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Stefano Domenicali continua a sostenere che la Formula 1 sia in ottima salute, nonostante i dubbi sul regolamento tecnico 2026. E effettivamente dal punto di vista finanziario è così. Liberty Media ha diffuso i dati relativi al primo trimestre dell’anno, un periodo che segna un aumento del 53% dei ricavi a 617 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025. L’utile operativo si è assestato a 107 milioni di dollari, mentre l’OIBDA rettificato ha visto un incremento del 102% a 172 milioni. Sono risultati, questi, direttamente riconducibili ad alcuni fattori.
Il primo riguarda il numero di corse disputate. Nel Q1 2026 sono andate in scena tre gare, contro le due dell’anno precedente. È un incremento, questo, che influisce sui ricavi relativi ai diritti media, sull’organizzazione delle corse e sugli sponsor. Su quest’ultimo fronte, però, contano anche gli introiti arrivati dai nuovi sponsor. Quanto agli ulteriori ricavi, una gara in più implica un aumento anche per l’hospitality, soprattutto con l’introduzione di nuovi pacchetti premium per il Paddock Club.
I team nel primo trimestre 2026 hanno ricevuto pagamenti maggiori, visto che la diminuzione delle corse dovuta alla cancellazione delle gare in Bahrain e in Arabia Saudita condensa la concentrazione di GP sul totale nel Q1, passando da 2 gare su 24 nel 2025 a 3 su 22 nel 2026. Sono risultati finanziari che dimostrano la solidità della categoria. Ma la musica cambierà inevitabilmente nel secondo trimestre 2026, visto il numero decisamente inferiore di corse che avranno luogo in quell’arco temporale.
Lo scorso anno da aprile a giugno furono organizzate ben nove gare, complice l’inizio della stagione europea a maggio. Nel 2026 bisogna non solo fare i conti con la cancellazione dei GP in Bahrain e in Arabia Saudita – che ha causato uno stop totale della F1 nel mese di aprile – ma anche con il fatto che la parte del calendario nel nostro continente comincerà solamente a giugno, con il GP di Montecarlo spostato di una settimana rispetto alla sua collocazione classica di fine maggio e soli due GP oltreoceano a maggio.
Vista l’ovvia importanza del numero di gare sui risultati finanziari, l’ideale sarebbe non scendere sotto la soglia delle attuali 22 corse. Il rischio, tenendo conto dell’instabilità politica in Medio Oriente, c’è. Le gare potenzialmente pericolanti nella seconda parte della stagione sono tre: Azerbaijan, Qatar e Abu Dhabi. Al momento gli scenari sono molteplici, a seconda di come si evolverà la situazione. Lo scenario migliore vedrebbe il ritorno di Bahrain e Jeddah, il peggiore la cancellazione delle corse sopraccitate.
Una cosa è certa. Al momento siamo ancora nel pieno della bolla speculativa relativa alla Formula 1. Il valore delle scuderie continua a crescere esponenzialmente, tanto da raggiungere cifre superiori al miliardo di dollari anche per i team più modesti. Le scuderie di punta, Mercedes e Ferrari in testa, dalle ultime stime avrebbero raggiunto una valutazione da oltre quattro miliardi di dollari. Quando la bolla possa finire per sgonfiarsi, non è dato sapere.