F1. Leclerc cambia "filosofia" e beffa Hamilton a Silverstone: la Ferrari c'è, ma Antonelli batte tutti

F1. Leclerc cambia "filosofia" e beffa Hamilton a Silverstone: la Ferrari c'è, ma Antonelli batte tutti
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  • Inviata a Silverstone, Regno Unito
Andrea Kimi Antonelli si è messo alle spalle le due Ferrari nelle qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna 2026 di Formula 1, la gara di casa di George Russell, che vede fantasmi, anziché affrontare la realtà. Charles Leclerc, invece, ha beneficiato di quello che ha definito un cambio di approccio filosofico
4 luglio 2026

Andrea Kimi Antonelli è filato più veloce del vento che lambiva Silverstone nelle qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna 2026 di Formula 1, ottenendo una pole position che lancia un messaggio importante al suo compagno di squadra, George Russell, che qui gioca in casa. Nulla l’ha fermato, nemmeno il fatto di aver colto il suo crono per primo. È il frutto del lavoro svolto al simulatore per andare a smussare gli angoli del suo approccio aggressivo allo sterzo e risultare più efficace nelle curve veloci di una pista castrata dal regolamento tecnico 2026, ma comunque sfidante.

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Rispetto alla sprint qualifying di ieri, la Mercedes sembra aver affinato le strategie in termini di gestione dell’energia, andando a recuperare quello che era lo svantaggio accusato nei confronti della Ferrari. Se il bandolo di questa matassa è stato trovato, non è così per Russell, che rimedia i soliti tre decimi abbondanti da Antonelli. L’inglese parla di una monoposto piantata sul dritto, non solo rispetto al compagno di squadra, ma anche alla McLaren motorizzata Mercedes. La sensazione, però, è che ci sia anche del suo.

Le dichiarazioni di Russell ci hanno ricordato quelle di Daniel Ricciardo ai tempi della McLaren. Invocava un cambio di telaio salvifico, quando invece il problema era la sua incapacità di adattarsi alle domande di una monoposto che non si sposava con il suo stile di guida. Che le vetture 2026 non facciano per un pilota come Russell, che fatica in condizioni di basso grip, è abbastanza evidente. Sta a lui capire come compensare, senza farsi sopraffare dai fantasmi sui problemi alla sua monoposto.

Se Russell resta invischiato nelle sue difficoltà, Charles Leclerc oggi ha ritrovato una buona forma, andando in una diversa “direzione filosofica”, come ha spiegato dopo la Sprint. E di filosofia, dopotutto, si tratta. Leclerc ha capito che cercare di replicare lo stile di guida Lewis Hamilton non è la via per uscire dal pantano in cui è finito. Meglio, invece, cercare di adattare il suo, per quanto non sia l’ideale per le esigenze di questo regolamento. Una rondine non fa primavera, ma il cambio di approccio è incoraggiante.

Leclerc già in Austria si era tenuto alle spalle Hamilton in qualifica, ma che ci sia riuscito a Silverstone, pista su cui il sette volte campione del mondo eccelle, è un segnale che può infondergli motivazione. Hamilton scatterà dalla seconda fila, con la voglia di prendere a morsi la pista su cui ha colto ben nove vittorie. Per farlo, dovrà essere più oculato con la gestione dell’energia rispetto alla Sprint, pur con la consapevolezza che la Rossa da questo punto di vista fatica più della Mercedes.

Sono Mercedes e Ferrari le prime due forze di una qualifica condizionata dal vento, fattore che va a complicare la gestione dell’energia, già delicata su una pista che vede le monoposto singhiozzare nella seconda parte del giro. Le folate che hanno schiaffeggiato Silverstone oggi scompongono le monoposto, andando a influire sull’algoritmo predittivo che regola l’erogazione della potenza. La pulizia di guida, delle traiettorie, è fondamentale per ridurre i consumi. E su una pista ingorda di energia, questo è un fattore chiave.

Pure un bilanciamento non ideale non aiuta, come dimostra il caso di Max Verstappen. Per nulla contento della sua Red Bull RB22, il quattro volte campione del mondo si ritrova alle spalle di Isack Hadjar, sempre molto efficace in qualifica. Non dipende solo da un set-up non azzeccato, ma anche dal motore della sua monoposto, talmente spompato sul dritto da aumentare i consumi, generando un circolo vizioso. L’erogazione della power unit di casa Red Bull ha una certa incostanza di fondo, e già in Austria in fase di accelerazione si erano visti singhiozzi molto fastidiosi, che causavano anche problemi di guidabilità, con la monoposto che pattinava. Qualcuno, però, ha faticato ancora di più.

Lando Norris si è prodotto nella spiegazione più avvilente per un pilota. Non ha commesso errori, il giro era buono. Ma la sua MCL40 era semplicemente lenta. Le caratteristiche della pista di Silverstone hanno esposto crudelmente i limiti di una monoposto che ha un tallone d’Achille che non c’entra con l’integrazione non perfetta della power unit. La MCL40 non genera abbastanza carico, e col vento in curva è anche peggio. E toccherà portare pazienza per vedere gli aggiornamenti giusti. Per ora Norris e Piastri vivono da comprimari, mentre Antonelli continua a sfrecciare veloce come una folata di vento, schiaffeggiando gli avversari.

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