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In cinque settimane può cambiare di tutto, e lo sa benissimo la Formula 1. Dopo più di un mese di pausa forzata per la cancellazione degli appuntamenti di Bahrain e Jeddah per la crisi in Medio Oriente, le monoposto sono pronte a tornare in azione. Ma le vetture che vedremo a Miami avranno un aspetto completamente diverso perché nelle sedi dei rispettivi team si è lavorato giorno e notte per arrivare pronti al Gran Premio della Florida. E a Maranello la SF-26 ha preso il biglietto in prima classe per questo primo anno del nuovo regolamento tecnico.
Sicuramente la natura di questa prolungata pausa ha un’origine nefasta per la crisi in Medio Oriente che ha reso impossibile per la Formula 1 correre in Bahrain e in Arabia Saudita, ma il lungo periodo di stop è servito alla categoria. Infatti, nei primi tre Gran Premi sono emerse le criticità del nuovo regolamento tecnico e la FIA, la FOM e tutti i team, in una continua comunicazione con i piloti, hanno varato dei correttivi che debutteranno ufficialmente questo weekend in pista a Miami. Il tempo a disposizione sarà pochissimo visto il format Sprint, anche se la Federazione ha approvato un’estensione della prima ed unica sessione di prove libere fino a 90 minuti, non i 60 canonici.
La Ferrari, a differenza degli altri team, ha avuto anche un ulteriore vantaggio perché pochi giorni fa ha avuto la possibilità di testare i correttivi in un filming day blindatissimo a Monza. Ma le novità non sono finite lì perché nella pausa a Maranello il lavoro è stato serratissimo. Nel silenzio della fabbrica, infatti, gli uffici dei tecnici sono stati un laboratorio a cielo aperto per ultimare gli sviluppi che avrebbero dovuto debuttare già in Bahrain. Inizialmente il programma era di scaglionare le novità tra Miami e il Canada, ma con la pausa forzata gli ingegneri sono riusciti a portarsi avanti con il lavoro per avere in Florida una SF-26 completamente rinnovata e aggiornata rispetto a quella vista finora.
Un assaggio di come sarà la vettura Charles Leclerc e Lewis Hamilton lo hanno già avuto al tempio della velocità brianzolo. Solamente a Miami - essendo stato un filming day e non una sessione competitiva - avranno una prova effettiva della bontà di questi pacchetti evolutivi che si concentrano principalmente sull’ottimizzazione dell’aerodinamica. Ogni area della SF-26 è stata evoluta, dall’avantreno al retrotreno. Come riporta Paolo Filisetti sulla Gazzetta dello Sport, l’ala anteriore che vedremo in Florida avrà novità a livello di flap e paratie laterali, con una diversa conformazione anche del profilo principale. Cambieranno anche le prese d’aria di raffreddamento dei freni, soprattutto per quanto riguarda gli sfoghi. La zona del divergente e il bordo di attacco del fondo presenteranno modifiche a livello di mini profili con la funzione di generatori di vortici.
Lo scopo principale dei tecnici di Maranello è quello di affinare l’aerodinamica della vettura, che parte già da una base molto solida. Ma il lavoro è stato di fino, coinvolgendo anche l’area del sottoquadro, ovvero il canale sotto il bordo inferiore delle fiancate. Il fondo è stato una delle zone di interesse della squadra capitanata da Loïc Serra, con aggiornamenti alla conformazione sia a livello del bordo laterale nella zona del profilo ad espansione, sia davanti alle ruote posteriori con differenti soffiature e profili che indirizzano il flusso verso il retrotreno. Le novità non si sono fermate qui perché, seppur non visibili, è stata modificata la base del diffusore ed il suo bordo di uscita. L’attenzione, però, è mirata soprattutto all’ala Macarena, l’ala che si ribalta che è tornata in azione proprio a Monza dopo un lungo periodo di gestazione e affinamento a Maranello per ridurre il tempo di apertura e chiusura dell’ala. L’obiettivo di questa soluzione innovativa - che ha destato vari sospetti e aperto nuovi orizzonti ad altri team come McLaren - è quello di ridurre la resistenza all’avanzamento, soprattutto sui rettilinei, oltre a un effetto positivo in termini di gestione dell’energia con un consumo ridotto.
L’evoluzione aerodinamica, però, non è l’unico aspetto su cui si è lavorato a Maranello. Accanto a queste modifiche, la Ferrari dovrà gestire i correttivi al regolamento tecnico, ma già a Monza ha avuto modo di gestire queste novità, insieme ad alcune modifiche al software di gestione dell’energia, indipendenti dai correttivi di Miami. Infatti, in attesa che la prima tranche di ADUO entri in azione, la Scuderia si è concentrata su una revisione degli algoritmi di ricarica della Power Unit diretta da Enrico Gualtieri. Non basterà a ridurre l’effettivo distacco dalla Mercedes che resta il punto di riferimento - dove solo l’ADUO potrà intervenire con effetti dopo Monaco - ma avrà comunque un impatto positivo visto che sia Leclerc che Hamilton si sono lamentati del comportamento della power unit, soprattutto in qualifica, con un’erogazione di potenza inaspettata in parti del tracciato. Per capire se questo mese di aprile passato in sede a lavorare sugli aggiornamenti della SF-26 avrà dato frutti, bisognerà attendere il verdetto della pista questo weekend a Miami.