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Il fine settimana della McLaren sul tracciato di Silverstone si è rivelato estremamente complesso, salvato solo in parte dall'ottimo exploit di Lando Norris nella Sprint Race, chiusa in terza posizione. La domenica del Gran Premio ha però rimesso a nudo i limiti attuali del team di Woking: una gara in salita che ha visto Norris artigliare la quarta posizione alla bandiera a scacchi, mentre Oscar Piastri è rimasto escluso dalla zona punti, tagliando il traguardo in undicesima piazza.
La dea bendata ha indubbiamente giocato un ruolo cruciale nelle dinamiche di gara. Norris ha beneficiato del ritiro di Max Verstappen e dei problemi di Andrea Kimi Antonelli, capitalizzando ogni passo falso degli avversari. Sorte opposta, invece, per Piastri, la cui corsa è stata irrimediabilmente compromessa nelle prime battute dopo essere rimasto incolpevolmente schiacciato a "sandwich" tra le due Racing Bulls.
Al termine del Gran Premio, Lando Norris ha tracciato un'analisi lucida e a tratti severa del weekend, non nascondendo la consapevolezza di aver raccolto più di quanto il valore della vettura permettesse. "Ovviamente è stato un buon recupero rispetto a dove partivamo. C'è stata anche un po' di fortuna là fuori, sì, giusto un pizzico. Riassumendo, visto che è stato un weekend difficile dal punto di vista del passo, è comunque positivo aver portato a casa buoni punti. Se si considera quanto non ci si sentisse a proprio agio sulla vettura, prima del terzo posto nella Sprint, onestamente questo risultato è incredibile. Siamo stati fortunati, ma le corse consistono anche nell'arrivare al traguardo, nell'affidabilità e nel non commettere errori. Non so cosa sia successo a Max, a Kimi e agli altri, ma per me è stato un insieme di cose: una brutta partenza oggi, dopo l'ottimo spunto di ieri. Dobbiamo capire il perché”.
Oltre ai problemi in fase di stacco della frizione, il pilota britannico ha puntato il dito sul comportamento generale della sua MCL40, apparsa scorbutica e lontana dai livelli di efficienza mostrati nelle scorse settimane. "La macchina oggi non dava affatto buone sensazioni, in nessun modo. Abbiamo molto da migliorare: quasi non meritavamo di finire quarti, ma ci teniamo questo risultato e me lo tengo stretto. Sarebbe stato bello avere la possibilità di una bandiera verde alla fine e giocarcela per il podio senza la Safety Car. C'è un mix di emozioni: il lato positivo è il risultato, che alla fine è l'unica cosa che conta, ma il passo per ottenerlo non era decisamente buono”.
La parte più interessante dell'analisi di Norris si sposta poi sul fronte tecnico. Il pilota di Woking ha provato a spiegare se le difficoltà siano legate a una mancata comprensione del pacchetto o a limiti intrinseci dello sviluppo. "Alcuni problemi non riguardavano le novità, ma certe criticità erano dovute al fatto che le cose non funzionavano in modo lineare come dovrebbero. Per il resto, la macchina non ha abbastanza grip e carico aerodinamico, siamo un grande passo indietro rispetto agli altri. Non abbiamo aderenza al posteriore: non appena ti manca il grip dietro perdi fiducia, commetti più errori e di conseguenza si innesca tutto il resto".
Nonostante il campanello d'allarme, Norris non perde la fiducia nel muretto e nella factory, lanciando però un chiaro messaggio di urgenza in ottica iridata. "È una combinazione di tanti fattori, il mondo della Formula 1 non è facile. Ma sono ancora fiducioso che la squadra possa ribaltare la situazione: il team è in grado di costruire vetture vincenti e da campionato, quindi non sono preoccupato. Al momento è solo una corsa contro il tempo. Non mi considero affatto fuori dai giochi per il mondiale, non ancora, ma abbiamo bisogno di novità. Ne abbiamo bisogno adesso, non più tardi".
Se da un lato Lando Norris è riuscito a limitare i danni raccogliendo un bottino pesante, per Oscar Piastri la domenica sul tracciato di Silverstone si è trasformata in una vera e propria prova di sopravvivenza nelle retrovie. Vittima innocente di un contatto nelle primissime battute, il giovane pilota australiano ha dovuto fare i conti con una vettura danneggiata che lo ha relegato in fondo alla classifica per tutto il Gran Premio, vanificando un passo gara che, in aria libera, si stava rivelando piuttosto interessante.
Interpellato sulla dinamica dell'incidente al via che ha compromesso la sua corsa, Piastri ha spiegato l'episodio con la sua consueta lucidità. "Sono rimasto schiacciato a sandwich dalle due Racing Bulls mentre andavamo verso curva 6. Eravamo in tre affiancati sul rettilineo e, chiaramente, tre macchine in una sola curva non ci stanno".
Al netto dei danni aerodinamici che hanno spento ogni sua speranza di rimonta, l'australiano ha poi allargato lo sguardo sulle deludenti performance complessive della scuderia Papaya. Nelle scorse settimane le aspettative interne erano ben diverse, ma il verdetto della pista inglese ha ridefinito i valori in campo, complice anche una Ferrari tornata prepotentemente alla ribalta. "Ovviamente non siamo andati alla grande, ma lo sapevamo già da inizio weekend. Ritrovarci così tanto indietro è stato un po' una sorpresa per noi, ma per certi versi anche no. Ci aspettavamo che la Ferrari fosse veloce già in Austria e non lo è stata, quindi che si dimostrassero competitivi qui a Silverstone non è stata un'enorme sorpresa. Il fatto che siano riusciti addirittura ad andare a vincere la gara è stato un po' spiazzante, sì, ma sentivamo che in questo weekend erano decisamente un passo avanti a noi. Questo, al momento, è il punto in cui ci troviamo".