“A Imola parlavano solo della F1”: la stoccata di Domenicali che gela il WEC e infiamma la polemica

“A Imola parlavano solo della F1”: la stoccata di Domenicali che gela il WEC e infiamma la polemica
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Stefano Domenicali rivendica il primato della Formula 1 anche nel weekend del WEC a Imola: "Tutti parlavano di Kimi Antonelli". Una dichiarazione destinata a far discutere, tra numeri da record e critiche al nuovo regolamento
24 aprile 2026

La nuova stagione di Formula 1 ha preso ufficialmente il via più di un mese fa, ma dopo i primi tre appuntamenti il calendario ha subito un brusco stop. La cancellazione dei Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita, causata dalla crisi in Medio Oriente, ha imposto una pausa forzata: una contingenza nefasta che, tuttavia, paradossalmente ha giovato alla categoria. Nelle prime gare, infatti, sono emersi i punti nevralgici del nuovo regolamento tecnico, permettendo a FIA, FOM e team di lavorare in sinergia con i piloti per correggere la natura delle corse. In questo scenario di transizione, Stefano Domenicali scende in campo per difendere a spada tratta lo spettacolo in pista.

Foto copertina: ANSA

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Penso che non si tratti di risolvere un problema. La Formula 1 non ha problemi, è in ottima forma, giusto per chiarire a tutti questo punto”, ha dichiarato il CEO della Formula 1 ai colleghi di The Race, tracciando lo stato di salute della categoria. “La stragrande maggioranza dei fan è stata, fin dall'inizio, molto positiva riguardo a ciò che ha visto in termini di azione”. Una risposta netta alle critiche di chi ritiene che la F1 stia perdendo interesse, specialmente tra i giovanissimi. “È nella natura della F1 discutere e cercare di migliorare, ma questo non dovrebbe essere il centro dell'attenzione per i tifosi”.

Le modifiche al regolamento, però, nascono da necessità concrete. La nuova guidabilità delle vetture non convince, ma la sicurezza resta la priorità. L’incidente tra Bearman e Colapinto – fortunatamente senza conseguenze, ma caratterizzato da un pericoloso delta di velocità – è stato l’ultimo monito: il regolamento andava corretto. Lunedì scorso sono stati varati dei correttivi che verranno approvati tramite voto elettronico per entrare in vigore già a Miami, la prossima settimana. Interventi che potrebbero non essere gli ultimi, mentre la F1 raccoglie dati su piste diverse per affinare le norme in ottica futura.

ansa

L'approccio non cambierà, ma ora l'attenzione deve concentrarsi su ciò che va fatto”, ha proseguito Domenicali. “Team, piloti e FIA devono coordinarsi per capire cosa succederà nei prossimi due anni”. Eppure, un quesito aleggia nel paddock: la complessità tecnica rischia di alienare il nuovo pubblico? Il timore è una perdita di appeal che si tradurrebbe in un danno economico. “È molto semplice: basta controllare. Abbiamo il tutto esaurito a ogni gara, è incredibile”, ribatte Domenicali. Va ricordato, però, che i biglietti vengono venduti con un anno di anticipo, prima ancora che le vetture 2026 toccassero l'asfalto. “No, no, no. Anche adesso va tutto bene. Non vedo questa negatività, i numeri reali sono positivi. State entrando troppo nella mentalità ingegneristica: le persone vogliono azione e il contesto giusto per lottare per qualcosa”.

Il CEO ha poi lanciato una stoccata ai mondi del Gran Turismo e del WEC. Domenicali ha commentato: “Sono rimasto affascinato da chi diceva: 'Ah, ora c'è molta attenzione sul GT'. Sì, ma Max Verstappen è un pilota di F1 e attira attenzione. Kimi Antonelli? Corre per la Formula 1. A Imola tutti parlavano di lui”. Un’analisi che però scontra con la realtà del Santerno: i 90.000 tifosi accorsi lo scorso weekend cercavano il fascino dell'Endurance, non Antonelli (annunciato come starter solo 24 ore prima). Per Verstappen il discorso è speculare, data la sua partecipazione già confermata alla 24 Ore del Nürburgring.

La F1 è ancora un faro che ispira. Guardiamo al quadro generale e alla traiettoria più ampia”, ha concluso Domenicali, pur ammettendo una lezione appresa riguardo alle lamentele pubbliche di piloti come Verstappen e Norris. “Ci si è concentrati troppo sui commenti di certi piloti, alimentando discussioni tra i fan accaniti. È una lezione che abbiamo imparato: queste cose andavano gestite diversamente. Il cambiamento era necessario per mantenere la F1 rilevante nell'ecosistema del motorsport. Forse l'attenzione di chi è responsabile si è concentrata sulla cosa sbagliata, dimenticando la genesi di tutto”.

Se da un lato la visione di Domenicali punta tutto sulla forza del brand F1 e dei suoi protagonisti, la realtà dei 90.000 di Imola racconta una storia diversa. Il pubblico dell'Endurance non cerca il singolo "personaggio" da copertina, ma la sfida tecnologica e umana che solo una gara di durata sa offrire. In un momento in cui la Formula 1 si interroga sulla propria identità tra regolamenti complessi e timori di perdita d'appeal, il WEC risponde con la semplicità della passione per i marchi e per la resistenza. Forse, più che una stoccata, quella di Domenicali è la difesa di un modello che teme la concorrenza di un romanticismo motoristico che la F1 rischia di dimenticare.

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