F1. Russell e la crisi Mercedes: "Ispirato da Ronaldinho e Nadal, a Barcellona cancello i dati e guido di istinto"

F1. Russell e la crisi Mercedes: "Ispirato da Ronaldinho e Nadal, a Barcellona cancello i dati e guido di istinto"
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Sprofondato a -68 punti da Kimi Antonelli dopo il disastro di Monaco, George Russell affronta la vigilia di Barcellona con una nuova filosofia: stop all'ossessione per i dati, supporto psicologico e l'ispirazione che arriva da Nadal e Ronaldinho per ritrovare il talento perduto
11 giugno 2026

Alla vigilia del Gran Premio di Barcellona, l'aria all'interno del paddock della Formula 1 è densa di tensione, ma per George Russell il Montmeló rappresenta soprattutto un bivio psicologico. Il pilota britannico è reduce da un inizio di stagione 2026 a dir poco tormentato, culminato nei passaggi a vuoto di Canada e Monaco, dove è rimasto a secco di punti per due weekend consecutivi. Nel Principato, in particolare, il tredicesimo posto finale è stato il frutto amaro di un drive-through arrivato per non aver scontato una penalità in pit-lane, una mazzata che lo ha allontanato brutalmente dal compagno di squadra Kimi Antonelli, ora distante ben 68 punti in classifica. Una forbice che farebbe tremare i polsi a chiunque, soprattutto considerando che a Montecarlo il distacco cronometrico da Antonelli, prima della Safety Car, aveva toccato l'umiliante soglia dei 70 secondi.

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Eppure, l'approccio di Russell all'appuntamento spagnolo non è quello di un uomo rassegnato, bensì di un pilota che ha deciso di resettare tutto, quasi per istinto di sopravvivenza sportiva. Tornando sull'episodio della pit-lane a Monaco, il britannico ammette: "È molto frustrante quando qualcosa che sembra totalmente fuori dal tuo controllo e da quello del team finisce per distruggerti completamente il weekend. Ad essere onesto, non ho cercato una spiegazione personale perché ormai è storia e non posso farci nulla". Proprio per questo motivo, Russell rivela il retroscena del colloquio via radio durante l'interruzione della corsa: "Stavo supplicando la FIA durante la bandiera rossa di non farmi scontare quel drive-through e di penalizzarmi almeno dopo la gara, se lo ritenevano giustificabile, perché una volta scontata la penalità non si torna più indietro".

La chiave per superare questo momento difficile è una profonda analisi supportata dal lavoro mentale: "Ogni settimana parlo con il mio psicologo del rendimento, lo faccio da sei anni. Non è una novità, ma è sempre fantastico parlare con qualcuno di ciò che provi, di come superare quelle emozioni e capire se riflettono davvero le tue prestazioni". È un esercizio di oggettività matematica e psicologica: "Se fossi dietro di 60 punti in campionato in base alle mie prestazioni, sarei in un posto decisamente peggiore rispetto a dove mi trovo oggi. Essere dietro di 60 punti quando almeno 45 di questi erano fuori dal mio controllo cambia tutto. Se fosse stata una stagione pulita, o semplicemente neutrale, penso che avrei tre podi in più a mio nome, sarei salito sul podio in cinque gare su sei, forse avrei un paio di vittorie e due vittorie su tre nelle Sprint".

Per ritrovare la rotta, il pilota della Mercedes ha scelto di ispirarsi ai grandi dello sport, citando due icone assolute: "Recentemente ho guardato il documentario su Rafa Nadal e anche quello su Ronaldinho. Sono piuttosto contrastanti, ma si tratta di due grandi e non è che per loro sia stato tutto semplice in ogni torneo, in ogni partita o in ogni stagione. Ronaldinho era il mio eroe, non mi rendevo conto che avesse vissuto così tanti anni e partite di sofferenza. Ricordiamo sempre e solo i momenti migliori di questi grandi campioni, ma tutti attraversano questi periodi".

Dal punto di vista tecnico, Russell fa un passo indietro rispetto alle lamentele di Monaco sulla guidabilità delle vetture 2026 e sulle nuove coperture: "Gli pneumatici sono decisamente diversi quest'anno a causa delle pressioni che ci vengono prescritte, sono le più alte mai avute in Formula 1. Ma c'erano anche a Melbourne, in Cina e in Canada, dove ho fatto un'ottima prestazione. A Monaco sono stato probabilmente un po' troppo duro e ho parlato sull'onda del momento, non avevo molta fiducia. Questa settimana vado in pista a mente sgombra, non voglio farmi intrappolare troppo dai dati, guiderò seguendo l'istinto. L'anno scorso non guardavo quasi mai i dati, salivo in macchina e guidavo forte, e funzionava".

Il campionato è ancora lunghissimo e Russell non vuole farsi distrarre da una rincorsa ossessiva: "C'è ancora molta strada da fare, ma non voglio lasciarmi catturare dal rincorrere il sogno. Voglio solo che venga verso di me, e lo farà se affronto la stagione gara per gara. Ecco perché dico che la pressione è svanita. Ho ricevuto un messaggio molto diretto da Susie Wolff domenica sera, mi ha ricordato che abbiamo completato solo il 23% della stagione. Ho dovuto persino controllare le mappe perché non ci credevo! È pazzesco, manca tantissimo e succederanno molte cose". Anche sul piano umano, la stabilità non manca: "Toto è stato eccezionalmente di supporto in questo periodo, non credo che il nostro rapporto sia mai stato così stretto, a essere onesti. Per me la battaglia è con me stesso, ora sono solo entusiasta per queste prossime tre gare su piste tradizionali".

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