“Non è il DNA della Formula 1”: Carlos Sainz demolisce le regole 2026 e avverte: “Arriverà un grande incidente”

“Non è il DNA della Formula 1”: Carlos Sainz demolisce le regole 2026 e avverte: “Arriverà un grande incidente”
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Alla vigilia del Gran Premio della Cina 2026, Carlos Sainz lancia un duro attacco alla nuova Formula 1: lo spagnolo critica sorpassi “artificiali”, velocità relative troppo elevate e avverte sui rischi nelle partenze. “Se non cambia qualcosa, prima o poi vedremo un grande incidente”
12 marzo 2026

Alla vigilia del Gran Premio della Cina 2026, secondo appuntamento stagionale di Formula 1, Carlos Sainz non ha usato giri di parole nel commentare l’inizio dell’era tecnica inaugurata pochi giorni fa in Australia. Dopo quanto visto nel primo round a Melbourne, il madrileno di casa Williams ritiene che la direzione intrapresa con le nuove power unit ibride non rappresenti ancora il compromesso giusto per questo sport.

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Interrogato su cosa cambierebbe della F1 2026, Sainz ha ammesso innanzitutto i limiti del ruolo dei piloti nel giudicare scelte tecniche così complesse. “Non conosco le soluzioni, non sono un ingegnere. Non capisco abbastanza a fondo la power unit per dire aumentiamo il flusso di carburante o cambiamo la quantità di energia recuperata”, ha spiegato ai nostri microfoni. Tuttavia, una cosa gli è apparsa chiara fin dai primi chilometri della stagione: “Già dalle prove libere in Australia si è capito che la formula che abbiamo introdotto con un bilanciamento 50-50 tra parte termica e ibrida probabilmente non è quella definitiva, o almeno non quella giusta per ora”.

Secondo Sainz, nel paddock c’è una certa consapevolezza del problema. “Più parlo con le persone e più capisco che la sensazione è condivisa anche ai livelli più alti. Tutti sembrano abbastanza allineati su questo punto”. La speranza dello spagnolo è che, con il passare dei mesi e con lo sviluppo delle nuove power unit, il quadro possa migliorare: “Ci sarà sicuramente una combinazione tra sviluppo dei motori, del software e delle squadre che renderà tutto migliore. Ma lo sviluppo può arrivare solo fino a un certo punto: credo che alla fine servirà anche un aiuto dai regolamenti”.

Il nodo, per Sainz, è soprattutto filosofico: la direzione intrapresa rischia di allontanarsi dal DNA della categoria. “È pur sempre Formula 1 e la formula che abbiamo creato per me non è la più pura né quella che segue davvero il DNA di questo sport. Penso che abbia bisogno di qualche aggiustamento”. Tra gli aspetti che lo convincono meno ci sono alcune dinamiche di guida che i piloti stanno sperimentando con le nuove monoposto. “Non mi piace vedere la velocità massima diminuire nel mezzo di un rettilineo e perdere 30 o 40 km/h durante un giro di qualifica. Non mi piace dover fare lift and coast nel mezzo di una qualifica”, ha spiegato.

Ma è soprattutto la gestione dell’energia e delle modalità di sorpasso a lasciarlo perplesso. “Quando usi il boost e la modalità sorpasso puoi avere differenze di 60 km/h tra due macchine. Il sorpasso sembra quasi che l’altra macchina sia ferma. Non è un vero sorpasso di Formula 1”. Per Sainz, il concetto stesso di sorpasso dovrebbe essere diverso: “Il DNA della F1 è mettersi nella posizione giusta e completare la manovra con una frenata forte o un bel cambio di traiettoria. L’energia dovrebbe solo aiutarti ad arrivare lì, non a superare qualcuno come se fosse fermo”.

Il pilota della Williams, nonché Presidente della GPDA, l’associazione di tutti i piloti di F1, ha sottolineato inoltre come molti piloti condividano questa sensazione. “Credo che la maggior parte dei piloti sia d’accordo sul fatto che non sia molto divertente da guidare”. Sainz ha poi toccato anche il tema della sicurezza, un altro aspetto che secondo lui merita attenzione con le nuove monoposto. Il primo punto riguarda le partenze. “Abbiamo già visto alcune situazioni nei test e di nuovo a Melbourne. In Australia siamo stati estremamente fortunati che non sia successo nulla con Liam e Franco”, ha spiegato riferendosi all’episodio tra Lawson e Colapinto. “Ho la sensazione che, se non cambierà qualcosa, prima o poi vedremo uno di quei grandi incidenti in partenza. Spero davvero che si intervenga in tempo per evitarlo”.

Il secondo punto riguarda le velocità relative durante i sorpassi, amplificate dalle nuove modalità di gestione dell’energia. “Quando hai differenze di 40, 50 o 60 km/h sul rettilineo e poca deportanza sulla macchina diventa tutto molto complicato. È una situazione piuttosto delicata, sia in partenza sia quando stai lottando con un’altra macchina. In generale non sembra qualcosa di corretto”.

Infine, Sainz ha affrontato anche il tema politico delle possibili modifiche ai regolamenti nel corso della stagione. Lo spagnolo sa bene che ottenere un consenso unanime tra le squadre non sarà semplice. “Non tutti saranno allineati, ed è normale. Le squadre hanno sempre interessi di performance”, ha ammesso. Proprio per questo, secondo lui, la Formula 1 deve essere in grado di prendere decisioni nell’interesse dello sport nel suo complesso: “La F1 dovrebbe avere abbastanza potere per non dipendere dagli interessi dei team. Se la formula non è corretta, bisogna fare ciò che è meglio per lo sport, anche se qualcuno dirà che non si adatta alla propria macchina”.

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