"Saresti stato pazzo a non farlo, ma oggi ne paghiamo il prezzo": Mekies svela il retroscena sulla crisi Red Bull nel 2026

"Saresti stato pazzo a non farlo, ma oggi ne paghiamo il prezzo": Mekies svela il retroscena sulla crisi Red Bull nel 2026
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La Red Bull soffre all'alba del nuovo regolamento tecnico 2026. Tra problemi di affidabilità della power unit Ford e una RB22 difficile da domare, Laurent Mekies racconta perché la scelta di lottare fino all'ultimo nel 2025 sta condizionando il presente di Verstappen: "Sapevamo che avremmo pagato un prezzo, ma siamo in modalità attacco"
8 aprile 2026

La stagione 2026 di Formula 1 è iniziata appena un mese fa ed è già costretta a un periodo di pausa forzato a causa della cancellazione delle tappe di Bahrain e Jeddah per la crisi in Medio Oriente. Un mese di stop che sarà utilissimo per i team in difficoltà con il nuovo regolamento tecnico, compresa la Red Bull. Con la nuova avventura da motorista insieme a Ford, la squadra di Milton Keynes ha dovuto fare i conti con un'affidabilità che, per il momento, sta facendo soffrire e non poco Isack Hadjar e Max Verstappen. A segnare questo inizio di mondiale, secondo Laurent Mekies, è stata proprio la folle corsa al quinto titolo dell’olandese nella passata stagione, con aggiornamenti portati coraggiosamente fino ad Abu Dhabi.

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Il nuovo ciclo tecnico non è iniziato al meglio per la squadra austriaca: problemi di affidabilità, criticità nell'erogazione di potenza della power unit marchiata Ford e una generale mancanza di ritmo. Tanti punti interrogativi che la Red Bull deve cercare di risolvere nel più breve tempo possibile per ritrovare la retta via in questa prima parte di stagione, sfruttando proprio la sosta forzata di circa un mese. Per il momento è Max Verstappen a pagare il conto più salato. Il nuovo regolamento tecnico non sembra proprio andargli a genio e le difficoltà con la RB22 non migliorano la situazione; il miglior risultato colto in queste prime tre gare è un sesto piazzamento in Australia, un contrasto netto e doloroso rispetto a come si è conclusa la scorsa stagione.

Le speranze per la Red Bull sono di riuscire a replicare la strepitosa rimonta del 2025. Dopo un inizio in salita, segnato dal cambio al vertice con l’addio di Christian Horner e l’arrivo di Laurent Mekies, la squadra aveva recuperato i deficit della prima metà dell’anno con aggiornamenti massicci arrivati dopo la pausa estiva. Il risultato era stata una rincorsa da circa 100 punti sugli alfieri della McLaren, con Verstappen capace di vincere sei delle ultime nove gare, Abu Dhabi compresa, arrivando a soli due punti dal campione del mondo in carica Lando Norris.

Ed è stata proprio questa lotta fino all’ultimo punto, l’ultimo sviluppo estremo che, per Laurent Mekies, ha segnato negativamente l’inizio di questo 2026. Dando il massimo per consentire a Max Verstappen di vincere il quinto titolo consecutivo, a Milton Keynes non sono riusciti a bilanciare perfettamente gli sforzi per il nuovo ciclo tecnico. Nessuno nel team voleva “abortire” la missione 2025 per lavorare sulla stagione da poco iniziata. “Il ritorno di Verstappen mi ha reso davvero felice per le ragazze e i ragazzi della squadra, perché l'anno scorso hanno avuto un inizio di stagione molto difficile”, ha commentato Mekies al podcast Beyond The Grid.

“La vettura non stava rendendo al livello sperato. La pressione era alta. Arrivi a metà stagione e ti ritrovi con un nuovo capo. Con i nuovi regolamenti in arrivo per il 2026, con i nuovi progetti per la power unit, c'erano tutte le ragioni del mondo per dire: 'Beh, sai cosa? Voltiamo pagina, il 2025 non ha funzionato. Concentriamoci sul 2026’. Saresti stato pazzo a fare qualcosa di diverso, a voler fare le cose in modo diverso. La verità è che nessuno a Milton Keynes voleva farlo. Nessuno voleva voltare pagina. Tutti volevano arrivare in fondo a quella macchina del '25, capire cosa non funzionava e cambiare le cose”, ha proseguito il team principal. “E sì, sapevano che ci sarebbe stato un prezzo da pagare in seguito, ma questo dimostra quanto sia profondo lo spirito combattivo della squadra. Tutti si sono impegnati al massimo per cercare di capire cosa ci limitasse, per trovare miglioramenti e soluzioni ai problemi che avevamo, assumendosi enormi rischi nel farlo”.

“Pensavamo e pensiamo ancora che fosse la cosa giusta da fare, perché ritenevamo che voltare pagina e guardare al 2026 sarebbe stato un po' come una facile via di fuga e un pio desiderio che l'anno prossimo sarebbe stato migliore, anche se non comprendevamo appieno quali fossero i limiti del 2025”, ha proseguito la sua analisi Mekies. “Non pensavamo fosse la strada giusta. Ora, ovviamente, il tempo e l'energia che abbiamo investito per lo sprint finale dello scorso anno hanno un impatto sul punto di partenza del 2026? Certo che sì. Certo, oggi ne paghiamo un po' il prezzo. Lo usiamo come scusa? No. Non siamo contenti del punto di partenza. Ma crediamo che supereremo queste difficoltà. Come abbiamo fatto l'anno scorso, comprenderemo appieno i nostri limiti. E questa squadra è stata bravissima a ribaltare le situazioni e quest'anno abbiamo un'altra possibilità di farlo”.

Questo trovarsi in bilico tra la corsa al titolo di Verstappen nel 2025 e l’avvento di una nuova era tecnica con Red Bull per la prima volta motorista, per Mekies non è un alibi da utilizzare. Questa stagione viene definita un “anno di transizione”, ma tutta la squadra è ancora profondamente in “modalità d’attacco”. “Cerchiamo di fare tutto il possibile per assicurarci che questo non sia un anno di transizione, nonostante l'entità della sfida e nonostante l'incognita della nuova power unit", ha affermato. "Vogliamo assicurarci di non essere in un anno di transizione. No. Non siamo affatto in quella situazione. Siamo in modalità attacco totale. Come abbiamo detto, non siamo contenti del punto di partenza. Ma se andate a Milton Keynes adesso, vedrete un'atmosfera elettrizzante in ogni singolo reparto. C'è una forte voglia di tornare il prima possibile ad avere una macchina più competitiva, a una posizione migliore. Ed è proprio questo che si percepisce oggi in fabbrica: la forte spinta a comprendere e sviluppare la vettura a sufficienza, in modo da poter superare lo sviluppo della concorrenza e risalire la china”, ha chiosato.

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