"È un rischio per l'integrità della F1": Zak Brown attacca i team Red Bull e Ferrari-Haas e svela il futuro di McLaren con Lambiase

"È un rischio per l'integrità della F1": Zak Brown attacca i team Red Bull e Ferrari-Haas e svela il futuro di McLaren con Lambiase
Pubblicità
"Vantaggio sportivo e finanziario sleale". Zak Brown punta il dito contro i team satellite e spiega perché l'arrivo di Gianpiero Lambiase sarà la chiave per migliorare il lavoro di Andrea Stella in McLaren
23 aprile 2026

Zak Brown si è fatto notare nel paddock negli anni per non essere un tipo da giri di parole, specialmente quando sente che il campo da gioco della Formula 1 non è più livellato. Il CEO della McLaren ha deciso di rompere gli indugi su uno dei temi più divisivi dell’ultimo decennio del paddock: la multiproprietà dei team e quelle alleanze tecniche che, a suo dire, minacciano le fondamenta stesse della competizione. "È stata una grande discussione nell'ultimo Patto della Concordia - ha rivelato - Ho scritto alla FIA e alla Formula 1 l'anno scorso su questo argomento perché vediamo accadere cose in continuazione e le segnaliamo. Penso che ora ci sia un livello più alto di consapevolezza e di sorveglianza da parte della FIA".

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Il punto di partenza è una coerenza che Brown rivendica con forza: "Non è cambiato affatto. Penso di essere stato coerente. Questa è ora la mia nona o decima stagione. Penso che dovremmo allontanarci dai team A e B il più possibile, il più velocemente possibile". Per il manager americano, il modello attuale è un anacronismo pericoloso: "Capisco come e perché sia nato, ma al giorno d'oggi questo è permesso in quasi tutte, se non in tutte, le principali forme di sport. Penso che corra un rischio reale di compromettere l'integrità della correttezza sportiva, che è ciò che allontanerebbe i tifosi: se non sentono che ci sono 11 team indipendenti".

L'accusa di Brown si fa circostanziata citando casi eloquenti come Racing Bulls e Red Bull: "Sono stato esplicito fin dal primo giorno. Lo abbiamo visto giocare in pista in modo sportivo: Daniel Ricciardo che ci toglie il punto del giro veloce per aiutare l'altra squadra”. Il riferimento del CEO della McLaren, protagonista di una round table con una ristretta di giornalisti, tra cui noi di Automoto.it, è al Gran Premio di Singapore 2024. L’australiano della Racing Bulls, alla sua ultima apparizione in Formula 1, si è portato a casa il punto - ora non più assegnato - del giro veloce favorendo la lotta al quarto titolo di Max Verstappen contro Lando Norris

Nonostante le critiche, Brown riconosce un parziale cambio di rotta: "Sono felice di vedere, a dire il vero, che la Racing Bulls e la Red Bull non sembrano la stessa macchina. Ho avuto queste conversazioni con Laurent Mekies. Non me la sto prendendo con lui in particolare, ma è l'unico che si trova a gestire due team (come gruppo, ndr). È stato molto aperto e trasparente, dicendomi: 'Ehi, se vedi qualcosa, parliamone'. Penso che loro riconoscano la situazione e non vogliano forzare troppo la mano".

Tuttavia, non è solo una questione di punti, è una questione di uomini e proprietà intellettuale. Brown punta il dito contro i movimenti sospetti di personale che eludono le normali logiche di mercato che prevedono lunghi periodi di gardening: "Abbiamo visto dipendenti spostarsi da un giorno all'altro, dove noi invece dobbiamo aspettare e a volte fare accordi finanziari, il che poi ci impatta nel cost cap. Quindi, quando vedi altri team che si spostano da uno all'altro, e per di più senza compensazione finanziaria, quello è un vantaggio finanziario sleale. È un vantaggio sportivo sleale”. Caso eloquente è l’attesa di quasi due anni - “non arriverà prima del 2028” recita il comunicato - del passaggio in McLaren di Gianpiero Lambiase.

Il CEO della McLaren non risparmia nessuno, allargando il raggio d'azione anche ad altre collaborazioni: "Abbiamo visto Ferrari e Haas muovere persone avanti e indietro. Sappiamo che la proprietà intellettuale è molto nella tua testa". Il paragone utilizzato per spiegare il pericolo della multiproprietà è calcistico e fulminante: "Potete immaginare una partita di Premier League con due squadre di proprietà dello stesso gruppo? Una sta per retrocedere se perde, l'altra può permettersi di perdere. Ed è questo il rischio che corriamo. Penso che avere le Power Unit come fornitori sia il limite massimo a cui spingersi. Nella mia visione, tutti gli 11 team dovrebbero essere assolutamente il più indipendenti possibile".

Il futuro: Lambiase e l'assetto McLaren

Dalla politica del paddock alla gestione interna di Woking, il passo è breve. L'annuncio dell'arrivo di Gianpiero Lambiase dalla Red Bull ha scatenato speculazioni su una possibile uscita di scena di Andrea Stella in direzione Ferrari, ma Brown chiarisce la visione strategica: "Sono molto entusiasta di avere GP con noi. Il mio lavoro come CEO è assicurarmi di avere stabilità e visibilità verso il futuro". L'innesto dell'ingegnere ex Verstappen serve a bilanciare un carico di lavoro oggi quasi insostenibile per l’attuale team principal.

"In realtà Andrea ha tre lavori", spiega Brown con pragmatismo. "A volte diciamo che ne ha due, ma ne ha tre. È il team principal, gestisce la squadra corse e gioca anche un ruolo importante in una capacità di direttore tecnico, ovviamente. Andrea è un po' il collante che tiene tutto unito. Ma questi team sono così grandi che, se vuoi essere eccellente in tutti quei ruoli, penso che Andrea sia molto capace di fare due lavori; chiedergli di farne tre è un compito arduo. Quindi penso che GP entrerà e giocherà un grande ruolo lì". Una mossa che guarda lontano, oltre le polemiche del presente: "Il mio lavoro è sempre guardare avanti, a chi può giocare e crescere all'interno dello sport. Certamente, data l'esperienza di GP e la sua età, è qualcuno che penso possa restare qui a lungo in McLaren e crescere".

Pubblicità