Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Lando Norris è tornato in pista a Sakhir per la seconda settimana di test prestagionali della Formula 1 2026. Il campione del mondo in carica si è detto soddisfatto dei progressi fatti dalla MCL40 rispetto alla prima sessione: “Abbiamo fatto passi avanti già dalla scorsa settimana. Ci sono arrivati piccoli aggiornamenti sulla macchina e stiamo continuando a testarli”.
“Abbiamo lavorato molto sul programma nostro, capendo meglio gomme, bilanciamenti, punti di forza e debolezze. Sappiamo dove dobbiamo concentrarci, anche se migliorare così tanto come vorremmo in questo momento è difficile”, ha aggiunto ancora il pilota. Norris ha sottolineato come il long-run rimanga un punto di forza della McLaren, ma ha ammesso che rispetto alla passata stagione il gap con Mercedes e Ferrari si fa sentire: “L’anno scorso avevamo un vantaggio in termini di passo, potevamo quasi guidare più lentamente in gara e poi spingere. Ora dobbiamo sforzarci di più per tenere il ritmo degli altri e questo porta a maggiore degrado. Ci sono cose che erano punti di forza e che continueranno a esserlo, ma è presto per questa macchina e c’è ancora tanto lavoro da fare sul bilanciamento e sull’efficienza complessiva”.
Il pilota britannico non ha voluto nascondere il fatto che le nuove monoposto siano diverse e più complesse da guidare rispetto al passato: “Le macchine sono molto diverse. Non sono così pure e belle da guidare come lo scorso anno, ma il divertimento e la sfida ci sono ancora. Non cambierei il mio lavoro per nulla al mondo. Condivido molti commenti fatti da Max Verstappen e dagli altri piloti: gran parte della guida ora è concentrata su gestire la batteria e meno su estrarre tutto dalla macchina. È un aspetto su cui la Formula 1 e la FIA stanno lavorando”. Nonostante il successo, Norris mantiene i piedi per terra e motiva il suo impegno non solo con la voglia di vincere, ma con la passione per il lavoro e per la squadra: “La mia motivazione non è solo il successo. Certo, amo vincere e stare sul gradino più alto del podio, ma ciò che mi spinge davvero sono le persone intorno a me, il team. Finché loro ci sono, nulla cambia per me”.