Stellantis precipita in Borsa: 22 miliardi di oneri straordinari per il “reset” sull’elettrico

Stellantis precipita in Borsa: 22 miliardi di oneri straordinari per il “reset” sull’elettrico
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Un annuncio da 22 miliardi di euro manda in tilt il titolo Stellantis: il gruppo paga gli errori sulla corsa all’elettrico, crolla in Borsa e dice addio al dividendo 2026 mentre Filosa promette un “reset” strategico.
6 febbraio 2026

Scossone per Stellantis sui mercati finanziari: il gruppo automobilistico ha annunciato oneri straordinari per circa 22 miliardi di euro legati alla strategia di elettrificazione, una comunicazione che ha innescato una pesante reazione in Borsa. Nella mattinata di venerdì 6 febbraio il titolo ha perso oltre il 13% a Parigi.

L’annuncio è arrivato alla vigilia della pubblicazione dei risultati 2025 e ha immediatamente messo sotto pressione il titolo del gruppo franco-italiano. Stellantis ha spiegato che queste rettifiche contabili sono il prezzo da pagare per quello che viene definito un “reset” profondo ma necessario, con l’obiettivo di rimettere i clienti al centro e tornare a una crescita redditizia.

Secondo quanto comunicato dall’azienda, il peso principale di questi oneri è legato all’elettrificazione della gamma. Il nuovo amministratore delegato, Antonio Filosa, ha riconosciuto che il gruppo ha sopravvalutato il ritmo della transizione verso l’elettrico, allontanandosi “dai bisogni, dai mezzi e dalle preferenze reali di molti clienti”. Una presa di posizione netta, che segna una discontinuità rispetto alla precedente gestione.

Filosa ha anche sottolineato che le rettifiche riflettono l’impatto di problemi operativi accumulati in passato, i cui effetti - secondo il management - sono ora affrontati dalla nuova squadra dirigente. Senza citarlo direttamente, il riferimento va all’era di Carlos Tavares, l’ex ceo che ha lasciato il gruppo il 1° dicembre 2024 e la cui strategia è oggi implicitamente messa in discussione.

Le conseguenze, però, non si fermano alla reazione dei mercati. Infatti, Stellantis ha già messo in chiaro che, alla luce della perdita netta registrata nel 2025, non verrà distribuito alcun dividendo nel 2026. Una decisione che rischia di pesare ulteriormente sul rapporto con gli investitori, già scossi dal crollo del titolo.

Il messaggio che arriva da questa operazione è chiaro: il gruppo sta pagando il costo di una transizione all’elettrico rivelatasi più complessa e meno allineata al mercato del previsto. Ora la sfida per Stellantis sarà dimostrare che questo “reset” da 22 miliardi può davvero segnare l’inizio di una fase più solida e sostenibile, sia sul piano industriale sia su quello finanziario.

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