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Gianpiero Lambiase è solo l’ultima figura rilevante ad annunciare l’addio alla Red Bull negli ultimi anni. Christian Horner, Helmut Marko, Will Courtenay, Jonathan Wheatley e non solo: le defezioni sono diverse, e rilevanti, in una struttura che ha vissuto successi incredibili in Formula 1. L’attuale CEO e team principal della scuderia di Milton Keynes, Laurent Mekies, con la sua leadership calma ed elegante comunica una serenità che sembra davvero l’inizio di un nuovo corso. Ma è consapevole di quello che serve al team.
“Abbiamo un paio di anni per pensare a come rimpiazzare GP – ha spiegato Mekies a Miami a proposito di Lambiase -. Ma scherzi a parte, siamo piuttosto orgogliosi. Non voglio stare sulla difensiva per il fatto che abbiamo perso alcuni dei nostri talenti. È un dato di fatto, ed è successo nell’arco degli scorsi tre o quattro anni. La nostra massima priorità come team è assicurarci di creare l’ambiente giusto per trattenere, sviluppare e attirare i migliori talenti. Pensiamo di averne già, reparto per reparto. A cominciare da Ben lato power unit e Pierre per il telaio (Waterhouse e Waché, ndr), per passare a chi riporta a loro”.
“Se possibile, cerchiamo sempre di promuovere internamente. Lo facciamo da anni e ne siamo molto orgogliosi. Vogliamo continuare così. Se e quando dovessimo avere la necessità di assicurarci qualcuno che abbia determinate competenze e lavori in un altro team, lo faremmo. Nella nostra nuova struttura abbiamo un ottimo mix tra promozioni interne, con Ben Waterhouse che ora ha responsabilità più ampie, e Andrea Landi in arrivo da Ferrari e Racing Bulls. È questa la nostra visione”.
Una visione coerente, che però restituisce un’immagine di una scuderia profondamente diversa a livello di top management rispetto allo squadrone di squali che ha fatto la storia – e il successo – della Red Bull nei primi vent’anni della sua storia. Mekies, sicuramente diverso per temperamento da Christian Horner, ogni tanto si lascia però scappare dei dettagli che tradiscono una certa ingenuità. A Miami, ai microfoni di Sky Sports F1, ha detto che Lambiase è destinato a diventare team principal della McLaren. Un’affermazione che non deve essere piaciuta più di tanto a Zak Brown, ma che è stata chiarita dallo stesso Mekies insieme al CEO della controllante di Red Bull, Oliver Mintzlaff, in un incontro privato nel paddock di Miami.
D’altronde, Andrea Stella era stato chiaro sulle voci in merito al suo addio alla McLaren, spiegandosi con una curiosa metafora a tema culinario. “È come se un pasticciere invidioso avesse tentato di rovinare la preparazione di un buon dessert nella pasticceria McLaren. Ma noi sappiamo bene come distinguere gli ingredienti migliori dai biscotti avvelenati”, aveva detto. Il potenziale veleno delle parole di Mekies è stato però neutralizzato dall’antidoto costituito da una diplomazia che Horner non avrebbe certamente dimostrato.