F1. “Perché pensare a un piano B?”: Stefano Domenicali invita alla calma sul regolamento 2026. E di Max Verstappen dice…

F1. “Perché pensare a un piano B?”: Stefano Domenicali invita alla calma sul regolamento 2026. E di Max Verstappen dice…
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Il CEO della Formula 1 Stefano Domenicali si dice fiducioso della resa in pista del regolamento tecnico 2026. E di Max Verstappen, che aveva definito la F1 2026 una "Formula E sotto steroidi" dice...
20 febbraio 2026

“Perché dobbiamo sempre pensare a un piano B? Non vedo tutta questa negatività. A Melbourne saranno tutti focalizzati sul vincere la gara. Il primo sarà sempre il più veloce o il più fortunato. Non cambierà nulla, in questo senso”: Stefano Domenicali difende a spada tratta il nuovo corso tecnico della F1, con monoposto completamente riviste per la stagione 2026. Cambiamenti, questi, che secondo il CEO della F1 rappresentano “un’opportunità incredibile” di apprendimento per team e piloti.

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“È questo che rende la F1 diversa da ogni altro sport – ha spiegato Domenicali in una call con giornalisti selezionatissimi da tutto il mondo, compreso Automoto.it -. È una competizione in cui tutti i partecipanti hanno la possibilità di dimostrarsi i migliori in ogni condizione. Se dovesse essere necessario reagire, lo faremmo. Non parto con il panico, ma con una grande energia. Tanti fan, curiosi di capire, hanno già comprato i biglietti. Le polemiche ci saranno sempre, non solo nel nostro sport. E non trarrei conclusioni dopo la gara in Australia. Sarebbe prematuro”.

Secondo Domenicali, le critiche sono nell’ordine delle cose. “Come sempre, quando c’è qualcosa di nuovo ci si chiede che cosa stia succedendo. Bisogna restare calmi e avere un atteggiamento costruttivo, che è lo spirito dei piloti e dei team. Dobbiamo assicurarci che la FIA abbia gli input giusti nel caso in cui sia necessario migliorare gli elementi che sono al centro del dibattito nei debriefing degli ingegneri e dei piloti. Lo abbiamo visto nei giorni scorsi, l’evoluzione in pista è piuttosto significativa. Il dialogo è già proficuo. Le monoposto sono davvero belle, e il sound piacevole”.

“Dobbiamo sempre guardare le cose con gli occhi di chi assiste allo spettacolo. E in termini di rapidità, sono piuttosto sicuro che con lo sviluppo a cui stiamo già assistendo queste vetture saranno molto, molto veloci già alla fine della stagione”. E Domenicali ha voluto toccare con mano la nuova F1. “Voglio rassicurare i fan del fatto che questo è uno spettacolo incredibile. Sono stato a bordo pista per vedere le cose dal punto di vista dello spettatore e non ho ravvisato alcuna differenza. Sono auto veloci, con un bel sound. E se c’è qualcosa da cambiare bisogna che sia la FIA a intervenire. È il loro compito”.

“Abbiamo avuto una riunione incredibile della F1 Commission, con una discussione onesta sulle potenzialità di migliorare lo spettacolo, capendo la maniera più complessa in cui il pilota deve gestire la monoposto. Sono sicuro che sarà un altro anno incredibile. Non sento questa ansia. Bisogna stare calmi. Con un nuovo regolamento, c’è sempre la sensazione che tutto sia sbagliato. Mi ricordo il 2014, il 2022. Ma la F1 ha sempre provato che le migliori soluzioni tecniche aiutano i team a essere veloci e i piloti a fare il loro meglio”.

A proposito di piloti, Verstappen non è stato tenero con il nuovo corso tecnico della F1. E Domenicali rivela di aver parlato con il quattro volte campione del mondo. “È incredibile, e ha una maniera di dire le cose che lascia spazio a un certo tipo di interpretazione. Vi garantisco che Max tiene alla Formula 1 più di chiunque altro. Il nostro incontro è stato costruttivo. E ne avremo uno anche con la Federazione e i team, per sottolineare il suo punto di vista su quello che andrebbe fatto per mantenere lo stile di guida al centro senza cambiare l’approccio”.

Ha definito la Formula 1 2026 una Formula E sotto steroidi, Max Verstappen. Ma Domenicali rifugge i paragoni con la categoria 100% elettrica. “Con tutto il rispetto dovuto agli amici della Formula E – sottolinea Domenicali - parliamo di due dimensioni talmente differenti da non essere nemmeno paragonabili, in termini di gestione dell’energia, del sound, delle dimensioni, della velocità”. E in ogni caso, le osservazioni dei piloti secondo il CEO della F1 sono destinate a cambiare. “I commenti del quarto giorno in pista sono diversi da quelli del primo, e continueranno a evolvere. Sono abbastanza sicuro che a metà anno o a fine stagione avremo degli argomenti di discussione differenti. Va così in F1”.

A complicare le cose potrebbe pensare il fatto che le prime gare stagionali, Melbourne in testa, saranno complicate sul fronte della gestione dell’energia. Ma Domenicali non è preoccupato, e non vuole compiere passi avventati. “Avremo una riunione prima dell’inizio dell’anno per evitare reazioni eccessive. Il nostro percorso è appena iniziato. Se ci fosse qualcosa di utile da poter implementare subito, impiegheremmo lo stesso approccio aperto adottato dalla FIA e dai team nella condivisione dei dati”.

Quanto all’allarmismo dei team, Domenicali spiega che non si tratta di nulla di nuovo. “Con il cambio regolamentare del 2022, alcuni direttori tecnici sostenevano che le vetture sarebbero state più lente di sei, sette secondi. Non è stato così. E abbiamo visto cosa è successo nell’arco di pochi anni. Il mio stile è sempre prudente. Preferisco risolvere i problemi internamente, senza sottolineare aspetti che non interessano agli appassionati. Sappiamo che Max farà parte del futuro della F1. Ed è importante che lo ascoltiamo, così come tutti gli altri piloti di punta così rilevanti per il nostro sport”.

E che dietro a certe dichiarazioni dei team ci sia un intento di natura politica è nell’ordine delle cose nel Circus. “È così dall’inizio dei 76 anni della storia della Formula 1. C’è sempre una componente tattica, strategica, emotiva. Ci sono tanti spunti per il dibattito, soprattutto nell’immediatezza. Sono sicuro che tutte queste polemiche si affievoliranno e spariranno nel momento in cui bisognerà concentrarsi su quanti punti si possono cogliere in gara. Così vanno le cose in F1, e sarà così anche in futuro”.

Di una cosa Domenicali è sicuro. “Senza questo cambio regolamentare, Audi, Ford, Cadillac e Honda non sarebbero entrate in Formula 1. Una monoposto è fatta di un motore e di un telaio. Senza il propulsore, non si va da nessuna parte, come se non ci fossero le gomme. Non potremmo fare come i Flintstone. Questa è stata la genesi del regolamento tecnico. Il resto è evoluzione naturale. Alla fine dell’anno, nessuno si ricorderà di cosa stiamo parlando oggi”.

“Non dimentichiamo che i nostri 900 milioni di fan non si curano dei cavilli di cui stiamo parlando. A loro non interessano. L’importante è assicurare che ci siano belle gare, ottime opportunità di guida, una grande sfida che consenta ai piloti di dimostrare che sono i migliori. Se così non fosse, dovremmo intervenire immediatamente. Il resto è parte della natura della F1”. Una Formula 1 che ha cambiato pelle, e che mostrerà il suo nuovo volto il prossimo 8 marzo a Melbourne. Senza un piano B.

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