In Usa scoppia la “grande bolla” delle auto elettriche. Da GM a Ford: svalutazioni per 50 miliardi. Cosa succede a Detroit

In Usa scoppia la “grande bolla” delle auto elettriche. Da GM a Ford: svalutazioni per 50 miliardi. Cosa succede a Detroit
Pubblicità
Negli Usa la corsa alle auto elettriche rallenta bruscamente e il conto arriva a Detroit, cuore storico dell’automotive americano. Tra vendite in calo, fine degli incentivi e strategie riviste, i grandi costruttori registrano svalutazioni per 50 miliardi di dollari. Ecco cosa sta succedendo davvero al mercato delle auto elettriche negli Usa
7 marzo 2026

Negli Usa la corsa alle auto elettriche è entrata in una fase a dir poco delicata. La cartina al tornasole dell’intera vicenda coincide con Detroit, storica capitale dell’automotive Usa e oggi simbolo delle difficoltà della transizione energetica nel settore auto.

Proprio a Detroit, dove per decenni è stato scritto il futuro dell’industria automobilistica americana, si misura ora il rallentamento delle auto elettriche negli Usa. Ma che cosa sta succedendo davvero nel Paese guidato da Donald Trump? Dopo anni di crescita sostenuta da incentivi pubblici, investimenti record e aspettative di una transizione rapidissima, il mercato statunitense delle auto elettriche (Ev) mostra segnali evidenti di frenata.

I numeri di Benchmark Mineral Intelligence parlano chiaro: nel quarto trimestre del 2025 le vendite di auto elettriche negli Usa sono scese di oltre il 30% su base annua, soprattutto dopo la fine del credito fiscale federale da 7.500 dollari che per anni aveva sostenuto la domanda.

Prezzi ancora elevati rispetto alle auto tradizionali, infrastrutture di ricarica non sufficientemente diffuse e un’adozione più lenta del previsto da parte dei consumatori stanno costringendo l’intero settore automotive Usa a rivedere le stime di crescita. La sensazione diffusa tra analisti e operatori è che la fase più espansiva delle auto elettriche negli Usa sia ormai terminata.

Negli Usa auto elettriche al palo

Le tre grandi incognite che pendono sull’automotive Usa riguardano progetti rinviati, fabbriche ridimensionate e strategie industriali riviste al ribasso. Il conto più pesante arriva ancora una volta da Detroit, epicentro della trasformazione industriale delle auto elettriche negli Usa.

Come riportato dal Wall Street Journal, i tre grandi gruppi automobilistici americani — General Motors, Ford e Stellantis — hanno annunciato complessivamente oltre 50 miliardi di dollari tra svalutazioni contabili, cancellazioni di investimenti e costi di ristrutturazione legati ai programmi sulle auto elettriche.

In altre parole, dopo aver investito massicciamente nello sviluppo di piattaforme Ev e nella costruzione di impianti per batterie negli Usa, le case automobilistiche stanno riducendo la capacità produttiva e riconvertendo parte degli stabilimenti verso modelli ibridi o a combustione interna. General Motors continua a puntare sulle auto elettriche, ma con una strategia più prudente; Ford cambia direzione e punta su un pickup elettrico a basso costo previsto entro il 2027; Stellantis, protagonista della svalutazione più consistente a Detroit, riduce l’esposizione nel settore batterie. Intanto migliaia di posti di lavoro sono stati tagliati in stabilimenti tra Michigan, Ohio e Tennessee e diversi progetti industriali annunciati negli anni passati negli Usa sono stati cancellati o rinviati.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

La frenata dell’auto americana parte da Detroit

La frenata delle auto elettriche negli Usa non equivale però a un collasso globale del settore, ma a un riallineamento tra aspettative finanziarie e domanda reale. Secondo Atlas Public Policy, nel 2025 oltre 20 miliardi di dollari di investimenti previsti in impianti Ev e batterie negli Usa sono stati annullati, segnando il primo calo netto degli investimenti dopo anni di crescita continua.

Le svalutazioni registrate dai costruttori di Detroit rappresentano soprattutto rettifiche contabili su progetti ridimensionati più che perdite operative immediate, ma indicano comunque un cambio di fase per l’industria automobilistica Usa. La transizione energetica richiederà tempi più lunghi e modelli economicamente sostenibili.

Mentre il mercato delle auto elettriche negli Usa rallenta, in Cina il gruppo BYD ha superato Tesla come maggiore venditore mondiale di veicoli elettrici e continua ad espandersi sui mercati internazionali, mentre l’Europa mantiene una crescita più moderata. Si torna così a Detroit, dove si apre una stagione industriale più prudente: meno espansione accelerata delle auto elettriche negli Usa e più ricerca di equilibrio tra innovazione tecnologica, sostenibilità economica e domanda reale del mercato.

Argomenti

Pubblicità