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Il Gran Premio di Miami è alle porte, ma per Franco Colapinto la vera scarica di adrenalina è arrivata pochi giorni fa, tra le strade della sua Argentina. Il pilota dell'Alpine, atteso al quarto appuntamento stagionale dopo una pausa di cinque settimane, ha vissuto un bagno di folla che ha ricordato i tempi d'oro di Carlos Reutemann, portando una Formula 1 che mancava da troppo tempo nel cuore di Buenos Aires.
Oltre 600.000 persone si sono riversate in strada per vedere la monoposto sfrecciare, un numero che ha lasciato lo stesso Colapinto senza parole. "È stata un'esperienza incredibile, un momento davvero unico", ha raccontato il giovane talento argentino ai nostri microfoni a Miami. "Da bambino sognavo uno show del genere, ma non avrei mai pensato che potesse diventare realtà. Vedere così tanta passione, sentire l'eco della folla che urlava anche quando non riusciva a vedere la macchina per quanto era lontana... è stato qualcosa di speciale".
Per Colapinto, che ha sacrificato anni di vita privata lontano da casa per inseguire il sogno europeo, l'evento è stato anche un ritorno alle origini: "In Argentina torno solo a Natale e Capodanno, non ho mai l'occasione di stare lì durante la stagione. Avere la mia famiglia, i miei amici e mio cognato lì con me, vedermi guidare in quel contesto, è stato il modo migliore per ricaricare le energie prima di Miami".
Il successo dell'evento ha inevitabilmente riacceso i riflettori sulla possibilità di riportare un GP iridato in Argentina. Colapinto non si nasconde: "Non so esattamente cosa manchi a livello burocratico, ma so che ci sono conversazioni in stato avanzato. Questo show è la base perfetta per dimostrare cosa potrebbe essere un Gran Premio qui. Sarebbe un sogno correre nel mio paese e credo che il mondo della F1 rimarrebbe sorpreso dall'energia dei nostri fan".
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— BWT Alpine Formula One Team (@AlpineF1Team) April 27, 2026
Lo que nosotros vimos vs Franco 🥺🤳
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Tra un bagno di folla e l'altro, c'è stato spazio anche per un incontro speciale: quello con Lionel Messi. Un faccia a faccia privato, lontano dalle telecamere del marketing, che ha colpito profondamente il pilota Alpine. "È il sogno di chiunque, avrei aspettato ore pur di parlargli. Mi ha sorpreso: conosceva la mia storia, mi ha fatto domande tecniche e si è interessato a come sto andando. Ama l'Argentina e ama lo sport, è stato un momento che porterò sempre con me".
Ma il paddock non è solo emozioni, è anche cruda realtà di pista. Colapinto è tornato anche sull'incidente di Suzuka con Oliver Bearman, rivelando un retroscena amaro: "Gli ho mandato un messaggio subito dopo la gara, ma non mi ha mai risposto. Alla fine non è successo nulla di grave, fa parte delle corse, ma dobbiamo capire come rendere le corse più sicure senza correre rischi eccessivi. Chi sta dietro ha la percezione della velocità e delle manovre, ma credo che la responsabilità sia di entrambi. Io non mi sono mosso in modo aggressivo".
Ora però lo sguardo è rivolto a Miami, dove le previsioni meteo e le difficoltà tecniche legate al riscaldamento degli pneumatici promettono un weekend in salita. "Sarà impegnativo, specialmente se dovessimo partire sul bagnato. Quest'anno facciamo molta fatica a immettere energia nelle gomme all'inizio. È una sfida nuova ogni fine settimana, ma sono pronto".