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Il paddock di Barcellona si riaccende sotto il sole della Catalogna, ma l'atmosfera in casa Red Bull è tutt'altro che rilassata. Max Verstappen si presenta al Montmelò con il peso del ritiro al primo giro di Monaco e, soprattutto, con il polverone sollevato dalle indiscrezioni sull'ADUO. Le voci che indicano la power unit di Milton Keynes come il punto di riferimento assoluto per il motore endotermico hanno colto di sorpresa il team, che ha già chiesto alla FIA di verificare l'accuratezza delle misurazioni.
Il quattro volte campione del mondo non si nasconde e affronta subito la questione tecnica che sta agitando il dietro le quinte della Federazione. C'è orgoglio per il lavoro svolto a tempo di record dalla divisione Powertrains, ma anche una profonda perplessità per una leadership che il pilota non avverte in pista. "Per noi è stato solo una sorpresa quello che è emerso", ammette Verstappen senza troppi giri di parole. "Siamo rimasti tutti un po' sorpresi dalle conclusioni. Immagino sia per questo che ora stiamo parlando con la FIA, per capire cosa sia successo e come siano arrivati a quel verdetto. Non c'è molto altro da aggiungere, credo stiano analizzando proprio questo. Dal mio punto di vista, non sono coinvolto giorno per giorno in queste cose, quindi penso sia meglio chiedere a qualcun altro quanto siano accurate le misurazioni. Noi siamo solo sorpresi da ciò che è venuto fuori".
"Sul fronte del motore, tutti i costruttori vogliono essere i migliori", continua l'olandese, analizzando la crescita del progetto Red Bull. "È una sensazione ambivalente al momento. Dall'esterno si potrebbe dire 'sì, è fantastico', ma noi siamo sorpresi perché non ci sentiamo i migliori. Ciò che hanno fatto a Milton Keynes è super impressionante, se guardiamo i dati non siamo assolutamente i peggiori là fuori ed è incredibile il livello raggiunto in un arco di tempo così breve. Certo, abbiamo ancora qualche problema di affidabilità, ma nel complesso è bello farne parte e vedere la spinta delle persone, la loro dedizione. Non sono mai soddisfatti, e io non sono mai soddisfatto. Siamo ugualmente delusi quando le cose vanno storte. Quindi sì, in un certo senso siamo orgogliosi, ma siamo anche un po' confusi dall'essere improvvisamente dipinti come i migliori, perché non ci sentiamo così".
Il weekend spagnolo rappresenta un banco di prova cruciale per la RB22, specialmente dopo le fatiche monegasche e un inizio di stagione che ha evidenziato inaspettati punti deboli sui circuiti da alto carico e curve veloci. Barcellona, con il suo layout da sempre giudice supremo dei valori aerodinamici, dirà la verità sulla reale competitività della vettura. "Le ultime gare che abbiamo disputato erano forse su tracciati con curve a bassa velocità. Per noi Barcellona è un appuntamento davvero importante per capire a che punto siamo con le curve ad alta velocità. Finora, quest'anno, non siamo stati particolarmente brillanti in quel settore. Lo sappiamo, quindi speriamo di poter essere più competitivi qui rispetto ad alcune delle gare precedenti. Sarà di nuovo un fine settimana in cui bisognerà 'guidare più lentamente per andare più veloci', fondamentalmente per via della gestione dell'energia. Ovviamente, dopo Monaco, non è quello che desideri, ma sapevo che sarebbe arrivato. Al tempo stesso renderà le cose un po' complicate, specialmente in qualifica".
Il ritiro nel Principato ha bruciato, ma Verstappen chiarisce che la rottura della power unit faceva parte di un rischio calcolato, legato alla gestione della rotazione delle unità: "Sapevamo che c'era quel rischio. Sfortunatamente è successo appena prima del momento in cui avremmo comunque sostituito il motore, dato che ero ancora sul primo. Quindi sì, ora dovrebbe andare meglio. Per quanto riguarda gli obiettivi del weekend, penso che per noi la cosa più importante sia verificare come si comporta la macchina nelle curve ad alta velocità. Solo dopo potremo fissare dei traguardi. Sappiamo di aver avuto problemi in quel settore in passato, quindi dobbiamo prima risolverli. Abbiamo cambiato parecchie cose sulla vettura negli ultimi fine settimana, ma non so ancora quanto saremo competitivi".
Tra le tensioni tecniche e le domande di mercato, a cui Max risponde con un laconico "se ci saranno novità su ciò che farò, ve lo farò sapere", c'è spazio anche per una nota di colore e di rispetto generazionale verso i giovani talenti del motorsport, con un pensiero speciale rivolto a Kimi Antonelli. "A quell'età, fare quello che sta facendo e cercare di trovare anche la costanza è davvero impressionante", commenta Verstappen, ricordando i suoi esordi da teenager. "Anche quello che ha fatto a Monaco, a quell'età, è piuttosto dura, specialmente in qualifica con la pressione di dover piazzare certi giri. Sono felice per lui, è un grande talento. Sapevo che sarebbe arrivato. Ovviamente in una stagione da rookie devi fare degli errori, ma il punto è come impari da essi, e penso che lui lo stia facendo molto bene. Riguardo ai paragoni, penso che lo abbia già menzionato lui stesso e anche suo padre: è importante essere semplicemente se stessi e non guardare gli altri o cercare di essere come qualcun altro. Lui lo sa, deve fare tutto a modo suo, perché è così che si cresce. Penso sia fondamentale essere la stella di sé stessi”.