Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Torna a circolare con insistenza lo scenario di un'alleanza tra Stellantis e i grandi costruttori cinesi, e questa volta a rilanciarlo è Bloomberg, una delle agenzie finanziarie più autorevoli al mondo.
Secondo quanto riferito oggi dall'agenzia americana, il gruppo guidato da Antonio Filosa starebbe valutando possibili accordi con Xiaomi e Xpeng per rafforzare le proprie attività europee, con discussioni che sarebbero in corso da diversi mesi su una pluralità di opzioni. Tra i temi sul tavolo, stando a Bloomberg, ci sarebbero la cessione di una partecipazione in Maserati o in altri marchi del gruppo, oltre alla condivisione della capacità produttiva degli stabilimenti europei.
La logica industriale sottostante, secondo l'agenzia, sarebbe quella di concentrare gli investimenti negli Stati Uniti - dove Stellantis genera gran parte dei propri profitti e dove sono già stati annunciati circa 13 miliardi di dollari di investimenti per rinnovare la gamma - lasciando che capitali e tecnologie cinesi sostengano il fronte europeo. Un'operazione che, se confermata, offrirebbe a Stellantis accesso a tecnologie avanzate per veicoli elettrici e software, mentre fornirebbe ai costruttori del Dragone un punto d'appoggio strutturato per entrare nel mercato europeo attraverso brand già consolidati.
Dal quartier generale del gruppo arriva però una risposta che non lascia spazio a interpretazioni. Sulla questione delle trattative con i partner cinesi, Stellantis si limita a una risposta di circostanza: nell'ambito della normale attività aziendale, il gruppo intrattiene contatti con operatori del settore in tutto il mondo su vari argomenti, sempre con l'obiettivo di offrire ai clienti le migliori opzioni di mobilità. Nessun commento sulle speculazioni.
Ben più dura è invece la posizione sul secondo punto sollevato da Bloomberg, ovvero l'ipotesi di una separazione tra le divisioni americana ed europea del gruppo. Su questo Stellantis non usa mezze misure: il gruppo afferma con la massima categoricità che non esiste alcun piano in tal senso e che qualsiasi affermazione contraria è definita esplicitamente "pura invenzione".
Una smentita che arriva peraltro in continuità con quanto dichiarato dallo stesso Filosa poche settimane fa, quando aveva escluso cambiamenti all'attuale configurazione societaria, sottolineando come la dimensione globale del gruppo sia proprio uno dei suoi principali vantaggi competitivi.
Vale la pena notare che Bloomberg stessa non presenta la situazione come un accordo imminente: l'agenzia precisa che non vi è alcuna certezza che le trattative si concretizzino e che uno scorporo completo non sarebbe al centro delle discussioni attuali.
Nel caso specifico di Maserati, le indiscrezioni odierne non sono una novità. Già nei mesi scorsi erano emersi rumor su una possibile dismissione del marchio del Tridente, puntualmente smentiti. La ripetizione dello schema - indiscrezione Bloomberg, smentita Stellantis - suggerisce che il futuro di Maserati rimanga un tema aperto nel dibattito industriale e finanziario, indipendentemente da ciò che il gruppo comunica ufficialmente.
Al di là delle smentite, la fotografia che Bloomberg dipinge riflette una tensione reale nella struttura del gruppo. Le attività europee di Stellantis attraversano una fase di difficoltà - con stabilimenti in parte sottoutilizzati, pressioni sui costi e una transizione all'elettrico che richiede investimenti ingenti - mentre il mercato americano, trainato da Jeep e Ram, continua a essere il principale generatore di cassa. In questo contesto, l'idea di cercare partner esterni per il fronte europeo ha una sua logica industriale, anche se Stellantis nega categoricamente che questo si stia traducendo in trattative concrete.
C'è un elemento che le indiscrezioni di Bloomberg tendono a sottovalutare, e che rende lo scenario con Xiaomi e Xpeng quantomeno complesso da immaginare nella pratica: Stellantis ha già un partner cinese strutturato, consolidato e operativo in Europa. Si chiama Leapmotor, e il rapporto tra i due non è una semplice collaborazione commerciale.
Nell'ottobre 2023 Stellantis è diventata azionista strategico di Leapmotor con un investimento da 1,5 miliardi di euro, acquisendo circa il 20% della partecipazione azionaria del gruppo cinese. L'accordo prevedeva anche la costituzione di Leapmotor International, una joint venture in quote 51:49 guidata da Stellantis, con i diritti esclusivi per l'esportazione, la vendita e la fabbricazione dei prodotti Leapmotor al di fuori della Cina.
In pratica, Stellantis controlla la distribuzione mondiale di Leapmotor fuori dal mercato cinese, con una rete che nel solo quarto trimestre del 2025 ha portato le immatricolazioni europee da 1.300 a oltre 17.000 unità, con una quota superiore al 2% del mercato BEV nell'area EU29. Dal 2026, alcuni modelli Leapmotor vengono assemblati direttamente negli impianti Stellantis di Saragozza, segnando il passaggio da un modello di pura importazione a quello di produzione integrata europea.
Il capitolo successivo di questa partnership è potenzialmente ancora più rilevante: si vocifera da qualche tempo - e con crescente verosimiglianza - che Stellantis stia valutando di utilizzare le piattaforme di Leapmotor per i propri modelli elettrici e ibridi a range extender (EREV), una tecnologia in cui il costruttore cinese ha sviluppato competenze significative.
In questo contesto, l'ipotesi di un accordo separato con Xiaomi appare di difficile realizzazione, almeno nella forma di un investimento nel business europeo del gruppo. Xiaomi, del resto, ha già una sua agenda europea molto precisa e autonoma: al MWC di Barcellona ha annunciato che arriverà sul mercato europeo nel 2027 con la berlina SU7 e il SUV YU7, aprendo un centro di ricerca e sviluppo a Monaco di Baviera per preparare l'ingresso nel Vecchio Continente.
Un'azienda che si sta attrezzando per vendere direttamente in Europa difficilmente avrebbe interesse a finanziare un competitor come Stellantis, a meno che non stia cercando una rete distributiva già pronta per aggirare i costi e i tempi di una penetrazione commerciale autonoma. Ma anche in questo scenario, l'esclusiva che Stellantis ha già concesso a Leapmotor per la distribuzione internazionale renderebbe l'operazione giuridicamente e strategicamente complicata.
L'unica lettura che mantiene una sua logica, dunque, è quella più limitata: Xiaomi potrebbe essere alla ricerca di un appoggio europeo per la propria espansione commerciale, e Stellantis - con la sua rete capillare di concessionarie - sarebbe teoricamente un partner ideale. Ma tra il valutare e il concludere, considerata la densità di impegni già presi con Leapmotor, la strada appare in salita. Come ha ricordato lo stesso gruppo: nessun commento sulle speculazioni.