F1, “Dalle stelle al boccone amaro": il sogno spezzato di Kimi Antonelli nella domenica più dura a Silverstone

F1, “Dalle stelle al boccone amaro": il sogno spezzato di Kimi Antonelli nella domenica più dura a Silverstone
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Il fine settimana del GP di Gran Bretagna si trasforma in una dolorosa beffa per Andrea Kimi Antonelli. Dopo il trionfo nella Sprint Race, una rottura della sospensione sulla sua Mercedes spegne le speranze di vittoria, relegandolo in sedicesima posizione a causa delle penalità e dell'ingresso finale della Safety Car. Nonostante la sfortuna, il talento bolognese non perde la grinta.
5 luglio 2026

Una domenica da dimenticare per Andrea Kimi Antonelli sul circuito di Silverstone. Dopo un sabato incredibile, culminato con la splendida vittoria nella Sprint Race e un'ottima qualifica, il talento italiano della Mercedes non si aspettava certamente di concludere il Gran Premio di Gran Bretagna in sedicesima piazza.

Quella sul tracciato inglese è stata un’escalation di sfortuna per il pilota numero 12 delle Frecce d'Argento. Al via, il bolognese ha subito subito il sorpasso di Charles Leclerc, perdendo la leadership della corsa. Il vero calvario, tuttavia, è iniziato poco dopo a causa di un problema tecnico: la rottura di una sospensione ha causato un lungo in pista. Nonostante il grave inconveniente e una vettura visibilmente danneggiata, il giovane pilota è riuscito miracolosamente a riprendere la marcia, ma è sprofondato nelle retrovie. Il guasto ha reso l'auto instabile, portando Antonelli a superare più volte i track limits; infrazioni che gli sono costate 5 secondi di penalità. Dopo una striscia di risultati eccezionali, per il diciannovenne la tappa di Silverstone si è trasformata in una vera e propria beffa proprio sul più bello.

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Antonelli non ha nascosto il dispiacere per un potenziale enorme rimasto inespresso a causa dell'affidabilità. "A essere onesti abbiamo avuto una striscia incredibile con cinque gare e cinque vittorie di fila e probabilmente tutto stava andando fin troppo per il verso giusto. Poi abbiamo avuto tre ritiri in tre gare ed è ovviamente un boccone amaro da mandare giù. A Barcellona stavo correndo in seconda posizione, e qui a Silverstone stavo puntando alla vittoria: penso che avessimo una reale opportunità ed ero a distanza di tiro. È solo un peccato non aver avuto nemmeno la possibilità di provarci, ma va così. È andata in questo modo e la cosa più importante è che torneremo più forti".

Alla domanda su cosa passi per la mente di un pilota in quei convulsi giri in cui si tenta comunque di lottare per salvare il salvabile, magari un punto o due, pur sapendo che la macchina è compromessa, Kimi ha risposto con grande sincerità. "Non potevo crederci, perché le cose stavano andando di male in peggio. Quando sono uscito dopo l'ultimo pit stop l'auto era ancora in qualche modo guidabile; mi mancava tantissimo carico aerodinamico, ma pensavo comunque che la decima posizione fosse ampiamente alla portata nonostante i 5 secondi di penalità. Stavo allungando e penso che avrei guadagnato il distacco necessario sul resto del gruppo. Poi, purtroppo, è entrata la Safety Car e a quel punto ho capito che era definitivamente finita".

Con la gara congelata dalla Safety Car, tutti i distacchi si sono azzerati, rendendo impossibile per Antonelli scontare la penalità senza scivolare in fondo alla classifica. Un verdetto pesante, che però non cancella la velocità pura mostrata dal talento italiano durante tutto il fine settimana sul tracciato di Silverstone.

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