F1. “Regolamento da cambiare? Sì, ma così”: Stefano Domenicali bacchetta Verstappen e frena l’entusiasmo su Antonelli

F1. “Regolamento da cambiare? Sì, ma così”: Stefano Domenicali bacchetta Verstappen e frena l’entusiasmo su Antonelli
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Stefano Domenicali risponde alle critiche di Verstappen sul nuovo regolamento F1 e invita alla calma su Antonelli
24 marzo 2026

La stagione di Formula 1 prosegue con il terzo appuntamento stagionale, il Gran Premio del Giappone 2026. Sarà un banco di prova molto impegnativo per questo nuovo regolamento tecnico, viste le difficoltà richieste dal tracciato di Suzuka. L’iconicità di alcuni tratti, però, potrebbe essere messa in secondo piano dalla gestione dell’energia. I piloti, infatti, potrebbero dover percorrere la famigerata 130R a velocità ridotta rispetto al passato per preservare la batteria. E questo sicuramente non piacerà a Max Verstappen.

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Critico fin dal giorno zero nei confronti di questa nuova generazione, l’olandese non si è mai fatto problemi a dire come la pensa. Da una Formula E sotto steroidi a lotte che sembrano “uno scherzo”, questa Formula 1 non gli va giù e le critiche sono state molto aperte e dirette, un’ostinazione che nel paddock hanno cercato di smorzare. “È un campione straordinario che ha un approccio di trasparenza, talvolta eccessivo perché lui vorrebbe spingere al massimo in ogni secondo”, ha dichiarato Stefano Domenicali a SportMediaset. “Quello che ho detto anche a lui è di valutare quelli che sono i suoi stimoli perché, se c’è qualcosa da cambiare nel regolamento, deve essere fatto, ma in maniera costruttiva: questo è l’approccio giusto”, ha proseguito il CEO della Formula 1 che solo un mese fa aveva escluso modifiche regolamentari “non essendoci un piano B”.

Questo nuovo regolamento, però, ha sottolineato Domenicali, permette di vivere una stagione in continua evoluzione, rendendo unico lo spettacolo della Formula 1. Con l’andare avanti dei Gran Premi, i piloti impareranno sempre di più a gestire l’energia e i team affineranno i software per ottenere maggiori prestazioni. Dunque, anche se per il momento la Mercedes resta il punto di riferimento, non è detto che lo rimanga a lungo, soprattutto con l’ADUO. “Io credo che, per come è stato impostato il regolamento, la possibilità di recupero da parte delle altre squadre possa avvenire in tempi più rapidi rispetto a quanto successo negli anni precedenti”, le parole di Domenicali.

Con Red Bull e McLaren in difficoltà, nei primi due weekend di gara abbiamo visto la Mercedes chiaramente in vantaggio, con una Ferrari che cerca di colmare il distacco. A Maranello, però, i duelli non sono mancati tra Hamilton e Leclerc, con quest’ultimo che in Cina, dopo ben sette Gran Premi consecutivi, è stato battuto sia in gara che in qualifica. Sarà più uno stimolo o un problema per Leclerc? “Non può che essere uno stimolo, perché se diventa un problema allora non va bene. Leclerc deve pensare in grande, pensare di essere un pilota che deve combattere per un mondiale”.

A Shanghai, Lewis Hamilton ha colto il suo primo podio in carriera vestito di rosso, ma l’emozione degli italiani è stata catalizzata da un altro grande evento. Dopo vent’anni, l’Inno di Mameli è tornato a risuonare in Formula 1 per il trionfo di un pilota italiano, Andrea Kimi Antonelli. “Vedere un ragazzo così giovane riuscire a conquistare una gara come il Gran Premio della Cina è qualcosa che fa bene non solo a lui ma a tutto lo sport”, ha commentato Domenicali, presente nel retropodio a Shanghai per accogliere il bolognese dopo il trionfo. Un momento unico per Kimi, che non ha nascosto le lacrime sia nelle interviste post gara sia sul podio. “Non si vive di maschere: la parte emozionale accentua la bellezza di un ragazzo che non ha alcuna vergogna nel trasmettere le sue emozioni. Lo vedo come un valore aggiunto, ma la cattiveria deve averla quando è in pista: deve trovare la prestazione sui centesimi e non pensare ad altro”.

Ha superato il grande scoglio della prima vittoria iridata, ma la strada per crescere e maturare è ancora lunga. Toto Wolff ha sottolineato che Kimi deve “restare con i piedi per terra”, non farsi trascinare dal momento e rimanere concentrato sul lavoro necessario per ambire concretamente a un titolo. Anche Domenicali ha condiviso questo messaggio: “È giusto non mettergli troppa pressione sulle spalle, perché dovrà abituarsi”. Servirà dunque restare umili, un approccio che già in molti nel paddock, da Verstappen a Hamilton, hanno avuto modo di apprezzare, come evidenziato dal sostegno espresso in Cina. “È bello vedere campioni come Max e Lewis riconoscere in Kimi un pilota molto veloce, ma anche un ragazzo che si è posto nella dimensione giusta, con grande rispetto. Ovviamente, i complimenti saranno più difficili quando, speriamo, Kimi continuerà a essere il pilota che tutti noi pensiamo”.

In Italia questo trionfo ha suscitato, oltre all’emozione e all’orgoglio, anche un pizzico di risentimento nel vedere Antonelli vincere, ma non con la Ferrari. Preferirebbero vedere Kimi Antonelli campione del mondo o un pilota Ferrari campione del mondo? “Io credo che la Ferrari per gli italiani sia ancora qualcosa di importantissimo. Sarà Kimi a trasformare questa energia, oggi focalizzata su una Scuderia che ha fatto la storia dell’automobile e del nostro Paese, in qualcosa di diverso. È chiaro che il sogno di tanti italiani sarebbe vedere Kimi campione del mondo con la Ferrari, mettendo d’accordo tutti”, ha chiosato Domenicali.

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