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La Formula 1 fa tappa a Spa-Francorchamps per il decimo appuntamento stagionale, il Gran Premio del Belgio 2026. Prima di recarsi nel cuore delle Ardenne, nella pausa di una settimana dopo la gara di casa a Silverstone conclusa con il podio, Lewis Hamilton ha debuttato ufficialmente sulla nuova pista di Madrid che il prossimo settembre diventerà la nuova casa del Circus in Spagna. Pochi giri – in occasione del Filming Day organizzato dalla Ferrari – sono stati completati dal numero 44 a bordo della SF-26, nonostante la molta polvere presente sul manto stradale, visti i lavori ancora in corso.
“Ho fatto veramente pochissimi giri perché era molto polveroso. Non riesco a capire cosa aspettarmi da questo nuovo circuito perché non c’era minimamente grip, visto che avevamo anche le gomme demo e c’erano 60° d’asfalto. Per il momento sembra un circuito perfetto per la qualifica, dato che ci sono pochi rettilinei. D’altro canto, per noi è stato un test difficile da decifrare proprio per questo”, ha dichiarato Hamilton, giunto a Spa-Francorchamps per il penultimo appuntamento stagionale prima della pausa estiva di tre settimane. Una pista dove il sette volte campione del mondo ha vinto ben cinque volte; solo un trionfo lo allontana dal record qui detenuto da Michael Schumacher. Un tracciato che sta molto a cuore ai piloti, ma che dal prossimo anno entrerà nel sistema di rotazione con Barcellona, anche quella una pista molto amata. Andando indietro nelle vittorie ottenute qui in Belgio, Hamilton ammette sinceramente di “non ricordarne alcuna, ma questa resta una pista che tutti noi amiamo. È una di quelle che i piloti adorano davvero, e penso che valga lo stesso anche per i tifosi. È sempre una grande esperienza correre qui, e il meteo è sempre molto variabile. Credo che questo sia un circuito che non dovrebbe mai mancare”.
In vista del weekend di gara alle porte, Hamilton ha rivelato di non aver più utilizzato – in particolare con la stessa frequenza – il simulatore. Un aspetto che si è rivelato essenziale nella sua preparazione ai Gran Premi, come dimostrato soprattutto dalla vittoria ottenuta a Barcellona, la sua prima con la Ferrari. E quando gli viene espressamente chiesto quanto lo abbia aiutato non utilizzarlo, Hamilton ammette: “Moltissimo. Ci ho provato per tutto lo scorso anno. Ma come ho già detto, quando ero in Mercedes, nei primi anni non lo usavo. Poi, man mano che continuava a svilupparsi, c'è stato un momento in cui abbiamo iniziato a utilizzarlo. Guido i simulatori dal 1997. Possono essere strumenti davvero potenti e utili, ma possono anche portarti sulla strada sbagliata. Ho riscontrato che l'anno scorso è stato particolarmente così. Negli anni precedenti, come dicevo, quando ero in Mercedes la situazione era molto, molto simile, ed è per questo che non lo usavo. Da quando ho smesso, le mie prestazioni sono nettamente migliorate”.
Tanti piccoli accorgimenti nella preparazione del weekend di gara da parte di Hamilton e del suo staff hanno aiutato a ridurre, almeno parzialmente, il chiaro deficit della Ferrari in questa prima metà di stagione nei confronti della Mercedes. Pesa in particolar modo la mancanza di potenza del motore endotermico rispetto alla power unit della Stella, e su una pista come Spa questo problema non può che essere amplificato. “È piena di curve d'appoggio e avvallamenti. Siamo andati a Silverstone pensando che saremmo stati molto più indietro in termini di potenza. Invece siamo stati veloci nelle curve, quindi è andata molto meglio del previsto. Veniamo qui senza sapere bene cosa aspettarci, se non che la pista ha il 50% di rettilinei in più. Credo che nell'ultima gara ci fosse ancora un divario di circa tre o quattro decimi. Mi aspettavo qualcosa di più, ma stiamo facendo tutto il possibile”. Sicuramente la differenza più importante verrà fatta dagli sviluppi che la Ferrari sta apportando con cadenza regolare in pista. “Per quanto riguarda gli aggiornamenti, sono davvero orgoglioso della squadra, stiamo continuando a spingere per ottimizzare la macchina. Apportiamo piccole modifiche ogni settimana, il che è fantastico. Invece di avere un unico pacchetto di aggiornamenti che arriva diversi mesi dopo, ogni fine settimana miglioriamo piccoli dettagli non appena troviamo qualcosa”.
Correre a Spa-Francorchamps con questo nuovo regolamento tecnico comporterà inevitabilmente un modo di gestire la gara completamente diverso dal passato, con una chiara attenzione alla gestione dell’energia. “Sicuramente non è più soddisfacente come una volta”, ha spiegato Hamilton. “C'è ancora probabilmente la metà dei circuiti in cui non si riesce a sorpassare stando in scia. E poi ci sono quei circuiti fantastici dove si vede ancora una bella lotta e molto si decide in frenata, che è come dovrebbe essere. Qui invece vedi macchine senza potenza a metà rettilineo e sorpassi che avvengono così. Per quanto riguarda l'adattamento, si tratta più che altro di capire quanta batteria hai a disposizione. Se la usi per sorpassare, gli altri avranno la potenza per risorpassarti subito dopo. Devi cercare di essere molto strategico”. Altri piloti sono molto critici in merito, come Bearman, che ha rivelato che, a differenza del passato, attende ora con più ansia gare come l’Ungheria rispetto a Spa-Francorchamps, che rischia di perdere il suo fascino. Ma Hamilton non è d’accordo con il collega di casa Haas: “No, per me è l'esatto contrario. Queste sono le piste che attendo con ansia, anche se fatichiamo con la potenza e siamo lenti in curva 5 e curva 18. Monaco è un posto splendido, un paese bellissimo. Una pista incredibile per un giro di qualifica, non importa quale vettura guidi. Ma è la gara meno divertente in assoluto, perché non si può sorpassare. Personalmente, la mia emozione non è la qualifica, è la gara. È lottare con gli altri, il duello ruota a ruota, il dover cercare di superare e giocare d'astuzia con i piloti contro cui corri. Mettere pressione, difendersi, tutto quel genere di cose. Questo è il motorsport, questo è ciò che preferisco. Quindi, quando vai a correre e non puoi farlo, non è il massimo della soddisfazione”.
Nel paddock belga, l’argomento centrale è il futuro di Max Verstappen in Red Bull. Un turbinio di speculazioni vorrebbe vedere l’olandese in McLaren a partire dal prossimo anno, voci che lo stesso Max non ha voluto confermare o smentire. A dire la sua c'è anche Lewis Hamilton. “Non ne ho sentito parlare molto, quindi non ne so granché”, ha ammesso il numero 44 riferendosi alle voci di mercato. Ad Hamilton è stato espressamente chiesto quanto sia difficile dire addio a una squadra dopo oltre dieci anni per una nuova avventura, come ha fatto lui lasciando la Mercedes per la Ferrari. “È diverso per ognuno. Io guido una Ferrari che ho portato alla vittoria fin da subito. Può essere impegnativo, ma non posso prevedere come sia per gli altri. Per me è sempre stata una curva di apprendimento ripidissima ed entusiasmante”.