F1 2026, Patrese frena Audi e punge Ferrari: “Vincere è durissimo, c’è chi aspetta da 20 anni”

F1 2026, Patrese frena Audi e punge Ferrari: “Vincere è durissimo, c’è chi aspetta da 20 anni”
Pubblicità
Con il nuovo regolamento alle porte, Audi si prepara al debutto in Formula 1 da costruttore e motorista. Ma Riccardo Patrese frena l’entusiasmo: vincere nel Circus è tutt’altro che scontato e l’esempio Ferrari, ancora a secco da quasi 20 anni, è lì a ricordarlo
6 febbraio 2026

La prossima settimana la Formula 1 inaugurerà ufficialmente il 2026 con i test prestagionali in Bahrain. Lì, finalmente, inizieremo a delineare un quadro più completo dei valori in pista. Si tratterà, senza dubbio, di un cambiamento radicale rispetto agli ultimi anni, poiché il nuovo regolamento tecnico azzererà tutti i riferimenti precedenti. Il momento perfetto, dunque, per una squadra che vuole entrare nel Circus. E Audi questo lo sa bene, visto che ha scelto di debuttare in Formula 1 non solo acquisendo le strutture preesistenti di Sauber, ma anche come motorista. Una sfida ardua, secondo Riccardo Patrese.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

A partire da questa stagione le novità saranno davvero tante. Non solo l’imponente rivoluzione regolamentare che cambierà profondamente le vetture di Formula 1, ma anche il numero di team schierati in griglia. Tornano infatti a essere undici con l’arrivo di Cadillac. La squadra americana, però, non sarà l’unica nuova realtà nel paddock: Audi ha acquisito le strutture di Sauber per dare inizio a un nuovo capitolo della storia dei quattro cerchi. E il momento migliore era proprio questo, con un nuovo motore prodotto internamente, un nuovo telaio, una nuova aerodinamica e nuovi carburanti.

Per Audi, così come per Cadillac, la strada sarà tutta in salita. Entrambe dovranno affinare i meccanismi operativi e superare problemi tecnici che sono già stati riscontrati, analizzati e in parte risolti durante lo shakedown collettivo di Barcellona. Sarà però in Bahrain, la prossima settimana, che il quadro inizierà a definirsi con maggiore chiarezza: complice le condizioni ideali della pista, le squadre potranno lavorare a 360 gradi sulle vetture e non più soltanto sull’affidabilità delle power unit. Un primo banco di prova in vista del giorno della verità, fissato per l’8 marzo, quando andrà in scena il primo appuntamento stagionale di Formula 1 in Australia.

In attesa dell’inizio ufficiale della stagione, le aspettative restano comunque alte per un team — e ancor di più per un motorista — al debutto. Ma questo non sembra allarmare Riccardo Patrese. Il percorso sarà complicato, ma rientra in una normale fase di crescita. “Sarà dura per loro. Dobbiamo vedere quanto saranno bravi con il motore. Ma Audi è Audi: quando competono, sono sempre molto bravi”, ha commentato l’ex pilota di Formula 1 a BetVictor. “Audi non viene in Formula 1 solo per partecipare, vuole vincere. Ma non è facile vincere”, ha aggiunto. Anche team di grande esperienza, però, si troveranno di fronte a una sfida monumentale. “Ferrari aspetta da quasi 20 anni”, ha ammesso Patrese.

Audi parte avvantaggiata, Cadillac rischia: Patrese avverte sui piloti

Audi potrà comunque contare sull’esperienza degli uomini e delle donne rimasti in squadra dopo l’acquisizione di Sauber. In questo modo, la Casa di Ingolstadt avrà già un know-how su cui costruire la propria identità e affinare ogni aspetto critico. Un vantaggio che, invece, non avrà Cadillac, partita completamente da zero come team nuovo al 100%, costretta a prepararsi nel corso del 2025 simulando le operazioni di pista in sede e mettendole in pratica solo quest’anno, durante lo shakedown.

Secondo Patrese, non pagherà la scelta di puntare su due piloti di lunga esperienza in Formula 1 come Valtteri Bottas e Sergio Pérez. “Non sono sicuro della scelta dei due piloti. Sono bravi, ma troppo anziani. Un pilota esperto va bene, ma sarebbe stato meglio affiancargli un giovane con molta fame”. Una strategia adottata da Audi, che ha schierato Nico Hülkenberg al fianco di Gabriel Bortoleto, al suo secondo anno nel Circus. “Avere due piloti simili, nessuno dei quali ha dimostrato di essere un campione del mondo, è strano. Sono entrambi un po’ al di sotto del livello di un vero campione del mondo”, ha concluso Patrese.

Pubblicità