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George Russell è pronto a confermare il dominio Mercedes mostrato in Australia anche al Gran Premio della Cina 2026. Il pilota britannico, per la prima volta leader della classifica mondiale, ha parlato apertamente delle sfide del nuovo regolamento, in particolare sul fronte dell'elettrico, della gestione delle batterie e delle particolarità dei diversi circuiti.
“Le prime dodici curve a Melbourne sono state spettacolari, quasi come un gioco Yo-Yo tra me e Leclerc”, racconta Russell. “Non credo che vedremo lo stesso ogni gara: circuiti come Cina o Barcellona hanno un solo rettilineo principale, quindi il comportamento delle batterie sarà più prevedibile. Melbourne, con i suoi multipli rettilinei, ha generato molta variabilità, ed è lì che si vede davvero il ‘Yo-Yo’ della gestione energetica”.
Il tema della sicurezza all’avvio è stato inevitabile. Russell ha spiegato come il “harvest limit” - limite di raccolta energia - durante il giro di formazione abbia sorpreso molti team: “In pratica, chi parte davanti usa già parte della batteria, mentre chi parte dietro ha un reset. Questo ha complicato alcune partenze, ma ci stiamo adattando”. Aggiunge poi con pragmatismo: “La FIA voleva rendere tutto più semplice, ma alcuni team hanno interessi differenti. Fa parte del gioco della Formula 1”.
Sul fronte sportivo, la concentrazione è massima con il format Sprint. “Prepararsi qui è come ogni altro weekend, il campionato non cambia il nostro approccio. La cosa più importante è che la macchina risponde come ci aspettiamo, c’è sempre margine di miglioramento”, conferma Russell. Dopo Melbourne, dove la Mercedes ha mostrato un vantaggio netto, il pilota britannico resta prudente: “Ferrari e Red Bull hanno motori molto vicini al nostro, la differenza la fa la vettura. Mercedes ha costruito un’auto fantastica quest’anno, e questo merita riconoscimento”.
Russell si sofferma anche sul confronto con il 2014, l’era della totale supremazia Mercedes: “Non è comparabile. Allora avevamo un vantaggio enorme sul motore; ora le differenze sono molto più sottili, e altre squadre possono lottare per la vittoria”.