Jeremy Clarkson boccia le auto moderne ma salva l'Alfa Romeo Giulia: "Meglio lei di una scatola cinese"

Jeremy Clarkson boccia le auto moderne ma salva l'Alfa Romeo Giulia: "Meglio lei di una scatola cinese"
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Sulle pagine del Times, il celebre conduttore ha stroncato la Giulia Quadrifoglio del 2023 per colpa degli ADAS obbligatori, ma ha offerto un consiglio prezioso: cercatene una pre-2022 e godetevi la guida prima che sia troppo tardi.
5 febbraio 2026

C'è qualcosa di profondamente rassicurante nel sapere che Jeremy Clarkson, a settant'anni suonati e con una fattoria da mandare avanti, trovi ancora il tempo di infilarsi nell'abitacolo di un'Alfa Romeo per poi lamentarsi di tutto ciò che non va nel mondo dell'automobile. E ringraziamo il cielo che lo faccia, perché nessuno come lui riesce a trasformare una recensione in un atto d'accusa contro la modernità.

Sulle pagine del Times, Jeremy è tornato a parlare del Biscione con quella che potremmo definire una dichiarazione d'amore tormentata, il tipo di relazione che solo un inglese potrebbe intrattenere con un marchio italiano. La protagonista è la Giulia Quadrifoglio, 510 cavalli di potenza e trazione posteriore, un'auto che nel 2016 lo fece letteralmente impazzire, tanto da definirla superiore persino alla BMW M3. Parole che, dette da Clarkson, equivalgono a una standing ovation.

La crociata contro gli ADAS

Ma prima di arrivare al dunque, il buon Jeremy ha voluto chiarire una cosa, non esiste una singola automobile nuova sul mercato che comprerebbe oggi. Nemmeno una. Il motivo? Gli ADAS, quei sistemi avanzati di assistenza alla guida che dall'estate 2022 sono obbligatori per legge su ogni vettura venduta nel Regno Unito e nell'Unione Europea. Per Clarkson rappresentano la rovina dell'automobile come la conosciamo, un male che ha infettato ogni cosa, dalle Ferrari alle Aston Martin, passando per le Maserati. Tutte rovinate, dice, e con l'arrivo della normativa Euro 7 le cose andranno solo peggiorando.

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Alfa Romeo Giulia 2022
Alfa Romeo Giulia 2022 Alfa Romeo

La Giulia Quadrifoglio 2023: amore e delusione

È con questo spirito da reduci che Clarkson ha deciso di trascorrere qualche giorno con la Giulia Quadrifoglio aggiornata al 2023, sperando di ritrovare quella magia che lo aveva conquistato sette anni prima. E qui arriva la nota dolente, perché anche la berlina di Arese ha dovuto cedere alle sirene della sicurezza imposta per legge. Il risultato, secondo Clarkson, è un'auto peggiorata. La guida, un tempo morbida e confortevole, si è trasformata in qualcosa di rigido e sgradevole al punto che la sua compagna Lisa gli ha chiesto di rallentare a 80 km/h sulla A40 in uscita da Oxford per renderla sopportabile. "Cadere da una rampa di scale sarebbe stato più comodo", ha sentenziato con quella delicatezza che lo contraddistingue.

Alfa Romeo sostiene di non aver modificato le sospensioni, ma Clarkson non ci crede: qualcosa è cambiato, e quel qualcosa significa "peggiore". Molto peggio, per essere precisi.

Alfa Romeo Giulia quadrifoglio
Alfa Romeo Giulia quadrifoglio Alfa Romeo

Il consiglio di Clarkson: cercate una pre-2022

Eppure, in mezzo a questo mare di pessimismo cosmico, emerge un barlume di speranza che ha il sapore di una resistenza partigiana contro l'avanzata della tecnologia invadente. Il consiglio di Clarkson è infatti tanto semplice quanto geniale: se volete ancora provare l'ebbrezza di guidare un'Alfa Romeo come si deve, cercatene una prodotta prima del 2022. Una Quadrifoglio che non vi ronzi in faccia con avvisi e cicalini, che non vi tratti come un bambino incapace di tenere il volante dritto, che si guidi semplicemente bene.

"Se volete infuriarvi contro la fine della luce e avete voglia di un ultimo urrà prima di essere costretti a comprare una scatola cinese", scrive Clarkson, "una Quadrifoglio pre-22 è molto allettante". Ed eccola lì, la frase che racchiude tutto il pensiero clarkstoniano contemporaneo: meglio un'italiana con qualche anno sulle spalle che l'ennesimo crossover elettrico proveniente dall'Estremo Oriente.

Una storia d'amore lunga anni

La passione di Clarkson per il Biscione non è certo una novità. Nel corso della sua carriera, il conduttore inglese ha sempre riservato un trattamento speciale alle vetture di Arese, difendendole con l'ardore di un innamorato cronico anche quando la razionalità avrebbe suggerito di guardare altrove. È quel tipo di rapporto viscerale che solo le Alfa Romeo sanno generare, ti fanno impazzire, ti deludono, ma alla fine torni sempre da loro.

Questa volta però il problema non nasce in casa. Non si tratta dei soliti capricci italiani, di qualche elettronica bizzarra o di un'affidabilità ballerina. Il vero colpevole siede a Bruxelles e scrive regolamenti. È la modernità imposta per decreto, quella che pretende di sapere meglio di noi come si guida un'automobile. E di fronte a questo nemico, persino una Quadrifoglio da 510 cavalli ha dovuto chinare il capo.

Alfa Romeo Giulia quadrifoglio
Alfa Romeo Giulia quadrifoglio Alfa Romeo

L'ultimo urrà prima delle scatole cinesi

Il messaggio finale è chiaro, l'automobile come oggetto del desiderio sta morendo, soffocata da sensori, telecamere e sistemi che bippano ogni tre secondi. Ma finché esisteranno esemplari pre-2022 nei concessionari dell'usato, finché qualche Quadrifoglio sfuggita alla mannaia degli ADAS cercherà un nuovo proprietario, ci sarà ancora speranza per chi rifiuta di arrendersi all'inevitabile futuro fatto di scatole cinesi su ruote.

E se lo dice Jeremy Clarkson, che di automobili ne ha guidate più di chiunque altro al mondo, forse è il caso di dargli retta. Almeno questa volta.

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