Stellantis porta il cambio delle ibride a Termoli: investimento da 41 milioni, ma i sindacati temono 400 esuberi

Stellantis porta il cambio delle ibride a Termoli: investimento da 41 milioni, ma i sindacati temono 400 esuberi
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Nuovi investimenti industriali da parte di Stellantis, ma allo stesso tempo arrivano timori per l’occupazione...
9 marzo 2026

Stellantis ha annunciato un piano da 41 milioni di euro per lo stabilimento di Termoli, dove a partire dal 15 settembre 2026 verrà avviata la produzione del cambio eDct destinato ai modelli ibridi del gruppo.

Il nuovo componente, oggi prodotto nello stabilimento torinese di Stabilimento di Mirafiori, rappresenta una delle principali novità nella strategia industriale del gruppo per il sito molisano. Tuttavia, secondo le organizzazioni sindacali, l’operazione potrebbe non bastare a evitare una riduzione dell’organico entro la fine dell’anno.

Il progetto prevede l’installazione delle nuove linee produttive entro fine aprile, con le prime pre-serie attese tra giugno e luglio. Inoltre, l’avvio della produzione a regime è fissato per metà settembre.

Il cambio eDct, utilizzato sulle motorizzazioni ibride del gruppo, dovrebbe generare un fabbisogno occupazionale di circa 288 lavoratori, un livello paragonabile a quello che in passato era legato alla produzione del motore Fiat Fire engine, storico propulsore del marchio.

Confermati tre motori nello stabilimento

Durante l’incontro con i sindacati - tra cui FIOM, FIM-CISL e UILM - l’azienda ha confermato la prosecuzione della produzione dei tre motori attualmente realizzati a Termoli,  più precisamente:

  • il Stellantis GSE engine, destinato a essere aggiornato per rispettare le future normative Euro 7 emissions standard;

  • il Ferrari F160 engine (V6 utilizzato sui modelli Maserati), oggi penalizzato da volumi contenuti ma con prospettive di crescita;

  • il Stellantis GME engine, attualmente prodotto a pieno regime ma fortemente legato alle esportazioni verso gli Stati Uniti.

Il confronto tra azienda e sindacati è arrivato dopo la decisione di ACC - Automotive Cells Company (la joint venture tra Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies) - di fermare il progetto per la gigafactory di batterie inizialmente previsto proprio a Termoli.

Secondo Stellantis, l’introduzione della nuova produzione e l’aggiornamento dei motori rappresentano comunque una conferma dell’impegno industriale sul sito molisano. L’azienda ha inoltre assicurato che i dipendenti legati al progetto ACC verranno ricollocati internamente per preservare competenze e professionalità.

Tuttavia, nonostante l’arrivo del cambio eDct, i sindacati stimano che gli esuberi possano arrivare a circa 400 lavoratori su un totale di 1.780 dipendenti. La fase di transizione dovrebbe essere gestita attraverso strumenti condivisi con le parti sociali, come contratti di solidarietà e uscite volontarie incentivate, spesso legate ai pensionamenti. Attualmente la solidarietà coinvolge circa il 15% dell’orario di lavoro, ma l’obiettivo dichiarato è ridurre gradualmente questa quota nei prossimi mesi.

Attesa per il nuovo piano industriale

Per le organizzazioni sindacali, tuttavia, le misure annunciate non sono sufficienti a garantire il futuro dello stabilimento nel lungo periodo. Per questo chiedono al gruppo di presentare un nuovo piano industriale per l’Italia, con ulteriori assegnazioni produttive e una piena saturazione degli impianti.

Il prossimo passaggio chiave è fissato per il 21 maggio, quando Stellantis dovrebbe illustrare la strategia complessiva per il settore automobilistico nel Paese, con particolare attenzione proprio al futuro di Termoli.

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