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Alla vigilia del Gran Premio della Cina 2026, Ayao Komatsu, team principal della Haas, ha tracciato un bilancio prudente e riflessivo dopo la prima gara della stagione a Melbourne. La nuova era tecnica, caratterizzata da un ruolo centrale della gestione della batteria vista la ripartizione 50-50 tra endotermico ed elettrico, ha messo alla prova tutti i team sollevando diverse polemiche nel paddock.
“Dopo il venerdì in Australia, non siamo stati molto bravi. La comunicazione non era sufficiente, la priorizzazione e la semplificazione dei processi non erano al livello necessario. Ma la cosa positiva è che nel team possiamo avere conversazioni trasparenti e correggere rapidamente il tiro”, ha commentato Komatsu a Shanghai. Nonostante un inizio difficile, la Haas è riuscita a rimediare: il lavoro del sabato in FP3 e in qualifica ha permesso di massimizzare le prestazioni della macchina, seppur con margini di miglioramento ancora evidenti nella gestione degli pneumatici. La domenica, concentrandosi sulle basi, sulla strategia e sulle soste ai box, la squadra è riuscita a piazzarsi tra i migliori del resto del gruppo, battendo anche piloti più veloci in qualifica.
Komatsu ha sottolineato quanto le differenze tra i vari circuiti rendano complicata una valutazione immediata: “Questa è una formula molto dipendente dal tracciato. Melbourne e Shanghai, per esempio, richiedono approcci completamente diversi per il recupero e il deployment dell’energia. Non si può giudicare un regolamento dopo una sola gara, perché le variabili da considerare sono troppe”. E proprio sulle possibili modifiche regolamentari, Komatsu è stato categorico: “Non possiamo reagire d’istinto dopo un solo evento. Se cambiamo qualcosa ora, rischiamo conseguenze indesiderate. I team, gli ingegneri e i piloti devono avere stabilità per imparare le nuove regole. Serve osservare più circuiti, capire quali sono i problemi reali e poi decidere eventuali modifiche”.
Il tema più delicato resta la gestione del giro di formazione e della partenza: “Abbiamo imparato molto dalla gara australiana, anche sulle partenze e sui burnouts. Ma immaginare di cambiare ora le regole significherebbe spostare gli obiettivi senza motivo, con effetti a catena su ingegneri e piloti”. Per Komatsu, la priorità è lasciare che tutti i team consolidino l’esperienza e solo dopo, magari dopo cinque gare che includano circuiti molto diversi tra loro, sarà possibile valutare eventuali aggiustamenti strutturali.
Infine, sul tracciato di Shanghai, Komatsu si è mostrato ottimista ma cauto: “Il circuito è meno impegnativo di Melbourne per quanto riguarda il consumo energetico, ma la sessione del venerdì sarà cruciale per preparare la qualifica. Con il format sprint, sappiamo che la pressione sarà alta e dovremo fare tutto in poche ore. È la sfida più grande: applicare quanto imparato e reagire velocemente a ciò che ancora non conosciamo”.