F1 2026. Mercedes nel mirino, Wolff attacca: “Motore e benzina illegali? Totale cazzata. Ora si inventano che sono negli Epstein Files?”

F1 2026. Mercedes nel mirino, Wolff attacca: “Motore e benzina illegali? Totale cazzata. Ora si inventano che sono negli Epstein Files?”
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Toto Wolff sbotta dal Bahrain: respinge le accuse su motore e carburante Mercedes e attacca le pressioni politiche del paddock, ironizzando persino sugli “Epstein Files”
19 febbraio 2026

La Formula 1 è scesa in pista a Sakhir per la seconda giornata della seconda settimana di test, ma il cronometro passa in secondo piano. Il vero tempo che scorre è quello politico. E in Bahrain la sensazione è chiara: la Mercedes è finita al centro del mirino. La F1 Commission ha avviato la procedura di voto online per modificare, dal 1° agosto 2026, le modalità di verifica del rapporto di compressione del motore endotermico: non più controlli a temperatura ambiente, ma con power unit surriscaldate fino a 130°, in condizioni operative reali.

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Una presa di posizione sostenuta dagli altri motoristi, dalla FIA e dalla FOM per chiudere quella che viene definita una “zona grigia” regolamentare. Una zona che, secondo il paddock, Mercedes avrebbe interpretato meglio degli altri. Dopo giorni di indiscrezioni, pressioni e retroscena, è stato Toto Wolff a rompere il silenzio. Ma prima, la pista. “È un sollievo aver iniziato i test e sentire che la macchina è competitiva. I piloti sono soddisfatti e al cronometro sappiamo di non essere lontani”. Subito, però, un avvertimento: con 10 kg di carburante si possono perdere tre o tre decimi e mezzo al giro, abbastanza per falsare ogni gerarchia. “Direi che al momento ci sono quattro squadre, i soliti nomi. E penso che facciamo parte del gruppo che può lottare davanti”. Tradotto: Mercedes c’è, e non di rincorsa.

Ma il vero nodo è politico. Sulla possibilità che la power unit possa superare il nuovo test operativo ad agosto, Wolff sceglie una linea apparentemente conciliante: “Non abbiamo ancora una decisione chiara. Dobbiamo spedire i motori a Melbourne tra due giorni: è una sfida”. Il riferimento al timing non è casuale. Poi il richiamo alla governance: “Dobbiamo fidarci del sistema. Siamo convinti che troveremo una soluzione insieme e dobbiamo seguire il processo della Formula 1. Che si resti con l’attuale regolamento o che passi l’e-vote della FIA, per noi va bene”.

Una serenità che però si incrina quando il discorso si sposta sulle pressioni politiche. “Sembra una tempesta in un bicchiere d’acqua”, taglia corto. E aggiunge: “Se i numeri che circolavano fossero stati veri, capirei perché qualcuno avrebbe combattuto. Ma alla fine non vale la pena. Non cambia nulla per noi”. La frase più pesante arriva subito dopo: “Se quattro altri motoristi mettono un’enorme pressione sulla FIA, che scelta abbiamo se non adeguarci?”. È qui che emerge la narrativa della Mercedes accerchiata. “Eravamo pronti anche ad affrontare una protesta a Melbourne. Ma è questo che vogliamo?”. La risposta resta sospesa, ma il messaggio è chiarissimo.

Ancora più netta la replica sulle voci legate al carburante Petronas, che non avrebbe ricevuto l’omologazione della FIA: “Ci è stato detto che il rapporto di compressione era illegale: totale cazzata. Assoluta cazzata. E ora salta fuori che il nostro carburante è illegale. Non so da dove venga questa storia. Forse domani inventeremo qualcos’altro. Magari esce che sono negli Epstein Files, che ne so, ma forse sono troppo giovane per esserci”. Un’ironia amara, quasi esasperata, che fotografa il clima nel paddock.

La Formula 1 è una meritocrazia. Abbiamo sviluppato un componente conforme al regolamento, confermato come tale, e poi tutti si mettono insieme e dicono che è illegale. I regolatori vengono messi sotto pressione. È così che dovrebbe funzionare? Filosoficamente non sono d’accordo. Ma è successo negli ultimi 50 anni. Questa volta siamo noi a ricevere il colpo”. Infine, la precisazione tecnica che chiude il cerchio: il controllo sia a freddo sia a caldo, secondo Wolff, non darebbe vantaggi a nessuno. “Il tentativo iniziale degli altri era misurare solo a temperatura massima, così da poter essere fuori regolamento a freddo. Così, invece, è un gioco equo per tutti”.

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