Microcar, arriva la multa per chi non mette la cintura: cosa cambia con il nuovo Codice della Strada

Microcar, arriva la multa per chi non mette la cintura: cosa cambia con il nuovo Codice della Strada
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La riforma del Codice della Strada punta a colmare una lacuna che riguarda i quadricicli pesanti L7e: sulle microcar con abitacolo chiuso diventerebbe obbligatorio utilizzare le cinture di sicurezza. La novità riguarderebbe anche i sistemi di ritenuta per bambini, ma per ora si tratta ancora di una proposta
15 settembre 2026

Per anni è esistito un curioso paradosso nella normativa italiana sulle microcar: alcuni veicoli dotati di cintura di sicurezza potevano circolare senza che conducente e passeggeri fossero obbligati a utilizzarla. La ragione è nell'attuale formulazione dell'articolo 172 del Codice della Strada, che prevede l'obbligo per le autovetture, per i veicoli delle categorie N1, N2 e N3 e per i quadricicli leggeri L6e con carrozzeria chiusa, ma non cita i quadricicli pesanti L7e. Il nuovo intervento legislativo punta ora a correggere questa anomalia. Attenzione, però: non si tratta ancora di una nuova multa già applicabile. La modifica è contenuta nel testo-base della riforma del Codice della Strada sottoposto a consultazione e dovrà completare il relativo iter prima di diventare una norma effettivamente operativa.

Cinture sulle microcar L7e: cosa prevede la proposta

La novità riguarda i quadricicli pesanti L7e con abitacolo chiuso. Se la riforma verrà approvata nella forma attualmente proposta, conducente e passeggeri dovranno indossare le cinture di sicurezza durante la marcia, eliminando così la differenza oggi esistente con i quadricicli L6e. La modifica interessa inoltre i sistemi di ritenuta per bambini, rendendo più coerente la disciplina della sicurezza a bordo delle diverse categorie di microcar.

La questione nasce da una modifica introdotta nel 2010, quando l'obbligo di utilizzare le cinture venne esteso ai quadricicli leggeri L6e con carrozzeria chiusa, senza includere i più grandi L7e. Nel frattempo il mercato delle microcar è cresciuto e la distinzione è diventata sempre più evidente: un L6e, limitato a 45 km/h e 4 kW, deve utilizzare la cintura, mentre un L7e può raggiungere 15 kW e, secondo la normativa oggi vigente, non è soggetto allo stesso obbligo di utilizzo.

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Microcar L6e e L7e: quali sono le differenze

La classificazione è importante per capire la portata della modifica. I quadricicli leggeri L6e hanno una massa a vuoto che non supera i 350 kg, esclusa la batteria per i modelli elettrici, e sono limitati a una velocità massima di 45 km/h. Per la loro guida è sufficiente la patente AM, conseguibile a partire dai 14 anni, oppure una patente di categoria superiore. I quadricicli pesanti L7e, invece, possono arrivare a 400 kg di massa, oppure a 550 kg nel caso dei veicoli destinati al trasporto merci, sempre al netto della batteria nei modelli elettrici.

La potenza massima può raggiungere 15 kW e per guidarli è necessaria la patente B1, conseguibile dai 16 anni, oppure una patente superiore. Il paradosso è quindi evidente: proprio il veicolo più potente tra i due non è oggi espressamente incluso nell'obbligo previsto dall'articolo 172. Le cinture, peraltro, sono normalmente già presenti sulle L7e per effetto delle prescrizioni tecniche di omologazione. La riforma mira dunque soprattutto a rendere obbligatorio il loro utilizzo, non semplicemente la loro presenza a bordo.

Multa cintura sulle microcar: quando scatterà e cosa sapere

È questo il punto da chiarire per chi guida una microcar: oggi non c'è ancora una nuova multa specifica per il mancato utilizzo della cintura sulle L7e, perché la modifica deve ancora essere approvata. La consultazione sul testo della riforma rappresenta una fase preliminare e solo al termine dell'iter legislativo l'eventuale nuova disposizione potrà diventare effettivamente applicabile. Per gli altri veicoli già soggetti all'articolo 172, invece, l'obbligo è pienamente vigente. Il testo attuale prevede una sanzione amministrativa da 83 a 332 euro per chi non utilizza i dispositivi di ritenuta previsti dalla norma.

In presenza di un minore, la responsabilità della violazione ricade sul conducente o, se presente, sulla persona tenuta alla sua sorveglianza. La riforma delle L7e avrebbe quindi un significato soprattutto sul piano della sicurezza stradale: renderebbe omogenee le regole per veicoli molto simili per impostazione e utilizzo, evitando che la presenza fisica della cintura a bordo possa essere confusa con l'assenza di un obbligo giuridico di utilizzarla. In attesa dell'eventuale approvazione definitiva, resta comunque la raccomandazione più semplice: la cintura va sempre allacciata, anche quando la normativa non lo impone ancora espressamente.

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