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La Mercedes sarà anche la monoposto da battere, in questo inizio di stagione 2026 di Formula 1, ma Andrea Kimi Antonelli non sottovaluta una certa rivale. “Avere una monoposto così competitiva è una grandissima opportunità, ma devo dire che con Ferrari non sarà facile. Stanno spingendo tanto. La monoposto va bene, sono la seconda forza e potrebbero darci del filo da torcere. Questo weekend portano l’ala “Macarena”, che ha funzionato e potrebbe aiutarli. L’importante per me sarà massimizzare ogni singolo weekend”, ci ha spiegato quando lo abbiamo incontrato in Cina in un incontro con la stampa italiana selezionatissima.
Antonelli sottolinea le qualità mostrate dalla Rossa in Australia. “A Melbourne la Ferrari era messa bene con l’uso della batteria in gara, tanto che George [Russell, il suo compagno di squadra, ndr] ha dovuto lottare, visto che erano forti negli stessi tratti in cui lo eravamo noi in termini di gestione dell’energia. In qualifica abbiamo avuto un vantaggio considerevole per via del vento, che ha modificato l’approccio alle curve e di conseguenza l’uso della batteria. Noi siamo riusciti a trovare il giusto compromesso”.
“In qualifica la velocità è più elevata, e gestire la batteria più complesso. Abbiamo dovuto introdurre i lift and coast in qualifica. Abbiamo lavorato al simulatore prima della gara ed eravamo preparati al cambio di condizione, ma l’uso della batteria cambia anche a seconda delle condizioni della pista”. Ma la W17 ha anche delle altre qualità, oltre al motore e alle sofisticatissime maniere in cui lo gestisce. “La macchina è forte pure a livello di telaio – sottolinea Kimi -. Le curve le devi ancora fare, e il modo in cui le si affronta ha un impatto sull’uso della batteria. È una combinazione di fattori”.
La gestione dell’energia, nodo centrale del regolamento tecnico F1 2026, è ancora un mistero da tanti punti di vista. E anche l’ausilio del virtuale non aiuta sempre a replicare accuratamente gli scenari, come Antonelli ha scoperto prima del via del GP d’Australia. “Sembra che le nostre simulazioni non abbiano inquadrato bene il giro di formazione. L’uso della batteria è stato molto diverso all’atto pratico. Quest’anno scaldare le gomme è più difficile. Con meno carico, serve molta più energia nell’out lap per scaldare gli pneumatici”.
“Ma spingere di più nel giro di formazione vuol dire consumare più batteria. Anche in questo frangente usarla nel miglior modo possibile è fondamentale, se non vuoi finire come ho finito io, a zero all’uscita di curva 10. È un punto su cui stiamo ancora lavorando e non sarà del tutto a posto questo weekend. Avere una Sprint può aiutarci per il GP, occasione in cui sapremo già come muoverci. Quando sono arrivato in griglia, mi sono reso conto di essere nei guai”. Non la situazione ideale in un contesto in cui le partenze sono diventate un nodo complicato.
Shanghai, in ogni caso, presenta delle caratteristiche meno estreme di Melbourne, come sottolinea lo stesso Kimi. “Qui sarà più semplice gestire la batteria. A Melbourne il problema è che ci sono quattro rettilinei uno vicino all’altro, bisogna dosare l’energia. A un rettilineo corto segue una curva veloce, con tanto superclipping. L’energia è terribile. A Shanghai ci sono più curve lente, zone in cui si può ricaricare e un rettlineo lungo dove si può dosare l’energia”. Ma c’à il rovescio della medaglia: “Su una pista come questa sorpassare sarà più difficile”.
“C’è un rettilineo lungo dove si sfrutta praticamente tutta l’energia prima di ricaricare, mentre a Melbourne era possibile recuperare in modo più strategico e la modalità sorpasso era molto potente. Qui lo sarà, ma non come a Melbourne. Non ne abbiamo la certezza, però. È tutto così nuovo, e bisognerà considerare ogni gara a sé stante, visto quanto differiscono tra loro le piste. Non sarà facile imparare a gestire tutto questo, ma lo sviluppo avrà un ruolo centrale. I guadagni che potremo trovare sia in galleria del vento che per la power unit saranno grandi. Noi ora abbiamo un vantaggio, ma la situazione può cambiare. Basta un passo falso per ritrovarsi a inseguire”.
Per ora di affanni non se ne vedono in casa Mercedes, e Kimi ha ben poco di cui lamentarsi. Ma concorda con molti suoi colleghi sull’artificiosità della F1 2026? “Alcune cose sono diventate più innaturali, macchinose. Serve sbatterci un po’ la testa prima che ti rimangano in mente. Non nego che nelle simulazioni di qualifica durante i test mi dimenticavo di fare lift and coast. Poi mi ritrovavo senza energia e mi lamentavo. Durante la pausa invernale ho lavorato moltissimo al simulatore per far sì che tutte queste piccole cose mi venissero naturali”.
I correttivi al regolamento tecnico paventati da molti e già in fase di definizione stando alle voci nel paddock secondo Antonelli devono però essere ragionati per bene. “In certe piste servono sicuramente delle modifiche al regolamento. La FIA è molto aperta nei nostri confronti, raccogliendo i nostri feedback. Ma la soluzione a questi problemi andrà studiata per bene, perché la situazione può venire migliorata, ma anche peggiorata dai correttivi. Dobbiamo evitare che vada ancora peggio”.
“Ovviamente chi non ha una macchina competitiva ha più da ridire di chi ne ha una valida. Io non mi lamenti più di tanto. Alcuni aspetti non sono il massimo, ma alla fine è così per tutti. L’importante per il pilota è fare la differenza. Tante cose sono macchinose, ma se si riesce a ingranare si può essere determinanti. In qualifica a Melbourne rispetto a George ho sbagliato l’approccio a una curva in fase di accelerazione e questo ha fatto sì che il sistema andasse in confusione e perdessi sui due rettilinei successivi. Gli input di noi piloti devono essere precisi. E comunque possiamo ancora fare la differenza in frenata”.
In F1 nel 2026 è cambiato tutto a livello tecnico, ma anche Kimi è un uomo diverso. “Lo scorso weekend ero molto più rilassato, mi sono goduto di più il weekend – racconta del suo primo podio stagionale -. Sono cambiato molto, l’anno scorso mi ha insegnato tanto sull’approccio che devo avere durante il fine settimana anche in termini di gestione delle mie energie. Il weekend di Melbourne ha visto alti e bassi, ma io non ho perso la concentrazione”.
“Dopo le FP3 pensavo che fosse tutto finito, ma ho avuto la fortuna di ritornare in pista. Invece di essere nervoso, quando sono sceso in pista in qualifica mi sono solo concentrato sul mio lavoro, anche senza un assetto”. E ora l’asticella si alza esponenzialmente, verso la sua prima lotta mondiale. “Mi tocca – dice Kimi con un sorriso -. Cercherò di essere pronto. È una di quelle occasioni che non capitano tutti i giorni, e devo coglierla nel miglior modo possibile”.