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Il rilancio di Alfa Romeo passa da una profonda revisione dei piani industriali. La nuova Stelvio, attesa inizialmente per il 2025, slitta di due anni e non arriverà prima del 2027.
"Dobbiamo cambiare tutto", ha ammesso Ficili, spiegando come l’idea di un futuro Alfa Romeo esclusivamente elettrico sia stata messa in discussione da una combinazione di fattori normativi e di mercato. La frenata nella domanda di auto elettriche, il ritiro degli incentivi negli Stati Uniti e l’atteggiamento più morbido dell’Unione Europea sull’obiettivo del 2035 hanno costretto il Biscione a tornare al tavolo da disegno.
Secondo quanto riportato da Auto Express, Alfa Romeo aveva immaginato una gamma completamente BEV per rispettare le regole in arrivo da Bruxelles. Ma la realtà del mercato ha imposto una sterzata: "Dobbiamo passare dall’only-BEV a tutti gli altri powertrain", ha spiegato Ficili. Questo significa ripensare piattaforme, architetture elettroniche, connettività e soluzioni tecniche, non solo per Alfa Romeo ma per l’intero gruppo Stellantis.
Il ripensamento coinvolge anche la piattaforma STLA Large, destinata ai futuri modelli di grandi dimensioni del marchio. Una base già utilizzata negli Stati Uniti per modelli come Jeep Wagoneer S e Dodge Charger, disponibili sia elettrici sia con motori termici ad alte prestazioni. L’ipotesi di adottare il sei cilindri benzina “Hurricane” resta però in bilico, soprattutto per i vincoli sulle emissioni in Europa.
Nel Vecchio Continente, le future grandi Alfa dovrebbero puntare su motorizzazioni ibride plug-in, affiancate da versioni elettriche. Una scelta quasi obbligata per contenere le emissioni medie di gamma, anche se le economie di scala si sono ridotte dopo l’abbandono dei PHEV da parte di altri marchi del gruppo negli Stati Uniti. Le soluzioni range extender, invece, vengono considerate poco coerenti con il DNA sportivo del marchio.
Il rinvio dei nuovi modelli comporta anche una conseguenza pratica: l’attuale Stelvio e la Giulia resteranno in produzione fino alla fine del 2027. In Europa, però, la gamma si riduce alle versioni Quadrifoglio, spinte dal V6 biturbo da 513 CV, aggiornato per rispettare le normative più recenti. Il 2.0 turbo benzina esce di scena, mentre il diesel resta disponibile solo in alcuni mercati.
"Avevamo pensato di chiudere Giulia e Stelvio, ma abbiamo deciso di andare avanti", ha dichiarato Ficili. Gli ordini delle versioni Quadrifoglio riapriranno ad aprile 2026, con una strategia chiara: pochi volumi, ma margini elevati.
A sostenere i conti del marchio ci saranno anche serie limitate ad alto valore, come la Giulia Luna Rossa, prodotta in soli dieci esemplari con carrozzeria in fibra di carbonio e prezzo a sei cifre. Risorse fondamentali per finanziare lo sviluppo futuro, mentre il cuore commerciale di Alfa Romeo resta affidato ai SUV compatti.
Secondo i dati forniti dal CEO, la Junior ha già raccolto 60.000 ordini dal lancio nel 2025, mentre la Tonale ha superato quota 100.000 unità vendute dal 2022. Numeri che hanno contribuito a una crescita globale del 19% nel 2025, con l’Europa in aumento del 29%, nonostante le difficoltà in Nord America legate ai dazi.
*Immagine creata con IA
Alfa Romeo
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Torino
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https://www.alfaromeo.it/
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