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Bentornata Formula 1. Dopo cinque settimane di silenzio dai motori — se si esclude il ruggito del Nürburgring che Max Verstappen ha assaporato nuovamente di persona — il Circus si risveglia sotto il sole della Florida. Ma l'attesa per il Gran Premio di Miami 2026 non è solo per le luci di South Beach; è per capire se i correttivi tecnici al regolamento, varati in fretta e furia dopo le feroci critiche di Suzuka, riusciranno a restituire dignità alla guida.
Il quattro volte campione del mondo si presenta nel paddock con la solita aura di chi non ha filtri. Ha passato il mese di pausa tra le curve dell'Inferno Verde, preparandosi per la 24 Ore del mese prossimo, e il tema della sicurezza è tornato prepotentemente a galla dopo i recenti, tragici fatti nelle qualifiche NLS. Eppure, Verstappen non trema. "Non importa quanto siano sicure le auto”, riflette l'olandese. "Puoi colpire qualcosa con l'angolazione sbagliata e la sicurezza svanisce. C'è sempre una componente di sfortuna. Potrei tornare in hotel stasera, scivolare in doccia e rompermi l'osso del collo. Anche andare in bicicletta ad Amsterdam può essere pericoloso. Le corse sono così, a volte è solo sfortuna, per quanto sia terribile”.
Il focus però si sposta subito sulle novità tecniche che debuttano questo weekend. La FIA e la FOM hanno aperto le porte ai piloti, cercando un compromesso per salvare uno spettacolo che stava diventando troppo artificiale. Max apprezza il gesto, ma non grida al miracolo. "Il lato positivo è che abbiamo avuto ottimi incontri con la Formula 1 e la FIA”, spiega il tre volte iridato. "Spero sia un punto di partenza per il futuro, anche per quando non sarò più qui. Noi piloti abbiamo una buona sensibilità su ciò che serve per rendere la F1 un prodotto divertente. È un enorme passo avanti in termini di comunicazione, ma non cambierà il mondo. Al simulatore ho provato le modifiche: è un 'accontentiamoci'. Non è ancora ciò di cui abbiamo bisogno per spingere davvero al limite, flat out. Spero che per l'anno prossimo si possano fare cambiamenti davvero grandi”.
C'è poi il capitolo Red Bull, una squadra in piena metamorfosi. L'addio di "GP", Gianpiero Lambiase, è una ferita aperta, ma Max la gestisce con pragmatismo e rispetto per l'uomo dietro le cuffie che saluterà nel 2028, quando si unirà alla McLaren. "Abbiamo un rapporto onesto e aperto. Gli auguro il meglio, non c’è alcun risentimento. Se avesse rifiutato l'offerta che ha ricevuto sarei stato un idiota a trattenerlo: non si tratta solo di me, ma della sua carriera. In futuro troveremo una soluzione, anche se senza di lui non potrei guidare... o meglio, dovrei lavorare con qualcun altro”.
E mentre Stefano Domenicali dichiara che la F1 è in salute e che il regolamento non ha problemi, Verstappen rimane sulla sua isola di purezza agonistica. "Io parlo della purezza dello sport, di ciò di cui abbiamo bisogno noi piloti e di ciò che sentiamo in macchina. Ma capisco: è un business, oltre che uno sport. Per questo a volte diventa tutto così politico”. Miami è pronta, la pioggia minaccia la gara: "Speculiamo ora, vedremo domenica”.