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La sfida tecnologica delle batterie per auto elettriche entra in una nuova fase. Dopo anni di ricerca, Toyota sta compiendo passi significativi verso la produzione di batterie allo stato solido che promettono autonomie molto più elevate e tempi di ricarica drasticamente ridotti. Secondo i piani ufficiali e le conferme dei partner industriali, la nuova tecnologia potrebbe debuttare su vetture elettriche già dal 2027 o dal 2028, rappresentando una svolta per il mercato EV globale.
Le batterie allo stato solido rappresentano uno dei traguardi più attesi nell’evoluzione dei veicoli elettrici. A differenza delle batterie agli ioni di litio con elettrolita liquido oggi diffuse, quelle “solid state” utilizzano un elettrolita completamente solido: un cambiamento che permette densità energetiche più elevate, maggiore sicurezza e una migliore durata nel tempo.
Toyota ha recentemente delineato che la prima generazione di questa tecnologia potrebbe fornire fino a 1.000 km di autonomia con una singola carica (su ciclo WLTP) e tempi di ricarica da 10 minuti per passare dal 10% all’80% della capacità. Questo implica una capacità di percorrenza che va oltre ciò che molti EV oggi sul mercato sono in grado di offrire, avvicinando l’elettrico alle prestazioni tradizionali dei veicoli termici sotto il profilo dell’autonomia quotidiana.
Il percorso verso il mercato non è solitario: Toyota ha stretto partnership con realtà giapponesi strategiche come Idemitsu Kosan e Sumitomo Metal Mining. La prima si occupa della produzione di elettroliti solidi avanzati, mentre la seconda fornisce materiali catodici ad alte prestazioni per migliorare la stabilità e la durata delle celle.
Un impianto pilota per la produzione di elettroliti allo stato solido è già in costruzione, con completamento previsto entro la fine del 2027. L’obiettivo è passare rapidamente dalla fase sperimentale a una produzione su scala industriale in vista di un lancio commerciale tra il 2027 e il 2028.
Se questi piani si realizzeranno, vedremo un significativo cambio di paradigma in Toyota: dall’essere osservatore critico delle tendenze EV ad attore chiave nel definire i nuovi standard per batterie elettriche. Le specifiche annunciate (oltre 1.000 km di autonomia e ricarica rapidissima) eliminerebbero il principale freno psicologico all’adozione EV: la range anxiety.
Inoltre, le batterie allo stato solido sono associate a una maggiore sicurezza termica, minore rischio di incendio, e potenzialmente una maggiore longevità rispetto all’attuale generazione agli ioni di litio. Questi vantaggi potrebbero non solo migliorare l’esperienza dell’utente finale, ma anche ridurre i costi totali di proprietà grazie a meno sostituzioni e manutenzioni nel tempo.
Nonostante l’ottimismo, bisogna leggere la roadmap con un po’ di pragmatismo. Le batterie allo stato solido sono un traguardo tecnologico complesso, e vari esperti sottolineano come lo sviluppo industriale (e non solo quello dei prototipi) richieda ancora diversi anni di test e ottimizzazioni.
Secondo le stime ufficiali, Toyota mira alla produzione di massa entro il 2027-28. Nel frattempo, saranno introdotte altre innovazioni intermedie, come batterie bipolari e ad alte prestazioni, che già nel 2026 miglioreranno autonomia e velocità di ricarica nei modelli Toyota.
Se Toyota riuscirà a realizzare pienamente ciò che promette, l’impatto sull’intero mercato dei veicoli elettrici potrebbe essere enorme. Batterie con autonomie fino a 1.000 km e tempi di ricarica equiparabili a quelli di un pieno di carburante riscriverebbero le regole della mobilità elettrica, spingendo anche altri costruttori a intensificare gli investimenti in tecnologie simili.
Per gli appassionati e i potenziali acquirenti EV, questa evoluzione rappresenta un segnale di maturazione della tecnologia elettrica: non più solo sostenibilità, ma vera competitività di esperienza e prestazioni.