F1. "Avrei preferito nel 2021...": Wolff punge la FIA su Abu Dhabi dopo il caos Safety Car a Silverstone. Sul problema di Antonelli e l'affidabilità Mercedes dice...

F1. "Avrei preferito nel 2021...": Wolff punge la FIA su Abu Dhabi dopo il caos Safety Car a Silverstone. Sul problema di Antonelli e l'affidabilità Mercedes dice...
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Toto Wolff usa il veleno per il finale di Silverstone: promuove la FIA ma lancia la stoccata sul 2021. Poi fa chiarezza sul misterioso guasto alla W17 di Antonelli e lancia l'allarme affidabilità in casa Mercedes
5 luglio 2026

Il verdetto di Silverstone lascia in dote alla Mercedes un retrogusto agrodolce, sospeso tra il sollievo per un podio ritrovato e il forcing d'orgoglio di un Antonelli che non vuole arrendersi alla sfortuna. Sotto il vento mutevole del Gran Premio di Gran Bretagna, le Frecce d'Argento hanno vissuto due gare speculari: da un lato la solidità di George Russell, secondo al traguardo nonostante una foratura lenta al posteriore che ha tenuto il muretto con il fiato sospeso; dall'altro il calvario di Kimi Antonelli, sedicesimo e masticato dagli eventi dopo aver accarezzato il sogno della vittoria.

Foto copertina: ANSA

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Il cedimento improvviso del copriruota sinistro a dieci giri dalla bandiera a scacchi ha spento le speranze del giovane talento italiano, impegnato fino a quel momento in una rimonta furiosa su Charles Leclerc. Con una W17 resa ingovernabile dal danno aerodinamico e strutturale, Antonelli ha scelto di restare in pista, lottando contro i mulini a vento e incappando in una penalità di cinque secondi per track limits che Toto Wolff spera ancora di poter cancellare. La Safety Car finale ha poi fatto il resto, azzerando i distacchi e condannando Kimi a un piazzamento che non rende giustizia al suo weekend.  Al termine della gara, Toto Wolff ha analizzato la complessa domenica inglese.

”È una gara decisamente agrodolce,” esordisce il Team Principal austriaco ai nostri microfini. "C'è la parte dolce rappresentata da George che, dopo così tanti giorni di sofferenza e un feeling mai sbocciato del tutto con la vettura in questo fine settimana, è riuscito a conquistare la seconda posizione. Dall'altra parte c'è Kimi: per lui oggi c'era in ballo la vittoria. Stava facendo passi da gigante verso Charles Leclerc nel finale. Personalmente non credevo che prenderlo fosse possibile, ma la mia intuizione era sbagliata: gli strateghi e i dati avevano ragione. Dicevano che lo avremmo ripreso a sei giri dalla fine grazie a un enorme vantaggio di gomma. Era tutto pronto, ma poi ovviamente abbiamo avuto il problema con il copriruota che si è rotto".

L'attenzione si sposta subito sulla caparbietà del pilota italiano, rimasto al volante nonostante una monoposto visibilmente danneggiata ed estremamente complessa da tenere in traiettoria. Una scelta coraggiosa che Wolff valuta con il senno di poi, conscio dell'importanza di ogni singolo punto in ottica iridata. "Se fosse dipeso solo da me, avrei preso la decisione di fermarlo a dieci giri dalla fine per motivi di sicurezza”, confessa Wolff. "Ma la sospensione sembrava a posto, e questo era il problema più grande. Kimi stava praticamente sopravvivendo di giro in giro, dicendo che poteva farcela. E alla fine, se riusciremo a cancellare quella penalità per i track limits, questi punti potrebbero rivelarsi decisivi per il campionato. Penso che per la FIA sia sempre difficile giudicare se un'auto ha subito un danno tale da dover rientrare obbligatoriamente. In questo caso credo che la vettura fosse sicura, c'era solo un elemento che rendeva davvero difficile curvare. Spero che accettino la situazione, ma non so ancora quale sarà l'esito. Stiamo esaminando la situazione per capire come evitare quella penalità".

Il danno sulla vettura numero #12 ha sollevato interrogativi di natura tecnica, che la squadra approfondirà direttamente in sede per evitare il ripetersi di simili anomalie. "Sembra che si tratti del condotto dei freni combinato con il copriruota fissato con il nastro”, spiega Wolff. "Qualcosa deve essersi incastrato lì dentro ed è per questo che la macchina non riusciva a curvare correttamente. Ho visto la vettura, ma non è ancora tutto chiaro. Riporteremo l'intera monoposto in fabbrica per smontarla completamente e capire davvero come sia potuto accadere, perché sia successo e per quale motivo abbiamo avuto conseguenze così gravi sulla guidabilità".

Non manca una battuta sul finale neutralizzato dietro alla Safety Car, un epilogo che ha scatenato polemiche per via di una comunicazione errata della Direzione Gara, poi corretta nelle battute conclusive. Wolff, con un pizzico di ironia, non perde l'occasione per un richiamo al passato. "Avrei preferito che una gestione della Safety Car del genere fosse avvenuta nel 2021; sarebbe stato più importante", ironizza il manager austriaco. "A parte le battute, è positivo che i regolamenti siano stati seguiti. A volte questo non regala il finale più emozionante possibile. Dal punto di vista dello spettacolo, tutti avrebbero amato vedere Lewis con le gomme soft contro di noi e magari in lotta con Leclerc. Ma questo è uno sport che fa spettacolo, e non il contrario. Quindi è un bene che la FIA abbia preso quella decisione. Gli errori accadono, le situazioni possono essere corrette, l'importante è che la regola sia stata applicata correttamente".

La prestazione di Russell restituisce fiducia al box Mercedes, specialmente dopo i problemi di velocità di punta riscontrati dal pilota britannico durante le sessioni del sabato. "George nel fine settimana ha sofferto di un problema in rettilineo. Non riuscivamo a vedere nulla dal lato della potenza del motore, quindi deve essere dipeso da una sorta di situazione meccanica legata all'assetto o a qualcos'altro. Di certo i dati confermavano che eravamo più lenti. Era molto difficile da identificare, ma oggi la situazione è decisamente migliorata, non lo abbiamo più visto. Ciononostante, è qualcosa che dobbiamo comprendere a fondo. Oggi George si è aggrappato a una vettura con cui non si sentiva a proprio agio. Poi Max ha avuto l'incidente, Lewis ha tentato il tutto per tutto per la vittoria ed è andata così. Speriamo che questo gli dia un po' di slancio positivo".

Infine, Wolff traccia un bilancio sull'affidabilità e sulla filosofia progettuale della squadra, chiamata a gestire una vettura velocissima ma talvolta fragile. "Abbiamo avuto troppi ritiri. Per il campionato costruttori e piloti questo è un aspetto che dobbiamo assolutamente controllare. Oltre ad avere un'auto al top e ottimi piloti, la solidità è stata un tema predominante. Tutti in fabbrica sono totalmente concentrati sulla risoluzione del problema. Siamo un'organizzazione orientata alle prestazioni: dal lato del motore vogliamo velocizzare tutto. Preferisco dover fare un piccolo passo indietro su qualcosa che è già ottimo e sistemare l'affidabilità, piuttosto che inseguire la performance pura. Finora abbiamo vinto sei gare su otto nella maggior parte dei casi. Preferisco di gran lunga avere una macchina veloce con qualche problema da risolvere, piuttosto che una vettura lenta e affidabile".

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