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In un momento delicato per i conti e la strategia industriale, Volkswagen starebbe intervenendo anche su un ambito finora poco toccato: le auto aziendali. Secondo quanto riportato da Motor.es, il costruttore tedesco avrebbe deciso di rivedere in modo significativo le politiche interne dopo aver individuato un utilizzo ritenuto eccessivo - e in alcuni casi improprio - dei veicoli messi a disposizione dei dipendenti.
La decisione si inserisce in un contesto più ampio di razionalizzazione dei costi. Negli ultimi mesi, la casa di Wolfsburg ha già avviato misure di contenimento che vanno dalla riduzione del personale amministrativo al rallentamento di alcuni progetti. Tuttavia, sempre secondo Motor.es, queste azioni non sarebbero state sufficienti, portando l’azienda a intervenire su un’altra voce di spesa considerata rilevante.
Al centro della revisione ci sarebbe una politica giudicata troppo permissiva. Un audit interno avrebbe evidenziato comportamenti come l’utilizzo delle auto per scopi privati, il prestito a terzi o l’impiego delle carte carburante aziendali per rifornimenti non strettamente legati all’attività lavorativa. Pratiche che, sommate, avrebbero generato un impatto significativo sui costi operativi.
Per questo motivo, Volkswagen avrebbe definito un nuovo piano - in partenza da giugno - con regole più stringenti e controlli più serrati. Tra le misure previste, sempre secondo Motor.es, figurerebbero limiti precisi sull’utilizzo dei veicoli, restrizioni sui rifornimenti e una regolamentazione più rigida delle carte carburante e di ricarica, che verrebbero assegnate nominalmente e non più condivise.
La casa tedesca avrebbe deciso di eliminare i vantaggi legati alle proprie stazioni di servizio, finora utilizzabili dai dipendenti anche a condizioni più favorevoli rispetto al mercato. In futuro, queste infrastrutture potrebbero essere riservate esclusivamente all’uso interno dell’azienda. Allo stesso tempo, verrebbero introdotti limiti anche sulle spese accessorie: ad esempio, il numero di lavaggi mensili sarebbe contingentato e verrebbero esclusi servizi premium oltre una certa soglia di costo.
Ma la revisione delle policy non sarebbe solo una questione di contenimento dei costi. Secondo Motor.es, Volkswagen starebbe cogliendo l’occasione per orientare in modo più deciso i dipendenti verso la mobilità elettrica. In pratica, chi vorrà continuare a beneficiare dell’auto aziendale potrebbe essere incentivato - o di fatto spinto - a scegliere modelli elettrici. Le vetture a combustione resterebbero disponibili, ma con condizioni meno vantaggiose e maggiori limitazioni.
L’obiettivo, oltre al risparmio, sarebbe duplice: ridurre i costi legati ai carburanti e accelerare la transizione interna verso l’elettrico, in linea con la strategia industriale del gruppo. Le nuove regole potrebbero avere conseguenze anche sul numero complessivo di veicoli aziendali in circolazione. Infatti, secondo quanto emerge, Volkswagen si aspetterebbe che una parte dei dipendenti rinunci all’auto aziendale, optando per soluzioni alternative come il mezzo privato o il trasporto pubblico.
Una scelta che contribuirebbe a ridurre ulteriormente i costi, ma che potrebbe anche incidere sull’attrattività di uno dei benefit tradizionalmente più apprezzati. Resta da capire quale sarà l’impatto reale di queste misure e come verranno recepite internamente. Di certo, il segnale è chiaro: anche le auto aziendali, storicamente considerate un privilegio consolidato, non sono più intoccabili.