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Isack Hadjar scatterà dalla quinta posizione nella gara di domani a Silverstone. Una qualifica solida per il pilota della Red Bull sul tracciato di Silverstone, che è riuscito a mettersi alle spalle anche il compagno di marchio Max Verstappen,settimo, ma che lascia un retrogusto agrodolce. Se da un lato il risultato assoluto soddisfa il team, dall'altro distacchi e feeling tecnico evidenziano una cronica mancanza di passo sulla pista britannica.
Nel post-qualifica, Hadjar ha analizzato lucidamente la sessione, partendo proprio dal divario con la Mercedes di George Russell. "Se guardi il distacco da George, non credo che saremmo riusciti a prenderlo, quindi è stata una buona sessione. Sì, insomma, il quinto posto è il massimo del massimo. Va bene, e io mi sento bene con la macchina, è solo che ci manca un po' di passo ovunque. Non è che siamo lenti in un punto o velocissimi in un altro, ci manca solo un po' ovunque, è così".
Una delle note liete della giornata riguarda l'affidabilità e la gestione della power unit. Dopo i vistosi problemi legati al fumo e all'erogazione dell'ibrido riscontrati da Verstappen durante la Sprint Race, sulla vettura di Hadjar le cose sono andate decisamente meglio, segno che i tecnici hanno trovato la quadra in tempo per la sessione ufficiale. "Considerando quanto sia impegnativa questa pista, penso che l'erogazione sia stata piuttosto costante", ha spiegato il pilota. "Abbiamo fatto un lavoro decisamente migliore rispetto agli ultimi weekend, quindi da quel punto di vista è positivo".
Hadjar ha poi voluto spegnere sul nascere ogni accenno di polemica interna dopo il contatto ravvicinato avvenuto proprio nella Sprint con Liam Lawson. Nonostante la scuderia avesse spinto per una sanzione, il pilota francesa ha ridimensionato l'accaduto, blindando il rapporto con il neozelandese. "Vado d'accordo con lui e abbiamo solo avuto un momento ravvicinato. E non ho mai chiesto che venisse penalizzato, l'ha fatto la squadra, non io. Quindi c'è sempre un punto di vista, ma onestamente è tutto a posto."
La vera spina nel fianco in vista dei 52 giri di domani rimane la procedura di partenza. La vettura continua a mostrare un comportamento imprevedibile allo spegnimento dei semafori, alternando ottimi spunti a controprestazioni evidenti, senza che il team riesca a individuare una causa univoca tra pattinamento delle ruote o calo di giri del motore. "È un problema nuovo ogni volta", ha ammesso con una punta di frustrazione. "Ieri, per esempio, abbiamo fatto ottime partenze, quindi eravamo fiduciosi e oggi invece non c'eravamo proprio. È proprio questo il problema".