema è semplice ed efficace: la batteria agli ioni di litio da 48V è collegata a un motogeneratore elettrico che recupera energia in frenata e rilascio, consente uno start&stop più fluido rispetto ai sistemi a 12V e permette il veleggiamento a velocità costante con motore termico spento. In accelerazione e ripartenza, l'energia accumulata assiste il motore termico riducendo consumi e carico di lavoro.
Il cambio automatico DCT a doppia frizione con sette rapporti, circa 1.500 euro in più, vale l'investimento, soprattutto nell'uso cittadino. Combina la comodità dell'automatico con la rapidità di un manuale.
La sorpresa più piacevole è lo scatto iniziale, 115 cavalli non ci si aspetterebbe tanta brillantezza, invece i 200 Nm si sentono subito anche dal basso. Con il supporto del sistema 48V, lo sprint risulta ancora più reattivo.
In città la Stonic si muove con grande agilità grazie alle dimensioni compatte. Lo sterzo è leggero, il raggio di sterzata contenuto, la visibilità buona con finestrini larghi e montanti non troppo invasivi. Retrocamera e sensori di parcheggio completano il quadro, anche se la qualità dell'immagine della telecamera non è eccelsa.
L'assetto con MacPherson all'anteriore e ponte torcente al posteriore privilegia il comfort senza risultare eccessivamente morbido. Le buche vengono assorbite bene, mentre i dossi artificiali richiedono un approccio più cauto per evitare reazioni secche.
Sulle strade extraurbane emergono alcuni limiti. Il baricentro leggermente più alto rispetto a una berlina si fa sentire in curva: alle alte velocità lo sterzo perde un po' di precisione e richiede qualche correzione. Nulla di drammatico, ma è evidente l'impostazione da crossover cittadino.
La dotazione ADAS di livello 2 comprende cruise control adattivo, blind spot, limitatore di velocità e frenata d'emergenza automatica. Il tallone d'Achille è il mantenimento di corsia, piuttosto invadente con continue correzioni che disturbano la guida. Gli altri sistemi risultano invece ben calibrati.
Le tre modalità di guida (Eco, Normal, Sport) si selezionano direttamente dal volante. Nella guida quotidiana Eco e Normal bastano e avanzano, con la Sport utile solo per i sorpassi in autostrada.
Sul fronte insonorizzazione, la Stonic si comporta bene tra i 50 e i 90 km/h. Aumentando l'andatura, però, emergono criticità: tra 110 e 130 km/h l'abitacolo non è silenziosissimo, complice anche un design non particolarmente aerodinamico e un certo rumore di rotolamento.
Nel test consumi sul percorso standard di Automoto.it, la media si è attestata su 6 litri ogni 100 km (16,6 km/l). In città il sistema mild hybrid dà il meglio di sé, permettendo di raggiungere anche i 20-21 km/l con guida accorta. In autostrada i consumi salgono a circa 7 l/100 km (14,28 km/l). Con guida meno attenta o nelle stagioni fredde, la media può peggiorare fino a 6,5 l/100 km (15,4 km/l).
Nello 0-100 km/h abbiamo rilevato un valore coerente con il dichiarato di 10,8 secondi, merito anche del supporto del sistema 48V. La frenata da 100 km/h si è attestata su una media di 42 metri, un valore non eccezionale considerando il peso contenuto di circa 1.200 kg.
La gamma Stonic 2026 parte da 22.800 euro per la versione Urban con motore 1.0 da 100 CV. La GT-Line provata, con il 1.0 mild hybrid da 115 CV e cambio automatico DCT, raggiunge i 30.750 euro. In fase di lancio sono disponibili incentivi fino a 5.350 euro che possono abbassare significativamente il prezzo d'ingresso. Nel corso del 2026 è attesa anche la versione benzina/GPL per chi percorre molti chilometri.
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