"Starebbe zitto come una mosca e non direbbe una parola”: Nelson Piquet Jr. gela il cognato Max Verstappen

"Starebbe zitto come una mosca e non direbbe una parola”: Nelson Piquet Jr. gela il cognato Max Verstappen
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Le parole di Nelson Piquet Jr. scuotono il paddock: una stoccata durissima al cognato Max Verstappen e una verità scomoda che riaccende il dibattito sul regolamento 2026 e sulla competitività Red Bull
19 marzo 2026

La nuova stagione di Formula 1 è iniziata nel peggiore dei modi per Max Verstappen. Solamente otto punti in classifica, frutto dell’ottava posizione in Australia. Fuori dalle posizioni che contano nella Sprint in Cina e, soprattutto, un ritiro al Gran Premio di Shanghai. Una situazione complicatissima per l’olandese con la RB22, una vettura che, per il momento, non gli permette di esprimere il potenziale intravisto nei test in Bahrain della power unit Red Bull-Ford. A rendere ancora più negativo il bilancio di Verstappen c’è il nuovo regolamento tecnico, che non riesce proprio ad andargli giù. Ma non tutti sono d’accordo, neanche nella sua stessa famiglia.

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Con una gestione dell’energia così preponderante nello stile di guida, fortemente modificato rispetto al passato, questa nuova era di vetture sta facendo storcere — e non poco — il naso al quattro volte campione del mondo. Dover pensare alla gestione dell’energia, infatti, limita il suo approccio, richiedendo adattamenti che non gli permettono di andare full-gas, di spingere, non solo in gara ma soprattutto in qualifica. E questo, a un pilota dall’anima racing come la sua, non piace per nulla. Non a caso, già nei test prestagionali in Bahrain, ci era andato pesante, definendo questa Formula 1 2026 una “Formula E sotto steroidi”.

Ma se quelle parole erano state pronunciate quando il livello in pista degli altri team non era ancora chiaro, quelle proferite successivamente sono state ancora più dure, perché ha avuto finalmente un riferimento effettivo di questa Red Bull, che per il momento sembra avere un grave problema con l’erogazione della potenza.

Vista la situazione, è normale che parli male delle regole 2026, ma se fosse al volante di una Mercedes starebbe zitto come una mosca e non direbbe una parola”, ha dichiarato senza peli sulla lingua Nelson Piquet Jr. al podcast Pelas Pistas. Il cognato di Verstappen, infatti, ritiene che il giudizio così negativo di Max sia principalmente dovuto alla scarsa competitività della RB22 più che alla natura del regolamento. Alla guida della vettura di riferimento di questo avvio di stagione - la W17 - il suo giudizio sarebbe stato di tutt'altra natura.

“Se chiedete a Max quale sia stato il miglior anno in F1, non vi risponderà quello in cui ha vinto all’ultima gara, ma quello in cui ha vinto con cinque gare d’anticipo, perché, se fosse per lui, vorrebbe vincere sempre. E per farlo serve avere la miglior macchina della griglia”, ha proseguito il cognato. In questo scenario, il malcontento di Max Verstappen appare quindi il risultato di un mix tra frustrazione tecnica e cambiamenti regolamentari che stanno ridefinendo profondamente la Formula 1. Ma, come sottolineato da Nelson Piquet Jr., il vero ago della bilancia resta sempre lo stesso: la competitività della monoposto. Perché, al di là delle critiche e delle difficoltà iniziali, nella massima categoria vale ancora una regola non scritta ma immutabile: i giudizi cambiano, ma solo quando si torna a vincere, come ha sottolineato anche Toto Wolff.

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